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KTM pronta a recuperare 500 giri/min a Misano? La RC16 potrebbe tornare alla potenza originale

Il Gran Premio d’Aragona, primo appuntamento dopo che KTM ha ottenuto il permesso di sostituire alcuni componenti difettosi dei propri motori MotoGP, si è concluso senza evidenti problemi di affidabilità per le RC16.

Un fine settimana particolarmente positivo per il costruttore austriaco, culminato con il secondo posto di Pedro Acosta, alle spalle di Marc Márquez e con il ritorno della KTM sul podio della MotoGP.

Nonostante il risultato, però, sembra che le RC16 non abbiano ancora recuperato completamente le proprie prestazioni motoristiche abituali.

Secondo le indiscrezioni, KTM avrebbe infatti preferito verificare il corretto funzionamento dei propulsori ad Aragon prima di procedere con un eventuale ritorno al precedente limite di regime.

Da qui nasce l’ipotesi che i piloti KTM possano recuperare 500 giri/min già dal prossimo Gran Premio di San Marino a Misano.

Quei 500 giri/min che possono cambiare molto

KTM, così come Ducati e Aprilia, corre con una specifica del motore congelata dall’inizio della scorsa stagione.

Ad Aragon, la RC16 di Brad Binder è stata ancora una volta la moto più veloce sul rettilineo principale. Il pilota sudafricano aveva raggiunto i 356,4 km/h nel 2025, mentre quest’anno si è fermato a 352,9 km/h.

Un dato che, tuttavia, deve essere interpretato con cautela, visto che la velocità massima può essere influenzata da diversi fattori, tra cui il pacchetto aerodinamico, le scie e la direzione del vento.

Interpellato sulle indiscrezioni relative ai 500 giri/min dopo la gara di Aragon, Pol Espargaró, collaudatore KTM e sostituto di Maverick Viñales nel weekend spagnolo, ha ammesso di sperare in un ritorno al precedente regime massimo.

«Non ho idea di cosa succederà con i giri. Spero di sì. Sarebbe bello, perché quando guadagni giri non ottieni soltanto quello che la gente immagina, ovvero quinta e sesta marcia e velocità massima. In realtà è la cosa da cui trai meno beneficio».

Secondo Espargaró, il vantaggio più importante riguarda infatti la possibilità di modificare nuovamente i rapporti del cambio.

«A volte devi costruire il cambio in modo diverso perché raggiungi troppo spesso il limitatore e ti mancano quei 500 giri per arrivare alla curva successiva».

Una situazione che finisce per condizionare l’intero comportamento della moto.

«Devi adattare tutto il cambio e questo influenza tutte le curve. È quindi piuttosto importante».

Misano potrebbe essere il circuito ideale

Il possibile ritorno dei 500 giri/min potrebbe avere un’importanza ancora maggiore a Misano, dove la capacità di accelerare in uscita dalle curve è fondamentale.

Espargaró ha sottolineato proprio questo aspetto:

«Se li recupereremo a Misano, sarà fantastico, perché Misano è anche una pista con molto grip, dove serve molta accelerazione. Avere qualche giro in più aiuterà parecchio».

Il recupero del regime massimo, quindi, non rappresenterebbe semplicemente un vantaggio in termini di velocità di punta. Potrebbe permettere a KTM di rivedere la rapportatura del cambio e migliorare il comportamento della RC16 in numerose fasi del giro.

La situazione dei motori KTM

Anche qualora i problemi di affidabilità fossero ormai risolti, KTM ha comunque pagato un prezzo in termini prestazionali durante il periodo nel quale è stata costretta a ridurre il regime di rotazione dei propri propulsori.

Ipotizzando che la limitazione sia stata introdotta dopo l’incidente di Pedro Acosta in Catalogna, che aveva provocato anche il violento incidente di Alex Márquez, le KTM avrebbero corso con il regime ridotto per sette Gran Premi.

Esiste inoltre un’altra conseguenza potenzialmente importante: il maggiore chilometraggio richiesto ai motori ancora disponibili per compensare quelli che sono stati ritirati.

L’elenco aggiornato dei motori MotoGP indica Brad Binder come il pilota KTM maggiormente a rischio. Il sudafricano ha infatti utilizzato sei dei nove motori consentiti per la stagione, mentre tre sono già stati ritirati.

Anche Toprak Razgatlıoğlu ha tre motori ritirati, ma il pilota Yamaha dispone di 11 unità stagionali grazie allo status di concessioni della Casa giapponese.

Acosta ha perso entrambi i motori utilizzati più recentemente, ma con sei propulsori su nove già impiegati il suo utilizzo rimane solo leggermente superiore alla media di cinque motori e identico a quello dei piloti Aprilia Jorge Martín e Marco Bezzecchi.

Il pilota Tech3 Enea Bastianini è invece a quota cinque motori utilizzati su nove, con due unità ritirate. Il compagno di squadra Viñales, attualmente infortunato, ne ha utilizzati soltanto quattro e nessuno è stato ritirato.

In qualità di sostituto, Espargaró ha utilizzato la dotazione motori originariamente assegnata a Viñales nelle sue apparizioni come pilota titolare.

Il precedente Yamaha del 2020

L’ultimo caso simile in MotoGP, legato a un problema di affidabilità provocato da un componente difettoso del motore, risale al 2020, quando fu Yamaha ad affrontare una situazione analoga.

La Casa giapponese aveva inizialmente chiesto agli altri costruttori l’autorizzazione a correggere le proprie valvole difettose.

Successivamente Yamaha ritirò la richiesta e venne penalizzata con una detrazione di punti nel campionato Costruttori e in quello Team, dopo che emerse che la causa del problema era legata al cambio del fornitore delle valvole rispetto a quelle presenti nel motore utilizzato come riferimento per l’omologazione.

L’allora managing director di Yamaha Racing, Lin Jarvis, spiegò che il cambio di fornitore era stato frutto di una svista interna e di un’errata interpretazione del regolamento.

Il problema emerse dopo un guasto a Jerez. Yamaha scoprì che le valvole utilizzate sui motori della stagione non solo differivano da quelle del propulsore di riferimento, ma presentavano anche una debolezza legata al differente processo produttivo.

La Casa giapponese fu quindi costretta a sospendere l’utilizzo di alcuni motori.

Ora KTM si trova davanti a una situazione diversa, ma con una questione altrettanto delicata da gestire: capire quando sarà possibile riportare la RC16 al suo precedente regime massimo senza compromettere l’affidabilità.

Misano potrebbe essere il momento della svolta. Se i 500 giri/min verranno effettivamente restituiti ai piloti, la KTM potrebbe presentarsi al prossimo appuntamento del Mondiale con una RC16 più efficace soprattutto in accelerazione e nella gestione delle marce.

Alessio Mazzocco
Alessio Mazzoccohttps://www.giornalemotori.com
Appassionato di fotografia e di motori

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