SPIELBERG (Austria) – Il Gran Premio d’Austria si trasforma in una domenica da dimenticare per il team Pramac e per la Yamaha, scivolata in una crisi profonda sul tracciato del Red Bull Ring. Tra i volti più delusi nel dopogara c’è quello di Toprak Razgatlioglu, protagonista di una corsa da incubo chiusa al penultimo posto e staccato di oltre 46 secondi dal vincitore.
Il campione turco non ha nascosto la propria frustrazione a fine giornata, lasciandosi andare a uno sfogo amaro ma sincero ai microfoni. La causa principale del disastro? La totale assenza di aderenza sulla sua M1.
«Sono davvero scioccato», ha dichiarato un amareggiato Razgatlioglu. «Fin dai primi cinque giri la sensazione era nitida: non c’era grip. La moto continuava soltanto a pattinare. Ero molto arrabbiato sotto il casco, continuavo a chiedermi come fosse possibile non avere aderenza fin dal via pur montando gomme nuove».
La situazione è poi progressivamente peggiorata con il passare delle tornate, rendendo la guida un vero e proprio calvario fisico e mentale. «Negli ultimi sei giri mi chiedo persino come sia riuscito a restare in piedi. In rettilineo e in uscita da curva 1, non appena risollevavo la moto, la ruota dietro continuava a slittare a vuoto. Non avevo trazione da nessuna parte».
Una crisi prestazionale talmente acuta da aver spinto il pilota turco a considerare l’idea di arrendersi a gara in corso, opzione poi scartata unicamente per senso di appartenenza.
«A essere sincero, a un certo punto ho pensato più volte di rientrare ai box e chiuderla lì», ha confessato Toprak. «Se non l’ho fatto è solo perché nutro un profondo rispetto per la Yamaha. Ho continuato a girare per onorare il lavoro della squadra, ma il passo era un disastro totale e non mi sono divertito per niente».
Per il portacolori Pramac si tratta della seconda peggior gara della sua vita, appaiata a un’altra domenica stregata vissuta in Thailandia, condizionata dai medesimi problemi di gomma e aderenza.
Una debacle che non riguarda solo Razgatlioglu, ma che dipinge un quadro critico per l’intera casa di Iwata: con Fabio Quartararo soltanto 17° e fuori dalla zona punti e Jack Miller staccato di quasi 70 secondi, la Yamaha esce dall’Austria con zero punti e tantissimi interrogativi a cui dover dare risposta.

