
La sicurezza in pista è uno degli argomenti più caldi di questo periodo dopo il tragico incidente di Antonelli, incidente del quale non parlerò, perché l’argomento che voglio affrontare è un altro e non ha a che fare con l’accaduto.
Quando si parla di sicurezza il pensiero vola subito verso vie di fuga, air fence, muretti lontani. Ma questi sono solamente una parte dei componenti nel grande insieme della sicurezza generale delle corse.
Un altro componente fondamentale è per esempio l’adeguatezza dei mezzi che si portano in pista che, parlando di campionati di alto livello, è ineccepibile anche se rimangono alcune zone d’ombra sui sistemi di spegnimento in caso di caduta.
La parte che interessa a me oggi è il comportamento dei piloti in pista. Noi possiamo avere le vie di fuga più ampie del mondo, air fence anche nei gabinetti dell’autodromo, ma se i piloti si comportano in maniera pericolosa in pista si può fare ben poco per salvaguardare l’incolumità dei partecipanti.
Il motociclismo (ma anche l’automobilismo) vive di scontri, di battaglie; la bagarre è la parte più emozionante di una corsa, ci piace vedere sorpassi, qualche contatto, insomma quello è lo spettacolo.
I piloti in pista si danno carenate, qualche spallata, si toccano, si sfiorano, sono manovre fatte senza malizia: entro in curva, tiro la staccata, ci si tocca e finisce li. Ci sta, entrambi facciamo la curva e io mi aspetto prima o poi la replica del mio avversario.
Ma quello che vedo ultimamente è una tipologia di manovre che vanno oltre la bagarre, si va a sfociare nella scorrettezza. L’esempio di Barrier nella Stock1000 a Silverstone è lampante: il pilota BMW stava letteralmente portando via la ruota anteriore a La Marra perché dopo aver fatto il sorpasso ha “ripreso la linea”.
Fortunatamente non è successo nulla, altrimenti La Marra se la sarebbe vista brutta. Barrier inoltre non è nuovo a certe manovre, vedi Assen 2013 sempre col nostro portacolori.
Sempre a Silverstone, nella Stock 600, un incidente che sarebbe stato assolutamente da sanzionare: Chesaux esce più forte e si affianca sul rettilineo all’interno di Duwelz, il quale capisce di essere chiuso e tira fuori leggermente il gomito destro per proteggersi. Chesaux con insistenza continua a chiudere il belga, col risultato che va a toccargli il freno davanti e lo fa andare in terra in maniera molto pericolosa.
Ecco, di questo io mi stupisco che la direzione gara non abbia preso provvedimenti, perché una cosa del genere secondo me non è accettabile. Cosa pretendeva lo svizzero Chesaux, che Duwelz evaporasse?
Una manovra simile la fece in Moto2 Marquez su Luthi in Qatar: attacco in staccata all’interno, e poi subito spostarsi all’esterno per “riprendere la linea”, ma all’esterno c’era lo svizzero che nemmeno lui poteva evaporare sul posto. Risultato: svizzero dritto, e nessuna sanzione allo spagnolo.
Questo concetto di “riprendere la linea” andrebbe vietato: se tu passi all’interno, rimani all’interno, non puoi zigzagare liberamente solo perché hai mezza moto davanti, perché l’altra mezza moto va ad incrociare chi si sta sorpassando e se ci si tocca le conseguenze potrebbero essere disastrose.
Questa è una manovra che si sta vedendo abbastanza spesso, e mi stupisco che nessuno dica nulla. Forse aspettiamo il prossimo incidente grave.
Con questo non voglio dire che i piloti devono correre in fila indiana, ma che ci devono essere della “regole d’ingaggio” diciamo.
Le sportellate ci stanno, una carenata va data e presa, ma se prendiamo una delle battaglie storiche come quella di Imola tra Bayliss e Edwards, beh, li di manovre scorrette non ce ne sono mai state.
Ma gli esempi sono molteplici (Welcom 2004 MotoGP, Mugello 2009 in 250 tra Pasini e Simoncelli e molte altre): bagarre incredibili, senza il bisogno di fare scorrettezze come quelle sopra.
Io lo ho ripetuto moltissime volte in diversi articoli: se nel sorpasso si butta fuori l’avversario, si è scorretti e la Direzione Gara deve prendere provvedimenti perché lo spettacolo non deve offuscare la sicurezza.
I piloti si giocano la vita durante un turno di prove o durante una corsa, la sicurezza in pista parte da loro e dai loro comportamenti.
Danny Garbin

Sante parole. Si può “riprendere la linea” solo se non è già occupata da qualcuno, ma questo lo si omette sempre. Insomma, non mi si può dire “ma io avevo la freccia”: se la corsia di sorpasso è già occupata vuol dire che aspetterai che si liberi, tu e la tua freccia. La ratio deve essere chiara: durante una battaglia va sempre lasciato adeguato spazio al tuo avversario. E la scusa “stavo riprendendo la linea” deve essere considerata un’aggravante: significa che te ne freghi degli altri e rientri senza nemmeno guardare: lo potrai fare solo quando ti compri una pista tutta per te e ci corri da solo, non in un Campionato a qualsiasi livello.
Se ad Assen, fra Barrier e LaMarra non ci ho visto nulla di sleale, qui a mio avviso gli ha fatto una bella serie di m…date! Quel taglio da fuori di testa è assurdo, e nel conto ci metto anche l’atteggiamento che ha avuto per quasi due giri dove con la situazione incerta, si buttava in curva per poi allargare. Eddy lo ha dovuto schivare più volte.
E il colmo: ti devono venire a dire che l’hai fatta fuori dal vasetto e che devi scusarti e la giustificazione è? HO PERSO IL CONTROLLO DELLA MOTO?
Ma lo sa che ci sono le TV? Ma quale perdita di controllo?
Colmo dei colmi: la direzione gara gli crede pure? Follia…
Quella della 600 l’avevo sentita ma non sapevo cosa fosse successo. Boh non so veramente che pensare. Cioè con tanto di protezione della leva del freno è riuscito a fargli pinzare? Ci si é messo d’impegno forte!!!
Poi ci si chiede perché Casey ha voluto chiudere con Dorna!!!
Non ho visto la caduta di Duwelz, ma sono pienamente d’accordo anch’io con il ragionamento in generale. Anch’io ho ricordi dei duelli (un po’ sbiaditi a dire il vero) tra Bayliss e Edwards come molto decisi, tanta voglia di vincere, ma sempre fluidi, senza cercare di “eliminare” l’avversario.
Barrier dopo quella manovra ha cercato di sorpassare di nuovo, e ci sta, ma di certo non 57 volte di fila arrivando sempre lungo.
In questo caso la pericolosità della condotta di gara era abbastanza evidente. Si meritava come minimo 10″ di penalità, o anche un Drive Trough.