La città di Milano ha accolto la donazione della scultura “Le Pieghe”, opera dell’artista Nicola Samorì promossa da Maurizio Salvadori per commemorare il figlio Luca Salvadori. La cerimonia si è svolta presso le Curve Gemelle all’interno del Parco Sempione, alla presenza di rappresentanti istituzionali, dell’artista, del curatore Demetrio Paparoni e del giornalista Guido Meda che ha ricordato la figura del pilota e creatore di contenuti:
“…Siamo a due anni dalla scomparsa di quello che per molti di noi, è mi metto ultimo nella catena di chi soffre e ha sofferto, a partire dai genitori e dalla famiglia di Luca. È stato un momento tremendo, però ho avuto la netta sensazione che nel lavoro di chi ha voluto bene, nei pensieri di chi ha voluto bene a Luca tutti i giorni, di chi lo ha cresciuto con sé, ci sia stato l’obiettivo, che è la cosa più virtuosa che possa capitare in questi casi, di dare fin dove è possibile un senso al vuoto che si è venuto a creare perdendo Luca… è stato un pilota che ho commentato, è stato una sorta di nipotino nei paddock del motociclismo a cui stare vicino perché un po’ mi rivedevo in lui da milanese che qui aveva fatto le prime curve col proprio motorino e poi forse anche un pochino un consigliere, che così in realtà poi ha scoperto che li doveva prendere da lui invece che darli. Di un Luca Salvadori che è diventato un influencer, un creator che sapeva parlare ai giovani.
…Il regalo che arrivava con questa meravigliosa scultura e anche questo…
È perpetrare nel tempo il lascito che Luca ha lasciato qui, dicevo, siccome di giovani ne vedo tanti, E sono certamente anche e soprattutto quelli che vedevo giovani, forse da qui in avanti sarebbe bello che il ricordo di Luca, anche in questa occasione, invece che essere per forza un ricordo triste, possa in qualche modo essere un ricordo che ci mette un sorriso, perché alla fine la sua missione era quella… Gli insegnamenti forse anche involontari di Luca, che non credo si preoccupasse di fare educazione ma si preoccupava di riempire il tempo della gente in modo sano. Perchè Luca era VITA!
Luca faceva coincidere il suo divertimento ala fine con il nostro…”
“…Oggi riesco a dirlo, sono felice di stare qua davanti perché è stato un cammino, è stato un cammino artistico, è stato un cammino dei sentimenti, è il consolidamento di una prima parte, di una strada che Luca Salvadori deve continuare a fare ed è bello che lo faccia nella sua città, nelle sue curve, nelle curve di tutti noi e quindi. Un grazie a Luca, un grazie na voi, un grazie alla Fondazione, un grazie alla mamma, Grazie per averci dato Luca. È stato bello averlo finché ce l’abbiamo avuto, Faremo il possibile per continuare ad averlo nella sua forma migliore anche adesso che fisicamente non c’è più, c’è attraverso un’opera d’arte, c’è attraverso tutta questa gente che lo ricorda sorridendo. Grazie.”
cit. Guido Meda
L’opera fonde elementi in alluminio derivati da pezzi della moto di Luca Salvadori con un tronco di legno recuperato dopo l’alluvione della Romagna del 2023 e ritrovato successivamente in mare. La curvatura del tronco rispecchia la contro curva del corpo del pilota. Samorì ha lavorato a contatto diretto con la tuta e il casco originali di Luca per incorporarne la materia. I motivi decorativi riprendono i disegni del battistrada degli pneumatici, mentre la base rielabora la forma di un cerchione da moto. Un’iscrizione incisa sulla scultura cita le prime pieghe percorse da Luca in quel luogo. La scritta spinge l’osservatore a camminare attorno all’, trasformando la contemplazione in un atto dinamico.

