Colpo di scena e trionfo per la BMW nella 6 Ore di San Paolo, sesto appuntamento del FIA World Endurance Championship (WEC). L’equipaggio della BMW M Hybrid V8 n. 15 del team WRT, composto da Kevin Magnussen, Raffaele Marciello e Dries Vanthoor, ha conquistato una straordinaria seconda vittoria stagionale al termine di una gara intensa e ricca di colpi di scena, che ha visto crollare le speranze della Cadillac dopo il dominio iniziale in qualifica.
Sul traguardo del circuito di Interlagos, il belga Dries Vanthoor ha transitato con un vantaggio di 2,254 secondi sulla Ferrari 499P n. 51 (AF Corse) affidata ad Antonio Giovinazzi, Alessandro Pier Guidi e James Calado, regalando alla casa di Maranello un inatteso quanto prezioso primo podio su questo tracciato. A completare il podio la Cadillac V-Series.R n. 12 del team Hertz JOTA con Will Stevens e Norman Nato, costretta ad accontentarsi del terzo posto dopo essere scattata dalla pole position.
La cronaca della gara
La corsa si era aperta nel segno delle Cadillac del team JOTA, che bloccavano interamente la prima fila. Al via, Stevens ha mantenuto il comando davanti alla vettura gemella n. 38 guidata da Earl Bamber. Alle loro spalle, tuttavia, si è scatenato uno strepitoso Kevin Magnussen: il pilota danese della BMW, partito quarto, ha superato immediatamente l’Alpine n. 36 alla prima curva e, prima della fine della prima ora, si è infilato con decisione tra le due Cadillac alla curva Ferradura, approfittando del traffico dei doppiati.
Il sogno della scuderia JOTA ha iniziato a sgretolarsi durante la prima sosta ai box. Un bloccaggio di Bamber sulla n. 38 ha costretto i meccanici a riposizionarsi, perdendo secondi preziosi, mentre sulla Cadillac leader di Stevens un problema al fissaggio di un dado ruota è costato quasi 10 secondi. Errori fatali che hanno spalancato le porte della leadership alla BMW n. 15.
Nelle fasi centrali, Magnussen e successivamente l’italiano Raffaele Marciello hanno saldamente mantenuto il comando, interrotto solo temporaneamente dall’Alpine n. 35 che viaggiava su una strategia sfalsata. Nel frattempo, i guai continuavano per le Cadillac, penalizzate per un contatto con la Lexus GT3 e rallentate da un testacoda di Nato alla curva 7.
L’assalto della Ferrari e il finale con il brivido
I ritardi delle Cadillac e il traffico in pista hanno permesso alla Ferrari ufficiale n. 51 di risalire la china. Durante la quinta ora di gara, James Calado è riuscito a portare la Rossa in testa, nonostante un brivido all’uscita della pit-lane, dove ha impattato contro le barriere danneggiando il musetto e raccogliendo un cartellone pubblicitario.
Nonostante i danni aerodinamici, il britannico ha resistito al comando fino all’ultimo valzer di soste, quando la strategia perfetta del team WRT ha permesso a Vanthoor di scavalcare nuovamente la Ferrari. Gli ultimi minuti sono stati ad altissima tensione: il cielo sopra Interlagos si è improvvisamente oscurato minacciando pioggia, ma Vanthoor è rimasto algido, tenendo a distanza di sicurezza Calado fino alla bandiera a scacchi.
Dietro ai primi tre, la lotta per il quinto posto si è accesa nel finale con un contatto tra la BMW n. 20 di Robin Frijns e la Ferrari n. 50 di Antonio Fuoco alla Esse di Senna. Ad approfittarne è stato l’ex pilota di Formula 1 Robert Kubica, che sulla Ferrari n. 83 del team satellite AF Corse (condivisa con Ye e Hanson) ha beffato entrambi chiudendo in quinta posizione. Per la BMW n. 20 è arrivata anche una penalità di 5 secondi nel post-gara, che l’ha fatta retrocedere all’ottavo posto, impedendo all’equipaggio di balzare in testa al campionato. Una domenica da dimenticare, invece, per la Toyota, lontana dai punti che contano a causa di penalità e contatti.
Classe LMGT3: ancora Corvette, stavolta con il team TF Sport
Nella classe delle derivate di serie, continua il momento d’oro della Corvette. Dopo il successo alla 24 Ore di Le Mans, il team TF Sport ha concesso il bis in terra brasiliana grazie alla Chevrolet Corvette Z06 GT3.R n. 34 guidata da Salih Yoluc, Peter Dempsey e Charlie Eastwood.
L’equipaggio ha trionfato grazie a una strategia controcorrente, che ha visto il pilota “Silver” Yoluc compiere il primo turno di guida anziché il classico “Bronze”. Eastwood ha gestito il vantaggio nel finale, chiudendo con 8 secondi di margine sulla BMW M4 GT3 EVO n. 69 del team WRT. Terzo gradino del podio per la Porsche 911 GT3 R Evo del team Manthey (Lietz/Pera/Shahin), abile a resistere nel finale al forcing delle Ford Mustang del team Proton.
