La battaglia per il titolo MotoGP 2026 entra nella fase decisiva e, alla vigilia del Gran Premio d’Australia, torna al centro dell’attenzione il tema degli ordini di scuderia. Con Jorge Martín e Marc Márquez separati da appena due punti, ogni posizione conquistata o ceduta potrebbe rivelarsi determinante per l’assegnazione del Mondiale.
Interrogato sulla possibilità che Ducati e Aprilia decidano di intervenire nelle strategie dei propri piloti, Márquez ha espresso una posizione piuttosto chiara: quando si dispone della velocità necessaria per vincere, non servono aiuti esterni.
Márquez: «Se non hai la velocità, allora servono gli ordini»
Durante gli incontri con la stampa del giovedì a Phillip Island, il sette volte campione del mondo MotoGP ha ribadito la propria fiducia nella squadra Ducati, evitando però di chiedere un sostegno diretto agli altri piloti della casa di Borgo Panigale.
«Se hai la velocità, non hai bisogno degli ordini di scuderia. Se non ce l’hai, allora ne hai bisogno», ha dichiarato Márquez.
Lo spagnolo ha spiegato di voler continuare a lavorare con il proprio gruppo tecnico per ottenere il massimo dalla Desmosedici, senza lasciarsi condizionare dalle possibili decisioni strategiche dei costruttori.
Il problema principale, secondo il pilota Ducati, sarà riuscire a contrastare un’Aprilia che può contare su diversi piloti competitivi nelle posizioni di vertice.
Aprilia valuta una strategia per aiutare Martín
Il tema degli ordini di squadra è diventato particolarmente attuale dopo il Gran Premio d’Indonesia, dove Aprilia ha monopolizzato le prime quattro posizioni della gara domenicale.
La superiorità mostrata a Mandalika ha confermato il potenziale della RS-GP, ma ha anche aperto interrogativi sulla gestione dei piloti nelle ultime cinque gare della stagione.
Oltre a Martín, la casa di Noale può contare su Marco Bezzecchi, Raúl Fernández e Ai Ogura, tutti potenzialmente in grado di inserirsi nella lotta per le posizioni più importanti.
Secondo alcune indiscrezioni, giovedì si sarebbe svolta una riunione tra i piloti Aprilia nella quale sarebbe stato affrontato anche il tema degli ordini di scuderia. I diretti interessati, tuttavia, hanno ridimensionato questa ricostruzione.
Per il momento, sia Ducati sia Aprilia continuano a considerare prematura l’introduzione di strategie vincolanti, anche se l’evoluzione della classifica potrebbe modificare rapidamente la situazione.
Indonesia, un risultato migliore delle aspettative
Márquez arriva in Australia dopo un fine settimana che considera particolarmente positivo, nonostante il sesto posto ottenuto nella gara principale di Mandalika.
Il pilota Ducati aveva infatti conquistato la vittoria nella Sprint, riuscendo poi a limitare i danni domenica su un circuito tradizionalmente poco favorevole alle caratteristiche della sua moto.
Lo spagnolo ha ammesso di essersi presentato in Indonesia con diversi dubbi sulla propria competitività, senza averli manifestati pubblicamente prima dell’inizio del weekend.
Il bilancio finale è stato comunque soddisfacente: Márquez ha conquistato gli stessi punti di Martín nell’arco delle due gare, cedendo soltanto tre lunghezze a Bezzecchi.
Un risultato importante soprattutto considerando la superiorità mostrata dalle Aprilia sul tracciato indonesiano.
Phillip Island, Márquez teme la velocità delle Aprilia
Il Gran Premio d’Australia rappresenta un’altra sfida delicata per il pilota Ducati.
Phillip Island è un circuito che Márquez apprezza particolarmente, grazie alla presenza di numerose curve a sinistra, nelle quali riesce tradizionalmente a esprimere uno dei propri punti di forza.
Tuttavia, il tracciato australiano presenta anche caratteristiche favorevoli all’Aprilia, soprattutto per quanto riguarda la percorrenza delle curve veloci.
Márquez ha ricordato le prestazioni della casa di Noale nell’edizione precedente, indicando le RS-GP tra le principali candidate alla vittoria anche quest’anno.
A complicare ulteriormente il quadro ci saranno le condizioni meteorologiche, con pioggia e vento previsti tra sabato e domenica.
Mondiale MotoGP, cinque gare per decidere il titolo
Con cinque Gran Premi ancora da disputare, la sfida tra Martín e Márquez rimane apertissima.
Il pilota Aprilia conserva un vantaggio minimo, mentre il rivale Ducati può contare sulla propria esperienza nella gestione delle battaglie mondiali.
Gli ordini di scuderia potrebbero diventare un fattore determinante nelle ultime settimane, soprattutto se il distacco tra i due contendenti dovesse rimanere così ridotto.
Per il momento, però, Márquez non vuole affidare il proprio destino alle strategie degli altri piloti.
La sua priorità resta trovare la velocità necessaria per battere Martín direttamente in pista, a cominciare dal difficile appuntamento di Phillip Island.

