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Effetto domino in Medio Oriente: il WEC cancella le tappe nel Golfo, la Formula 1 osserva e prepara un piano B

La crisi geopolitica che continua a scuotere il Medio Oriente sta ridisegnando gli equilibri e i calendari del motorsport internazionale. A fare la prima mossa ufficiale è il World Endurance Championship (WEC), ormai prossimo a cancellare definitivamente le proprie tappe nella regione del Golfo Persico. Una decisione drastica che, inevitabilmente, accende i riflettori anche sulla Formula 1 e sulla tenuta della parte finale del suo mondiale.

Il WEC torna in Europa: dentro Barcellona e Monza

Il calendario del WEC aveva già subìto alcune modifiche, con il round del Qatar originariamente previsto come opening round e successivamente posticipato a penultima tappa in ottobre. Tuttavia, secondo il piano di emergenza presentato alle squadre durante lo scorso fine settimana in Brasile, la tappa di Losail verrà completamente cancellata per fare spazio a un appuntamento sul circuito di Barcellona.

Stessa sorte per il gran finale di stagione in Bahrain: la tappa di Sakhir verrà stralciata dal programma e sostituita da un weekend di gara a Monza. Salvo clamorosi e improbabili miglioramenti sul fronte della sicurezza nell’area, questa proposta di calendario rivoluzionata sarà presentata al Consiglio Mondiale dell’Automobilismo della FIA a fine luglio per l’approvazione formale.

La Formula 1 temporeggia, ma il calendario vacilla

La Formula 1 ha già pagato un dazio pesante all’instabilità dell’area all’inizio di questa stagione, con la cancellazione dei Gran Premi del Bahrain e dell’Arabia Saudita che ha provocato un insolito “buco” di un mese tra il GP del Giappone e quello di Miami.

Secondo l’attuale programmazione, il Mondiale della massima serie dovrebbe concludersi proprio nel Golfo, con la doppietta Qatar-Abu Dhabi a cavallo tra fine novembre e inizio dicembre. Al momento, la linea ufficiale di Liberty Media e della FIA è quella dell’attesa: dato il margine di tempo che separa dal finale di stagione, le due tappe restano confermate. Nessuna preoccupazione, inoltre, sembra gravare sul Gran Premio dell’Azerbaijan di settembre, nonostante la vicinanza geografica con l’Iran.

Nelle scorse settimane, il CEO della F1 Stefano Domenicali aveva espresso la speranza di poter recuperare il GP del Bahrain già in questo campionato, ipotizzando la data del 4 ottobre. Una mossa che avrebbe inserito Sakhir tra Baku e Singapore, dando vita a un inedito e logorante trittico di gare consecutive (triple-header).

Lo scenario Portimão come ancora di salvezza

Tuttavia, secondo quanto appreso, il reinserimento del Bahrain appare al momento congelato. I vertici della Formula 1 intendono sfruttare fino all’ultimo giorno utile per monitorare l’evoluzione della situazione diplomatica e di sicurezza prima di prendere una decisione definitiva.

Se la tappa in Bahrain dovesse saltare definitivamente e se anche Qatar e Abu Dhabi fossero costrette a dare forfait, la Formula 1 ha già pronto un piano di contingenza. L’ipotesi sul tavolo prevede l’ingresso del circuito portoghese di Portimão – il cui ritorno ufficiale era inizialmente previsto per il 2027 – come teatro del gran finale di stagione. Una soluzione d’emergenza che permetterebbe di limitare i danni commerciali e sportivi, portando il calendario a un totale di 21 Gran Premi complessivi rispetto ai 24 originariamente pianificati.

Alessio Mazzocco
Alessio Mazzoccohttps://www.giornalemotori.com
Appassionato di fotografia e di motori

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