Dalla pista al tribunale, fino alla conferenza stampa. Il caso Pierre Gasly continua a tenere banco e al Gran Premio d’Italia si trasforma in una vera e propria guerra verbale tra Alpine e McLaren. Al centro della discussione c’è ancora il controverso podio del Gran Premio di Monaco, ma questa volta la polemica assume dimensioni decisamente più pesanti.
Flavio Briatore non ha usato mezze parole. Dopo la decisione della Corte d’Appello Internazionale della FIA di ripristinare le due penalità inflitte a Gasly a Monte-Carlo, il manager di Alpine ha messo apertamente in discussione l’operato del collegio giudicante, concentrando le proprie critiche su uno dei quattro giudici coinvolti nel procedimento.
Secondo Briatore, esisterebbero elementi che, a suo giudizio, meritano di essere chiariti riguardo ai rapporti tra il giudice e McLaren. Il manager italiano ha citato la partecipazione del magistrato a un evento organizzato da McLaren e altri presunti collegamenti con iniziative legate al gruppo britannico.
Non si tratta di un’accusa marginale. Mettere in dubbio l’indipendenza di un giudice significa chiamare direttamente in causa la credibilità dell’intero processo decisionale della FIA. Briatore ha infatti criticato anche il comportamento tenuto durante l’udienza, sostenendo che l’atteggiamento del giudice fosse stato particolarmente aggressivo nei confronti di Alpine.
Stella: “Questo è offensivo”
La risposta di Andrea Stella non si è fatta attendere.
Il team principal della McLaren era presente alla stessa conferenza stampa e ha assistito alle dichiarazioni di Briatore. Dopo aver ascoltato le accuse, Stella ha difeso con forza la propria squadra e ha respinto l’idea che McLaren abbia beneficiato di un trattamento privilegiato.
Il manager italiano ha definito particolarmente gravi le insinuazioni nei confronti della scuderia di Woking, sottolineando come accuse di questo tipo possano danneggiare seriamente la reputazione di un’organizzazione.
Per Stella, McLaren si è limitata a utilizzare gli strumenti previsti dal regolamento. Il ricorso contro la decisione relativa a Gasly sarebbe stato presentato per una questione di principio: garantire un’applicazione coerente delle regole per tutti i concorrenti.
Ed è proprio questo il punto sul quale le due parti sembrano essere più lontane.
Tutto nasce a Monaco
La storia comincia nel Gran Premio di Monaco.
Gasly aveva tagliato il traguardo in terza posizione, conquistando un risultato importantissimo per Alpine. Durante la gara, però, il francese aveva ricevuto due penalità di cinque secondi legate alle infrazioni commesse nella pit-lane.
La successiva revisione del caso aveva portato Alpine a ottenere la cancellazione delle sanzioni. La squadra aveva infatti presentato nuovi elementi relativi al sistema utilizzato per rilevare la velocità in pit-lane.
Gasly era così tornato sul podio.
McLaren e Red Bull, però, non erano d’accordo. Le due squadre avevano contestato la decisione e il caso era arrivato davanti alla Corte d’Appello Internazionale della FIA.
La sentenza successiva ha ribaltato nuovamente il risultato: le penalità sono state ripristinate e Gasly è tornato settimo nella classifica ufficiale del Gran Premio di Monaco. Isack Hadjar ha riottenuto il terzo posto, mentre Oscar Piastri è salito in quarta posizione.
Non sono soltanto due punti
Dietro il ricorso di McLaren, secondo Stella, non c’era semplicemente la volontà di guadagnare una posizione o qualche punto in più.
La questione riguarda soprattutto il precedente che una decisione del genere avrebbe potuto creare.
Se un’anomalia nel sistema di rilevamento fosse stata sufficiente per cancellare una penalità già comminata dai commissari, il rischio, secondo McLaren, sarebbe stato quello di creare una diversa interpretazione delle regole a seconda delle circostanze.
Da qui la scelta di portare la questione davanti alla Corte d’Appello.
Ma la vicenda ha finito per mettere in evidenza anche un altro problema: il funzionamento del sistema di revisione delle decisioni sportive.
La FIA finisce sotto pressione
La Federazione si trova ora nel mezzo di una situazione delicata.
Da una parte deve difendere l’indipendenza dei propri organi giudicanti. Dall’altra deve dimostrare che le procedure utilizzate per riesaminare i casi e applicare le penalità siano sufficientemente chiare e uniformi.
La stessa vicenda ha aperto la porta a possibili riflessioni sulle procedure future, in particolare sul diritto di revisione e sui criteri attraverso i quali una decisione dei commissari può essere riaperta.
È un tema destinato a rimanere sul tavolo anche dopo Monza.
Briatore contro Stella: il confronto è appena iniziato
Quello che sembrava un normale caso regolamentare si è trasformato così in una delle polemiche più accese del weekend italiano.
Briatore chiede chiarezza e mette sotto esame l’indipendenza del sistema giudiziario della FIA. Stella difende McLaren e considera inaccettabili le insinuazioni sulla propria squadra.
La FIA, nel frattempo, deve gestire una questione che rischia di andare oltre il risultato di un singolo Gran Premio.
Perché a questo punto non si discute più soltanto del terzo posto di Monaco.
Si discute di regole, giudici, conflitti d’interesse e credibilità.
E quando in Formula 1 si arriva a mettere in discussione la credibilità di chi deve garantire che le regole siano uguali per tutti, la polemica è destinata inevitabilmente a diventare molto più grande di una semplice penalità.
