La stagione 2026 della Ducati in MotoGP si sta rivelando molto più complicata rispetto agli anni precedenti. Dopo il dominio mostrato dalla Casa di Borgo Panigale fino alla fine del 2025, la Desmosedici ha perso parte della propria superiorità e, secondo il collaudatore Michele Pirro, non ci sono soluzioni rapide per risolvere le difficoltà emerse nel corso del campionato.
Pirro, intervistato da GPOne, ha spiegato che la situazione tecnica della Ducati non è cambiata in maniera sostanziale rispetto all’inizio della stagione. Il comportamento della moto continua infatti a variare sensibilmente in base alle caratteristiche dei circuiti, alle condizioni dell’asfalto e al livello di adattamento della Desmosedici a ciascun tracciato.
“Quello che abbiamo visto nelle prime gare è, più o meno, ancora attuale”, ha spiegato Pirro. Per il pilota e collaudatore italiano sarà quindi necessario affrontare il resto della stagione gara dopo gara, cercando di sfruttare al meglio i circuiti più favorevoli.
Ducati già concentrata sul progetto 2027
Una delle ragioni per cui non sono previste importanti rivoluzioni sulla moto attuale riguarda anche il lavoro già concentrato sul progetto 2027.
Pirro è infatti impegnato principalmente nello sviluppo della nuova Ducati con motore da 850 cc, destinata a debuttare con il nuovo regolamento tecnico della MotoGP. La nuova Desmosedici tornerà in pista a settembre al Red Bull Ring, dopo il Gran Premio d’Austria, per una seconda sessione di test con i piloti ufficiali.
Il primo test ufficiale della nuova moto era avvenuto a Brno dopo il Gran Premio della Repubblica Ceca, anche se in quell’occasione non erano stati diffusi né tempi né immagini.
La conseguenza è che Ducati non sembra intenzionata a investire risorse significative per una rivoluzione della moto 2026. “Non c’è una soluzione immediata ai problemi. Ci stiamo lavorando, ma consideriamo ormai questo progetto arrivato alla fine”, ha ammesso Pirro.
Una MotoGP sempre più legata ai circuiti
Secondo Pirro, una delle caratteristiche più evidenti del campionato 2026 è la forte variabilità dei valori in campo. La Ducati può essere competitiva su un tracciato e incontrare difficoltà importanti pochi giorni dopo, mentre una casa rivale può compiere il percorso opposto.
È una situazione che non rappresenta una novità assoluta per la MotoGP, ma che negli anni del dominio Ducati era diventata meno evidente. La maggiore competitività dei rivali ha infatti riportato in primo piano l’importanza delle caratteristiche dei singoli circuiti.
“Abbiamo visto che i tracciati, le condizioni e le caratteristiche delle piste fanno più la differenza di qualsiasi altra cosa”, ha sottolineato Pirro.
Pirro punta ancora su Marc Marquez
Nonostante le difficoltà della Ducati, Pirro continua a considerare Marc Marquez un elemento potenzialmente decisivo nella lotta al vertice.
Il collaudatore Ducati ritiene che la Desmosedici possa tornare particolarmente competitiva ad Aragon, dove Marc Marquez potrebbe rappresentare ancora una volta il punto di riferimento. Più complessa, invece, potrebbe essere la trasferta di Misano, dove Marco Bezzecchi ha già dimostrato di essere particolarmente efficace.
Proprio per questo, Pirro ritiene che il campionato 2026 possa essere deciso da dettagli minimi e dagli eventuali errori dei piloti.
“Penso che questo Mondiale si giochi davvero sui dettagli”, ha spiegato, sottolineando quanto sia sottile il margine tra una gara vincente e una prestazione deludente.
Per Ducati, dunque, la priorità sembra ormai chiara: gestire nel miglior modo possibile il finale della stagione 2026, sfruttando le caratteristiche dei circuiti favorevoli, mentre gran parte degli sforzi tecnici è già rivolta alla nuova era della MotoGP che scatterà nel 2027.
