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MotoGP, fronte comune dei piloti contro il GP del Qatar: cresce la tensione nel paddock

La maggioranza dei piloti si oppone alla disputa della gara di Lusail per motivi di sicurezza. Alex Marquez conferma la compattezza del gruppo, mentre Yamaha non ha ancora sciolto le riserve sulla partecipazione.

Il Gran Premio del Qatar continua a dividere il paddock della MotoGP. A pochi giorni dall’appuntamento di Lusail, in programma dal 6 all’8 novembre, aumentano le preoccupazioni legate alla situazione geopolitica in Medio Oriente. Nonostante la volontà degli organizzatori di confermare la gara, una parte consistente dello schieramento ha espresso forti perplessità sull’opportunità di affrontare la trasferta.

Il timore principale riguarda la sicurezza di piloti, tecnici e personale delle squadre, soprattutto alla luce del rischio di un’ulteriore escalation delle tensioni nella regione. Un eventuale peggioramento della situazione potrebbe inoltre provocare nuove restrizioni al traffico aereo, complicando gli spostamenti del paddock nella fase conclusiva del campionato.

Dopo il primo confronto avvenuto a Phillip Island, i piloti si sono nuovamente riuniti mercoledì a Kuala Lumpur per discutere della situazione. Nel frattempo, Carlos Ezpeleta si è recato a Doha per confrontarsi con le autorità locali e valutare le garanzie necessarie allo svolgimento dell’evento.

A confermare il clima di incertezza è stato Alex Marquez, che ha sottolineato come la vicenda abbia contribuito a rafforzare l’unità tra i piloti.

Lo spagnolo del team Gresini ha spiegato che, almeno per il momento, non sarebbero arrivate comunicazioni in grado di modificare lo scenario. Il Gran Premio risulta ancora confermato, nonostante le preoccupazioni espresse da numerosi protagonisti del Mondiale.

Marquez ha però evidenziato un elemento significativo: la crescente compattezza dello schieramento. Pur non essendoci un consenso unanime tra tutti i 22 piloti, una larga parte del gruppo condivide le stesse perplessità. Una convergenza che potrebbe rappresentare anche un punto di partenza per la creazione di un’associazione capace di tutelare maggiormente gli interessi dei piloti.

A complicare ulteriormente la situazione è la posizione di Yamaha, che non avrebbe ancora preso una decisione definitiva sulla partecipazione alla gara. A rivelarlo è stato Alex Rins, secondo il quale la casa giapponese starebbe ancora valutando i rischi legati alla trasferta.

Un’incertezza che assume particolare rilevanza anche alla luce delle raccomandazioni delle autorità giapponesi, che sconsigliano i viaggi non essenziali verso il Qatar.

Più prudente la posizione di Marc Marquez, che ha preferito non entrare nei dettagli delle discussioni interne al gruppo. Pedro Acosta ha invece ricordato come, in caso di conferma ufficiale dell’evento, i piloti siano vincolati dagli obblighi contrattuali nei confronti delle rispettive squadre.

La questione rimane quindi aperta. Da una parte gli organizzatori continuano a lavorare per garantire il regolare svolgimento del Gran Premio, dall’altra cresce la pressione di chi ritiene che le attuali condizioni non offrano sufficienti garanzie di sicurezza.

La decisione definitiva è attesa nei prossimi giorni, quando saranno valutati gli sviluppi della situazione e l’esito dei colloqui con le autorità qatariote.

Per il momento il GP del Qatar resta in calendario, ma le preoccupazioni del paddock e i dubbi di alcuni costruttori mantengono aperta la possibilità di un cambio di programma. La MotoGP si avvicina così a uno degli appuntamenti più delicati della stagione, con la sicurezza dei suoi protagonisti al centro del confronto.

Alessio Mazzocco
Alessio Mazzoccohttps://www.giornalemotori.com
Appassionato di fotografia e di motori

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