Sono passati già tredici anni da quel maledetto 2 luglio 2000, giorno in cui scomparve una delle leggende del Motociclismo.
William Joseph “Joey” Dunlop si trovava a Tallin, in Estonia, per una gara definita da molti “minore”. Ma nelle Corse, e soprattutto nelle Road Race non esiste la parola “minore”, perché il pericolo esiste sempre e ovunque.
Quel giorno, quello che forse viene definito dai più un pilota leggendario, il Destino decise che era arrivato il momento di portare con sé il simbolo vivente delle corse su strada.
Per Joey, correre con un 125 due tempi, sarebbe dovuta essere una formalità: era abituato a moto ben più grosse, guidava Superbike ufficiali sul temibile tracciato del Mountain, lo spettacolare Tourist Trophy.
In quella manifestazione Dunlop aveva già vinto nella categoria 600cc e 750cc; per non smentirsi, era anche al comando della gara delle 125cc, ma in un batter d’occhio tutto finì.
Con la scomparsa di Dunlop forse finì anche un modo di interpretare le corse su strada: Joey era schivo, riservato, ma descritto da molti anche capace di gesti di grandissima generosità e semplicità.
Mi hanno raccontato di ragazzini che, vedendo un signore brontolare accucciato sotto una moto, si vedevano passare in mano chiavi inglesi con la domanda “Che fai li fermo a guardare? Renditi utile no?”, con quel tono che gli irlandesi rendono unico.
La generosità e la discrezione di Dunlop lo portavano a compiere gesti davvero unici: nel trasferirsi per raggiungere i vari luoghi dove correva, spesso riempiva il furgone con vestiti e generi di prima necessità per aiutare le associazioni umanitarie. Tutto in estremo silenzio, senza clamore.
Dunlop è attualmente il pilota con il record di vittorie al TT, ben 26, ottenute nelle classi più disparate. Ma in Gran Bretagna era noto anche per aver vinto 13 volte la North West 200, 24 volte l’Ulster GP.
Il ricordo di Dunlop è vivo in tutti gli appassionati, inglesi e non, che portano con orgoglio il suo casco (Roberto Rolfo lo indossò in diverse occasioni durante il Motomondiale).
Tutti i piloti, compresi i dominatori attuali come i nipoti o McGuinness, devono confrontarsi con lui, senza scampo.
Ricordo molto bene il giorno in cui appresi della sua scomparsa, e anche se non lo avevo mai conosciuto e non era mai stato all’Isola di Man, rimasi muto per diverse ore. Leggevo di lui in continuazione, conoscevo la sua storia, ricordo quanto aspettavo per leggere delle sue vittorie.
Ora, tredici anni dopo la scomparsa, la leggenda è ancora viva, il Mito è intatto. Joey Dunlop si trova lì, sulla parte di Montagna del tracciato del TT, che guarda tutti dall’alto, scrutando l’orizzonte.
Ma la stirpe Dunlop non si è fermata, nonostante le disgrazie. Anche il fratello di Joey, Robert, morì durante le qualifiche della North West 200 a causa del grippaggio della sua 250 2T.
Ma ci sono i nipoti, William e Michael (figli di Robert), a portare avanti una tradizione di famiglia, una famiglia che definire “da corsa” è davvero poco!
Danny Garbin


Sme c’ho i brividi! Ogni volta che leggo il nome di Joey mi si ferma il cuore.
Per il suo funerale fu proclamato un giorno di pace nazionale in Irlanda del Nord e, se non dico una fesseria, ad oggi è stata l’unica occasione.
Il pub di Joey è sempre li a Ballymoney, meta di appassionati dove da poco possono anche ammirare, oltre agli altri oggetti e tute, anche la sua Honda VTR Castrol (se non ricordo male).
Un brindisi alla memoria del grande Joey, spero prima o poi di riuscire ad andare a farcelo, magari da li prendere e partire per andare a vedere il TT.
Lascio un link che ho postato diverse volte, il filmato integrale una volta c’era ma ad oggi sono rimasti solo 3 spezzoni.
http://www.youtube.com/watch?v=KQ430-CCpNI&feature=share&list=PL8605E7ABB2A20946
Ma a me parte un video tributo a Schwantz… Bello! Ma JD dov’è?
The Vox, sorry!! Ho preso il link dalla mia collezione di video di moto.
Ecco il video di JD.
http://www.youtube.com/watch?v=KQ430-CCpNI