Il GT World Challenge Europe Sprint Cup ha regalato un intenso weekend sul circuito di Zandvoort, con due gare caratterizzate da protagonisti differenti. Nella prima corsa è arrivato il successo assoluto della McLaren 720S GT3 Evo di Garage 59, affidata a Tom Fleming e Louis Prette, mentre nella seconda gara Ben Green e Thierry Vermeulen hanno portato al successo la Ferrari 296 GT3 Evo di Emil Frey Racing.
Gara 1: Garage 59 conquista la vittoria, ma arriva una penalità
Tom Fleming e Louis Prette hanno conquistato la vittoria nella prima gara del weekend al volante della McLaren 720S GT3 Evo numero 58 di Garage 59. Un risultato particolarmente significativo perché ottenuto da un equipaggio della Gold Cup, capace di imporsi anche nella classifica assoluta.
Fleming ha costruito il successo già nelle prime fasi della corsa, superando alla partenza la Porsche 911 GT3 R Evo numero 2 di Boutsen VDS guidata da Morris Schuring. La McLaren ha poi mantenuto il comando durante il primo stint, arrivando alla finestra obbligatoria dei pit stop con un margine di oltre due secondi.
La Porsche di Dorian Boccolacci e Morris Schuring ha però recuperato terreno grazie a una sosta più rapida, tornando in piena lotta per la vittoria. Prette è riuscito comunque a mantenere la McLaren davanti alla Porsche, tagliando il traguardo con un vantaggio di appena 0,676 secondi.
Dopo la gara, tuttavia, gli steward hanno inflitto a Garage 59 una penalità di cinque secondi per un unsafe release durante il pit stop. La McLaren era infatti rientrata nella fast lane mentre la Porsche di Boccolacci stava sopraggiungendo, con le due vetture che hanno percorso per un breve tratto la corsia affiancate.
La penalità non ha comunque modificato la posizione finale della McLaren. Anche la Porsche Boutsen VDS ha ricevuto una sanzione di cinque secondi, in questo caso perché un meccanico si trovava ancora nell’area di lavoro quando la vettura è rientrata nella fast lane.
Il successo ha rappresentato il primo podio assoluto stagionale per Garage 59 e ha dato una spinta importante alle ambizioni dell’equipaggio Fleming-Prette nella Gold Cup.
Gara 2: Green e Vermeulen riportano Emil Frey Racing al successo

La seconda gara ha invece premiato la Ferrari 296 GT3 Evo numero 69 di Emil Frey Racing, con Ben Green e Thierry Vermeulen capaci di conquistare una vittoria costruita soprattutto grazie a un ottimo primo stint.
Green, partito dalla terza posizione, ha avuto un avvio aggressivo e ha superato immediatamente la McLaren di Louis Prette, vincitrice della gara del sabato. Successivamente il pilota britannico ha ridotto il distacco dalla Ferrari gemella numero 14 di Konsta Lappalainen, scattata dalla pole position.
Il momento decisivo è arrivato durante una fase di Full Course Yellow. Green ha reagito più rapidamente alla ripartenza e ha sfruttato l’occasione per portarsi al comando della gara. Da quel momento la Ferrari numero 69 ha iniziato a costruire un margine significativo, arrivando alla fine del primo stint con oltre 4,5 secondi di vantaggio.
Dopo il cambio pilota, Thierry Vermeulen ha completato il lavoro mantenendo la Ferrari davanti agli avversari. L’equipaggio ha così conquistato la vittoria con 3,700 secondi di vantaggio, regalando a Emil Frey Racing il primo successo nella Sprint Cup da oltre due anni.
Il risultato assume un peso importante anche per la classifica del campionato. Il secondo posto conquistato dalla Porsche Lionspeed di Ricardo Feller e Bastian Buus ha infatti permesso all’equipaggio di portarsi al comando della graduatoria.
Il weekend di Zandvoort ha quindi prodotto due vincitori differenti e una situazione di campionato ulteriormente movimentata. Garage 59 ha sfruttato al meglio la prima gara con Fleming e Prette, mentre Emil Frey Racing ha risposto nella seconda corsa con Green e Vermeulen. Nel frattempo, la Porsche Lionspeed ha raccolto punti pesanti nella lotta per il titolo, confermando quanto sia ancora aperta la sfida nel GT World Challenge Europe.

