Ultimi articoli

Ferrari, l’ammissione di Vasseur preoccupa: “Ci manca ancora potenza pura”

La Ferrari sperava che il nuovo motore introdotto a Monza potesse rappresentare il passo decisivo per ridurre il divario dalla Mercedes. L’aggiornamento della power unit ha effettivamente portato un miglioramento, ma a Maranello resta ancora un problema evidente: la potenza pura sui rettilinei.

A confermarlo è stato Fred Vasseur, che dopo il Gran Premio d’Italia non ha nascosto le difficoltà della Scuderia. Il team principal Ferrari ha spiegato che, nonostante il secondo aggiornamento consentito dal sistema ADUO, il propulsore italiano continua a pagare qualcosa nei confronti della concorrenza.

L’upgrade introdotto a Monza era considerato particolarmente importante. Ferrari avrebbe dovuto guadagnare circa 15 cavalli grazie alla nuova evoluzione della power unit, con l’obiettivo di ridurre sensibilmente il distacco dalla Mercedes sui rettilinei.

Ferrari ancora indietro in rettilineo

Già durante le prove libere del venerdì Lewis Hamilton aveva evidenziato il problema. Il sette volte campione del mondo aveva stimato in circa sei decimi il distacco dalla Mercedes di George Russell sui rettilinei, sottolineando come la velocità di punta fosse ancora una delle principali limitazioni della SF-26.

Il nuovo motore ha comunque rappresentato un passo avanti. Andrea Kimi Antonelli, osservando i dati raccolti dalla Mercedes, aveva infatti riconosciuto che Ferrari aveva recuperato terreno, arrivando a livelli di velocità in rettilineo molto più vicini a quelli della squadra di Brackley.

Il problema, però, non è completamente risolto.

Vasseur ha spiegato che quando manca potenza dal motore diventa necessario intervenire sulla gestione dell’energia elettrica per cercare di compensare il deficit. Una strategia che può però creare nuovi problemi durante il giro.

“Quando ti manca la pura potenza, inizi a giocare con l’energia elettrica per cercare di compensare sui rettilinei”, ha spiegato il team principal Ferrari.

Il rischio è quello di spostare semplicemente il problema da una parte all’altra del circuito: più energia utilizzata in un determinato tratto significa infatti averne meno a disposizione successivamente.

Un problema difficile da risolvere nel corso della stagione

La situazione è particolarmente delicata perché lo sviluppo di una power unit richiede tempi molto più lunghi rispetto a quello della vettura.

Mentre sul telaio è possibile introdurre rapidamente nuovi componenti aerodinamici o meccanici, intervenire sul motore richiede mesi di progettazione, produzione e validazione.

Ferrari ha già utilizzato entrambe le opportunità di sviluppo concesse attraverso il sistema ADUO per il 2026. La Scuderia non potrà quindi contare su una nuova evoluzione hardware del propulsore nel corso della stagione.

Il lavoro si sposterà inevitabilmente sul progetto 2027, quando Ferrari avrà a disposizione nuove possibilità di sviluppo.

Il vero obiettivo è il 2027

Il problema della power unit rappresenta dunque una delle priorità assolute per Maranello.

La FIA ha stabilito attraverso il sistema ADUO che Red Bull dispone del riferimento per quanto riguarda il motore endotermico, consentendo ai costruttori giudicati più indietro di sviluppare ulteriormente le proprie power unit. Ferrari ha sfruttato entrambe le possibilità concesse nel 2026.

Il secondo aggiornamento ha permesso di compiere un passo avanti, ma non è bastato per eliminare completamente il divario.

“Non ci aspettavamo di recuperare tutto il divario con ADUO 1 o ADUO 2. Stiamo facendo piccoli passi”, aveva spiegato Vasseur parlando del percorso di sviluppo del motore.

La Ferrari dovrà quindi continuare a lavorare su ogni dettaglio della SF-26 per compensare ciò che ancora manca alla power unit. Aerodinamica, gestione dell’energia, peso e resistenza all’avanzamento possono infatti ridurre almeno in parte il deficit sui rettilinei.

Ferrari guarda già al prossimo anno

Il messaggio arrivato da Maranello è quindi abbastanza chiaro: il nuovo motore ha migliorato la situazione, ma non ha ancora portato Ferrari al livello della Mercedes.

La Scuderia dovrà ora concentrarsi sullo sviluppo della vettura e, soprattutto, sulla prossima generazione di power unit.

Vasseur ha già indicato il 2027 come il momento nel quale Ferrari dovrà fare un ulteriore salto in avanti. L’obiettivo sarà recuperare il terreno perso e presentarsi con un motore finalmente in grado di competere alla pari con i migliori.

Per il 2026, invece, non resta che sfruttare al massimo ciò che la SF-26 è in grado di offrire. Perché, come dimostrato anche a Monza, in Formula 1 pochi cavalli possono fare una differenza enorme.

Alessio Mazzocco
Alessio Mazzoccohttps://www.giornalemotori.com
Appassionato di fotografia e di motori

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.