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F1, Lewis Hamilton contro le gare più corte dal 2027: “Non ha senso”

Lewis Hamilton ha espresso il proprio disaccordo sulla decisione della Formula 1 di ridurre la distanza massima dei Gran Premi a partire dal 2027. Il sette volte campione del mondo ritiene che le gare dovrebbero essere più lunghe, soprattutto considerando l’evoluzione delle monoposto e degli pneumatici.

Dal prossimo anno la distanza massima dei Gran Premi scenderà da 305 a 290 chilometri, una riduzione che equivale generalmente a due o tre giri in meno a seconda del circuito. La modifica è legata soprattutto alla nuova gestione della power unit e all’aumento della componente termica rispetto a quella elettrica previsto nel nuovo ciclo regolamentare.

Hamilton: “Le gare dovrebbero essere più lunghe”

Hamilton ha commentato la decisione alla vigilia del Gran Premio dell’Azerbaigian, ammettendo di non conoscere nel dettaglio tutte le motivazioni alla base della scelta.

Il pilota Ferrari ritiene però che la direzione presa dalla Formula 1 sia opposta rispetto alle esigenze dello spettacolo e della sfida fisica richiesta ai piloti.

“Penso che le gare dovrebbero essere più lunghe, perché dal punto di vista fisico oggi sono più facili che mai”, ha dichiarato Hamilton.

Secondo il britannico, anche la gestione degli pneumatici ha contribuito a rendere alcune gare meno impegnative. A Baku, per esempio, le mescole C3, C4 e C5 possono potenzialmente coprire l’intera distanza di gara, mentre in diversi appuntamenti una sola sosta ai box è sufficiente per completare il Gran Premio.

“Ci sono state molte gare nelle quali avrei voluto avere più giri. È l’opposto di quello che chiederei: onestamente, vorrei gare più lunghe”, ha aggiunto Hamilton.

La sfida fisica resta centrale

Il pilota Ferrari ha poi spostato l’attenzione sull’aspetto fisico della Formula 1. Secondo Hamilton, alcuni Gran Premi continuano a mettere i piloti a dura prova, soprattutto quando le temperature sono elevate.

Singapore rappresenta uno degli esempi citati dal sette volte campione del mondo, mentre Hamilton ha indicato anche il ritorno della Malesia nel calendario come un appuntamento destinato a richiedere un notevole impegno fisico.

“Questo dovrebbe essere lo sport più impegnativo dal punto di vista fisico e mentale”, ha spiegato Hamilton, sottolineando l’importanza di portare gli atleti al limite delle proprie capacità.

Per il pilota Ferrari, proprio la necessità di spingere il corpo e la mente oltre i propri limiti rappresenta uno degli elementi distintivi della Formula 1.

“Accorciare le gare non ha assolutamente senso per me”, ha concluso.

Russell ridimensiona l’impatto della modifica

George Russell ha invece mostrato un approccio differente rispetto al suo ex compagno di squadra in Mercedes. Il pilota britannico ha scherzato sulla possibilità di terminare prima le gare, sottolineando però come l’impatto della modifica possa variare molto da circuito a circuito.

Secondo Russell, alcuni Gran Premi particolarmente lunghi, come Singapore, potrebbero beneficiare della riduzione della distanza. Al contrario, appuntamenti come Monza risultano già relativamente brevi.

“Singapore, quando dura un’ora e 50 minuti o quasi due ore, sembra troppo lunga. Poi alcune gare come Monza, che durano solo un’ora e 15 minuti, sembrano brevi. Ma non cambia molto”, ha spiegato Russell.

La Formula 1 si prepara quindi a introdurre nel 2027 una modifica che inciderà sulla distanza dei Gran Premi, mentre tra i piloti emergono opinioni differenti sull’effetto che questa scelta avrà sulla competizione.

Alessio Mazzocco
Alessio Mazzoccohttps://www.giornalemotori.com
Appassionato di fotografia e di motori

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