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MotoGP, Viñales denuncia KTM: «Se resto a casa non mi pagano». Scoppia il caso sui contratti dei piloti

Maverick Viñales solleva un caso destinato a far discutere nel paddock della MotoGP. Il pilota del team Red Bull KTM Tech3 ha rivelato alcuni dettagli del proprio contratto con la casa austriaca, denunciando un sistema che penalizza economicamente i piloti costretti a fermarsi per infortunio.

Lo spagnolo convive da oltre un anno con le conseguenze della caduta rimediata durante le qualifiche del Gran Premio di Germania 2025, quando riportò una grave lesione alla spalla sinistra. Nonostante due interventi chirurgici e diversi periodi di recupero, Viñales non è ancora riuscito a ritrovare una condizione fisica adeguata per competere ai massimi livelli.

Durante il recente appuntamento di Phillip Island, il pilota ha ammesso di essere sceso in pista soprattutto per evitare ulteriori conseguenze economiche.

«Correre in queste condizioni non ha senso. Sono il primo a non voler stare nelle ultime posizioni e sto soffrendo molto. La spalla mi fa male, ma se rimango a casa non vengo pagato», ha dichiarato Viñales.

Il motivo è legato a una clausola contrattuale che consente al pilota di saltare soltanto tre Gran Premi per infortunio prima che vengano applicate trattenute sullo stipendio.

«Mi sono fatto male durante una Q1 mentre correvo per KTM, ma i contratti sono quelli che firmi. Puoi saltare tre gare, dalla quarta iniziano a toglierti dei soldi», ha spiegato lo spagnolo.

La situazione è particolarmente delicata considerando che Viñales ha già saltato sette appuntamenti nel corso del 2026, dopo averne persi otto nella stagione precedente. Non è tuttavia chiaro se la clausola faccia riferimento a tre assenze consecutive oppure al numero complessivo di gare saltate.

A Phillip Island le difficoltà fisiche sono apparse evidenti. Viñales ha dovuto abbandonare la Sprint dopo appena sette giri, incapace di controllare adeguatamente la moto a causa del dolore e della mancanza di forza nel braccio sinistro.

Il pilota ha inoltre spiegato che gli sforzi sostenuti nei precedenti appuntamenti in Giappone e Indonesia hanno aggravato le condizioni della spalla, provocando infiammazione e accumulo di liquido nell’articolazione.

La denuncia dello spagnolo riapre il dibattito sulle tutele contrattuali dei piloti della MotoGP. Clausole simili non sarebbero infatti un’esclusiva di KTM, ma sarebbero presenti anche negli accordi di altre squadre.

«Dobbiamo fare pressione per cambiare questa situazione. Il nostro è uno sport pericoloso e gli infortuni fanno parte delle corse», ha sottolineato Viñales, citando anche il recente incidente di Toprak Razgatlioglu, destinato a saltare sei gare.

Il tema potrebbe diventare uno dei punti centrali nella discussione sulla creazione di un’associazione dei piloti, sul modello della GPDA presente in Formula 1.

Con un calendario sempre più impegnativo e l’introduzione di una sessione di qualifica dedicata alla Sprint prevista per il 2027, la gestione degli infortuni rappresenta una questione sempre più rilevante per la sicurezza e le condizioni lavorative dei protagonisti del Motomondiale.

Per Viñales, intanto, il futuro rimane incerto. Lo spagnolo non ha ancora un accordo per il 2027 e il suo nome è stato accostato a un possibile ruolo di collaudatore Ducati, senza che al momento siano arrivate conferme ufficiali.

Alessio Mazzocco
Alessio Mazzoccohttps://www.giornalemotori.com
Appassionato di fotografia e di motori

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