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Formula 1, Hamilton-Ferrari: cresce la tensione sulle strategie. «Manca fiducia nel team»

Il rapporto tra Lewis Hamilton e il muretto Ferrari torna sotto osservazione dopo due Gran Premi consecutivi caratterizzati da decisioni strategiche controverse. Le gare in Malesia e Singapore hanno evidenziato alcune difficoltà nella comunicazione tra il sette volte campione del mondo e la squadra, alimentando interrogativi sulla fiducia reciproca.

A sollevare la questione è stata Bernie Collins, ex responsabile delle strategie Aston Martin e attuale opinionista di Sky Sports F1, secondo la quale i recenti episodi suggeriscono un problema che va oltre il singolo errore.

Singapore, la scelta di Hamilton costa il podio

L’episodio più significativo si è verificato durante il Gran Premio di Singapore, quando Hamilton ha deciso di non effettuare il pit stop durante una Virtual Safety Car al 39° giro, nonostante l’indicazione ricevuta dalla Ferrari.

La scelta si è rivelata penalizzante. Il britannico ha proseguito con pneumatici ormai usurati, perdendo progressivamente terreno e concludendo la gara in sesta posizione, mentre Charles Leclerc, rientrato ai box seguendo le indicazioni della squadra, ha conquistato il secondo posto.

Il team principal Frederic Vasseur ha successivamente confermato che la comunicazione per il pit stop era stata effettuata, senza però chiarire se Hamilton l’avesse ignorata deliberatamente o non fosse riuscito a rientrare in tempo.

Lo stesso pilota ha riconosciuto pubblicamente la propria responsabilità, ammettendo che la decisione strategica non aveva prodotto il risultato sperato.

Collins: «Hamilton non si fida delle decisioni Ferrari»

Secondo Bernie Collins, quanto accaduto a Singapore deve essere analizzato insieme alle difficoltà emerse nel precedente appuntamento in Malesia.

A Sepang, Hamilton aveva contestato la richiesta del muretto di passare alle gomme intermedie, preferendo proseguire con pneumatici da asciutto. Una decisione che, in quell’occasione, aveva contribuito al suo recupero fino al terzo posto.

La ripetizione di situazioni nelle quali il pilota mette in discussione le indicazioni della squadra ha portato Collins a ipotizzare una perdita di fiducia nei confronti del reparto strategie.

L’ex stratega ritiene necessario un confronto approfondito tra Hamilton, gli ingegneri e Vasseur per stabilire procedure decisionali più chiare.

Durante una Virtual Safety Car, infatti, il tempo disponibile per discutere una strategia è estremamente limitato. Per questo motivo, secondo Collins, il pilota deve poter contare su indicazioni precise e condivise in anticipo.

Ferrari chiamata a migliorare la comunicazione

Le difficoltà non riguardano soltanto le scelte di Hamilton. Anche la gestione complessiva della strategia a Singapore è stata criticata, soprattutto per la mancata valutazione di un ulteriore pit stop che avrebbe potuto limitare la perdita di posizioni.

Secondo Collins, la Ferrari dovrebbe anticipare alcune comunicazioni strategiche, permettendo al pilota di conoscere le possibili alternative prima che si verifichino situazioni decisive.

Un metodo che consentirebbe di ridurre le discussioni via radio nei momenti più delicati della gara.

Il prossimo appuntamento di Austin, in programma dal 23 al 25 ottobre, rappresenterà un’occasione importante per verificare se Ferrari e Hamilton saranno riusciti a migliorare il coordinamento.

Per la Scuderia, ritrovare una piena intesa tra pilota e muretto sarà fondamentale per evitare che ulteriori opportunità di risultato vengano compromesse da decisioni strategiche non condivise.

Alessio Mazzocco
Alessio Mazzoccohttps://www.giornalemotori.com
Appassionato di fotografia e di motori

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