A Valencia il binomio Rossi-Burgess si è sciolto, e ora sarà Galbusera il nuovo capotecnico di Rossi. Questo divorzio è stata una scossa profonda nel paddock, perché si sono separate due persone che hanno scritto pagine importantissime degli ultimi dieci anni di Motomondiale.
Il binomio ha cominciato a scricchiolare già nel 2010, anno in cui Rossi si fece male a gamba e spalla, ma comunque qualcosa già a inizio stagione non stava andando nel verso giusto.
Poi è arrivato il passaggio in Ducati, un biennio disastroso durante il quale la casa bolognese, il pilota e il capotecnico hanno solamente tribolato senza portare nulla a casa se non in caso di condizioni particolari.
Il ritorno in Yamaha avrebbe dovuto sancire il ritorno di “The Doctor”, il pilota che ha tenuto a bada tre generazioni di piloti, invece Rossi è apparso molto in affanno durante tutta la stagione a parte la vittoria di Assen.
Si è detto di tutto: Rossi è vecchio, Burgess non capisce nulla, Rossi è raccomandato, e cose del genere. Cerchiamo di analizzare un pochino la situazione, con criterio e con pacatezza. Se sei un lettore capitato qui per la prima volta preparati: qui non siamo allo stadio, non ci sono tifosi, chi scrive è un grande appassionato di moto e non di piloti. Non ci saranno accuse, difese a oltranza o altro, cerchiamo di ragionare insieme.
Partiamo dal primo sul banco degli imputati: Geremy Burgess.
Il tecnico australiano è uno che è vissuto di corse, anzi, la sotria delle corse ha contribuito a scriverla. E’ un tecnico di enorme esperienza, ma forse ha peccato di presunzione quando è passato in Ducati, anche se i primi segnali che qualcosa gli stava sfuggendo c’erano già nella prima parte del 2010.
Quando Burgess mise piede in Ducati vennero a galla molti limiti del suo pensiero. Non era abituato ad una moto così diversa dal solito. Honda e Yamaha erano moto diverse, ma erano comunque moto competitive e rispondevano alle regolazioni come lui si aspettava.
La Ducati no. L’errore di Burgess fu di non comprendere la natura della moto, di come il centraggio della Desmosedici rendesse impossibile la risposta che lui si aspettava dopo una determinata modifica. Arrivò a credere che il problema fosse il motore portante e il telaio scatolare in carbonio, facendo progettare e costruire alla Ducati un telaio in alluminio.
Probabilmente pensando che con un telaio più “amichevole” la moto avrebbe risposto alle modifiche come lui si aspettava. E invece no, e ne parlammo nell’articolo scritto in tempi non sospetti “La ragione dell’Ing Preziosi“. Ma non fu l’unica svista.
Nel corso delle ultime stagioni il monogomma Bridgestone ha imposto ai costruttori un adattamento senza precedenti, e si è anche dovuto adeguare, oltre al layout, anche il modo di settare la moto.
Qui l’elettronica non c’entra nulla, si parla proprio di assetti, e quest’anno è venuto fuori il problema di ingresso in curva, con un degrado precoce dell’anteriore di Rossi rispetto a quello di Lorenzo.
Il confronto con l’altra metà del box dove Ramon Forcada sembra non sbagliarne una, è stato decisamente impietoso. Forse, la rottura è arrivata quando Burgess fece capire che Rossi non era più il pilota di una volta e che l’età stava giocandogli uno scherzetto al pesarese, ma forse non aveva tutti i torti.
E qui inizia il capitolo Rossi, perché la domanda che tutti si fanno, tifosi e detrattori, è: qual’è il vero valore di Rossi?
Il fatto è che Rossi ha quasi 35 anni, e quindi è lecito aspettarsi che un atleta inizi la sua fase calante. Questo però non significa che Rossi sia un brocco e che lo sia sempre stato.
Il motociclismo è uno sport nel quale i fattori fondamentali sono sia umani che tecnici, quindi un pilota che ambisce a vincere non deve essere solo talentuoso ma deve anche avere i mezzi e un supporto tecnico adeguato. Il biennio di Valentino in Ducati ne è un esempio lampante.
La velocità non gli manca, e nei test lo abbiamo visto; Rossi probabilmente fa molta più fatica ad adattarsi alle nuove imposizioni regolamentari, a queste gomme che non gli permettono più di guidare come sa fare.
La capacità di adattamento cala con l’aumentare dell’età, basti pensare a quanto tempo una persona di 40 anni ci mette ad imparare ad usare un semplice smartphone rispetto a un ragazzino di 12 anni.
Il motociclismo, come molti altri sport, implica che l’atleta si adatti al materiale che ha, e più passa il tempo meno velocemente ci si adatta ai cambiamenti.
Questa è una cosa che è successa a tutti, in pratica sta accadendo a Rossi quello che è successo a Biaggi non più tardi di 8 anni fa. Le nuove generazioni incombono, sfruttano al 100% quello che hanno e si adattano molto facilmente alle nuove variabili.
Rossi dice di cercare “altri stimoli”, e fa bene dal suo punto di vista, perché Burgess probabilmente non era più così pronto a cambiare modo di approcciarsi per migliorare le prestazioni della moto. Però, se il prossimo anno le prestazioni non cambieranno, la colpa di chi sarà?
La domanda è: con Galbusera potrà tornare a vincere? Il capotecnico forse non conta nulla in questo caso, Rossi riuscirà a tornare vincente solo le le condizioni tecniche si avvicineranno di più a quello che il suo modo di guidare, altrimenti i tre lì davanti continueranno a fare gare a parte.
Galbusera potrebbe essere comodo, vista la sua esperienza in SBK, nel caso di un passaggio di Valentino nelle derivate dalla serie. Ma questa è un’altra storia….
Danny Garbin

Bell’articolo. Complimenti.
Sono totalmente d’accordo con te Danny.
Ad una certa età e con così tanti anni alle spalle (vale sia per burgess che per rossi) non ci si riesce più ad adattare velocemente e si cercano soluzioni dettate dall’esperienza, conosciute invece che innovative.
E questo va anche bene, ma solo fin quando il problema non cambia richiedendo soluzioni nuove
Per non parlare poi anche della forma fisica che magari è ottima ma non pari a quella di un 20enne, o della voglia/capacità di guidare sempre al limite col rischio di sdraiarsi ad ogni curva…insomma anche l’incoscienza un pò la si perde
Vale ha avuto gomme di marmo e quelle erano ideali per lui come lo erano per stoner. Per me nn era solo burgess il problema ma anche fattori scritti in questo articoli. Penso però anche la questione burgess-rossi vada aldilà delle cose dette da entrambe le parti. Galbusera è stata come scelta un compromesso o imposizione
Il piu grave errore fatto da JB nei riguardi di VR secondo me e’ l’essere stato troppo accondiscendente nei riguardi del suo pilota nel non sapergli dire come doveva adattarsi all’evoluzione sia della Yamaha che della Desmosedici. Questo e’ anche riassunto negli ultimi commenti dello stesso VR quando dice che si deve adattare di piu’. Doveva dirlo gia’ nel 2010 e non aspettare tre stagioni. Ma il concetto di adattabilita’ di un pilota passa attraverso il suo responsabile tecnico che piano piano gli deve adattare la moto portandolo al massimo delle possibilita’ e rendimento personale, cosa che ha fatto sapientemente l’ing Forcada portando JL a rendere al massimo sulla M1 di fine 2013, molto diversa da quella di inuzio anno, molto piu’ simile a quella che nei test fi Aragon 2012 JL aveva scartato… all’epoca non gli passava il feeling che lui voleva oggi invece si , Jorge Lorenzo si e’ adattato ma ce l’ha portato li il suo responsabile tecnico.
Per vale non penso sia un problema di eta’,ha 5 anni meno del vostro daniele bay shadow e vi posso garantire che daniele armato solo di vogli di vincere e spirito di adattamento,bastona regolarmente sui cart(scusate le 4 ruote)ragazzi di 20 anni.secondo me vale e diventato troppo personaggio e la ducati necessita di uno con i c……i.la ducati non e per fighetti
FEVI non ti far trascinare da facili giudizi su di una persona che hai avuto modo di conoscere solo attraverso i media ed ad alcune dichiarazioni tipiche per la TV , Valentino Rossi é tutta un’altra cosa assolutemente non un fighetto, te lo assicuro dopo avergli parlato un paio di volte personalmente.
Da quello che so io Valentino Rossi è una persona molto intelligente, dietro la facciata simpatica e cordiale. Certo ci deve essere uno che le fa capire le cose, oltre che la volontà di capirle.
Aseb secondo te a Galbusera faranno un intenso corso in Yamaha quest’inverno? Non sarebbe una brutta idea…
Non intendevo dire che vale e un fighetto anche perche ho sempre riconosciuto il lui doti da campione,di lui non mi piacevano i suoi tifosi pronti a sparare su gli altri piloti che vale umiliava con la sua guida.il fighetto era per la ducati che non a mai fatto moto per umani.ma chi e riuscito a diventarne un tuttuno ha stravinto.la ducati ha bisogno di un alieno
@FEVI: non male la cosa dell’alieno … bisognerà poi vedere cosa diventerà la ducati in futuro …
GABRIELE io penos che Galbusera seguirá alla lettera quello che gli consigliano da Iawata, poi di tecnici bravi nel team ne hanno, l’unico dubbio mi resta sulla lingua, cioé mentre si capsice bene con Valentino Rossi deve essere capace di riorganizzare il tutto e tradurlo in termini inglesi ingegneristici … ma magari questa sua difficoltá si puó rivelare una carta vincente in quanto ci potrebbero essere degli sforzi superiori per capirlo, che in genere uniscono un team, sicuramente non divide, si sbaglia tutti e ci si corregge tutti insieme, mentre oon Jeremy Burgess tutto questo non avveniva, tutto passava attraverso lui e basta.
FEVI purtroppo anche Casey Stoner che era sicuramente l’interprete di eccellenza per la Desmosedici, alla fine ha trovato grosse difficoltá, a parte alcune piste dove comunque l’accoppiata, Casey+D16+gomme+trazione andavano al meglio, per esempio a casa sua … va dato credito alla Ducati di aver ingoiato varii rospi di regolamento senza battere ciglio, mentre in Honda stillavno tutti come dei tacchini apppena appena gli cambiavano una mescola.
Bell’articolo.
Quando firmò per Ducati, Dovizioso fece un apprezzamento sulla sua capacità di adattamento di guida (dopotutto è stato campione con 6 moto diverse), ma di certo anche in questo l’età non aiuta, oltre alla forma fisica e alla follia che non è più quella dei 20 anni, come dice giustamente Endrikiuro.
Personalmente non credo che con Galbusera la situazione possa cambiare così tanto. Mi sembra che la strada apra a nuove opportunità ma sia intrisa di ostacoli e difficoltà da superare. Apprezzo comunque la tenacia e la fame di vittoria con cui Rossi battaglia ancora in pista, portando a casa comunque risultati dignitosi.
Per me Vale, ha fatto già tantissimo, è un uomo da record. Una stella dello sport italiano, assieme agli altri piloti connazionali che hanno reso memorabile un’epoca del motociclismo. Il fatto che ci provi ancora, con convinzione e passione, è sportivamente e umanamente bello.
Su Jeremy Burgess, mi stupisce un po’ che faccia quello che cade dal pero.
Dopo che Yamaha manifestò il desiderio della sua sostituzione al rientro di Rossi, e alcune settimane fa avesse nuovamente richiesto a Vale di valutare meglio questa ipotesi, non posso credere che lui non sapesse che il suo posto era in bilico e fosse così certo di condurre la squadra anche la prossima stagione.
Chiude (?) così una carriera veramente brillante, ricca di tantissimi successi con diversi piloti. Forse oggi non sarà il migliore su piazza, ma lo è stato considerato per lunghissimo tempo. Complimenti.
Geremia è caduto dal pero perchè Galbusera è stato imposto da yamaha e Vale volente o nolente non ha avuto voce in capitolo
Capisco separarsi da Burgess, ci può anche stare. Ma non capisco la scelta di Galbusera. Se uno ha bisogno di nuovi stimoli e di un cambio radicale, come minimo si sceglie un ingegnere giovane, con tanta fame, pronto e preparato per affrontare la motogp attuale….icome dice Smeriglio “basti pensare a quanto tempo una persona di 40 anni ci mette ad imparare ad usare un semplice smartphone rispetto a un ragazzino di 12 anni”. Secondo me c’era bisogno di freschezza, gioventù, tanto peggio di così Rossi non potrebbe andare. Quindi perchè non tentare altre vie, fare una scommessa con un ingegnere giovane? Vedasi Marquez e Santi Hernandez che è molto giovane. Poi vedi Forcada che non è giovane e tutto sto ragionamento cade a pezzi 😀
Forcada è un eccezzione overo è uno ei pochi ingegnari di quell’ eta che fa il capotecnico
Per il resto la maggior parte sono tutti “praticoni” all Burgess.
FEVI la Ducati giustamente come scrivi si é trovata un alieno, e ci sta… peró non ha fatto tesoro dell’esperienza , non é andata a cercarsi un pilota che avesse caratteriestiche di intraversare la moto e curvare con il gas, in Australia e negli Stati Uniti nella categoria Motard ce ne sono ed anche di bravi perché non provarli ???
L’unico che ha la base per guidare la Desmosedici driftando é Yonny Hernandez e guarda che succede: appena ci prova il suo team lo redarguisce dicendo che non si guida in quel modo !?!?!?!
Meglio ancora il team di Ben Spies, gli azzera il TC nelle marce basse cercando di farlo ammazzare, proprio quando lui voleva avere una moto con poco TC ( appunto alla Casey Stoner ) per poter dare un colpo di gas e metterla in drifiting …
Marquez andrebbe bene sulla Ducati. Ma ovviamente ritrovare le condizioni del 2007 (dove la Ducati aveva un vantaggio innegabile) è alquanto difficile. Quindi non farebbe gli stessi risultati di Stoner del 2007 e nemmeno del 2008. Altri tempi, altre moto. Oggi sono sicuro che nemmeno Stoner farebbe vincere la Ducati, non contro quei 3 mostri lì davanti
Le mie considerazioni vengono paro paro dalle riflessioni fatte da Gianluca Ragno: senza voler mancare di rispetto ad una persona dell’esperienza e della capacità di Galbusera, ma che cosa può portare ad un team di MotoGP la sua professionalità?
Ha esperienza di MotoGP? No. Ha esperienza di moto diverse da Yamaha? No.
Ha un approccio innovativo alla messa a punto?
E’ umanamente in grado di fare gruppo e generare un migliore impulso di lavoro?
Infine: ha le motivazioni o le energie per fare un anno al 120%?
A queste domande non so rispondere, ma mi viene da fare una ulteriore considerazione.. parte del team HRC di Marquez ha preso il via, ed era cosa già conosciuta. Gente con più o meno esperienza e competenza. Non c’era nessuno di interessante da mettere in Yamaha, magari per portarsi dietro un po’ di informazioni di prima mano sulla concorrenza? Forse prendere Santi Hernandez non era possibile (uno degli artefici dei successi di Rossi alla Yamaha, quando ancora lavorava sulle sospensioni, ora ingegnere di gara di Marquez), ma magari un buon elettronico…
@Pike: seguo anche io Ragno (Misterhelmet) e sposo in toto quello che ha detto.
Galbusera è stato messo li da Yamaha per un motivo, forse, e dico forse, per preparare Rossi a un passaggio in SBK con la nuova 1000cc tre cilindri in progetto in casa Yamaha…
Ci vuole esperienza per ricoprire il ruolo ancora poco conosciuto del “tecnico analista”. Di gente con le valigie piene di dati ne abbiamo avuto abbastanza: copiare non serve a nulla, ognuno deve pensare a capire i propri problemi e a risolverli senza pensare di applicare formule più o meno magiche importate dalla concorrenza. La maggior parte delle volte non funzionano quando applicate al di fuori del contesto per il quale son state ideate. E anche per l’elettronico: non è che adesso non lo abbiano, solo che non spetta a lui valutare quale provvedimento prendere. L’elettronica sa come ottenere ciò che un capotecnico gli chiede, ma la scelta su cosa chiedere spetta all’analista. Non so se sono d’accordo con Ragno, eh.
Quindi dici che Galbusera potrebbe essere un buon analista?
Si
Se la Bridgestone aiutasse con una carcassa un pelo più rigida…potremmo vedere belle lotte…
Gabriele, come dicevo nell’articolo: se le condizioni si avvicineranno “all’abitudine” di Rossi, allora potrà essere ancora molot competitivo.
Altrimenti la vedo dura….
Ed è un peccato, dato che avremmo tutti da guadagnarci, a parte i tre la davanti, dato che ritengo che un Rossi in forma e a posto sia ancora una bruttissima faccenda per tutti, anche per Marquez.
Federico, scusami: se Galbusera non ha esperienza di messa a punto di MotoGP, chi gli indicherà (tra le mille variabili disponibili) quale toccare per risolvere il problema che ha?
Poi per carità, la architettura yahama (4 cilindri fronte marcia, telaio a delta in alluminio, sospensione posteriore progressiva e forcella telescopica) è uguale tra R1 e M1… Ma non sono la stessa moto.
L’analisi prescinde dal mezzo che ti trovi a dover analizzare. E’ quasi indifferente che sia una MotoGP, una SBK o addirittura una moto da cross; esattamente come per un matematico è indifferente cosa rappresenti la funzione che sta analizzando. Si tratta di metodo. Quale parametro andrà poi fisicamente manipolato sull’elettronica, ecco, questo è il compito dell’ingegnere elettronico. Ripeto, è solo questione di metodo associato – questo sì – a una eccellente capacità di visione globale del mezzo. Imparare il metodo è la cosa principale, e lo si fa a prescindere dal mezzo: poi la moto sulla quale lo applichi può essere diversa, ma lì si tratta solo di prenderne conoscenza. E non ci vuole molto.
Facciamo finta che da Milano vuoi andare a Roma con una macchina che non hai mai guidato: non sai come si comporterà, ma lo impari in cinque minuti. La cosa che però ti ha richiesto molto tempo è stato imparare a guidare (cioè, il metodo), non adattarti a una specifica auto. E infatti arrivi a Roma senza problemi, no?
Ho capito che l’analisi è “valida comunque”, ma stiamo parlando di una persona di esperienza, non di un ingegnere (con tutto il dovuto rispetto per le persone di esperienza, io stesso non sono un dottore o un ingegnere).
Ma se non sai scegliere come fare i correttivi… La differenza al massimo risulta essere di metodo, tra Burgess e Galbusera.
In fondo la fisica (sicuramente!) e le regolazioni sono sempre le stesse no?
PIKE una differenza di metodo puó anche fare una GRANDE diffeenza, Jermey Burgess aveva un suo “metodo” per organizzare il team dal punto di vista operativo il che noi significa che avesse un “metodo” nel significato che indica Federico.
Ok, provo a spiegarmi meglio. Supponiamo che in un determinato fenomeno il risultato più generale sia prodotto dalla concorrenza di dieci fattori individuabili, ognuno col proprio “peso”. E supponiamo però che nel caso specifico che sto esaminando cinque di essi siano preponderanti mentre gli altri cinque sono tanto marginali da poter essere ignorati. Tutto sembra funzionare benone finchè io mi muovo in QUESTO caso specifico. Ma se io mi trovo alle prese con un caso diverso è assai probabile che il mio metodo – basato essenzialmente sui primi cinque fattori – non risulterà più valido in quanto uno o più dei fattori marginali diventa preponderante, talchè io non posso più ignorarlo. E magari uno dei miei cinque fattori preponderanti mi diventa marginale. Insomma, l’analista esamina il sistema più completo in assoluto assegnando a ciascun fattore il peso appropriato volta per volta, senza escluderlo aprioristicamente sulla base di semplici consuetudini consolidate e che però altro non sono che una semplificazione del caso più generale e quindi risultano un’approssimazione soddisfacente solo in determinate condizioni. Burgess ha da sempre lavorato in un range di condizioni sufficientemente costanti (alla giapponese, per capirci) e ha sempre applicato un metodo “parziale”. O se vogliamo, semplificato. E bada, la ragione c’è: un metodo semplificato, purchè vengano rispettate le condizioni di base entro le quali l’applicazione è lecita, è sicuramente più maneggevole e veloce da applicare in senso operativo, in quanto esclude le variabili trascurabili e riduce i parametri di calcolo. L’analista invece non lavora per consuetudine ma riparte ogni volta dalle formule più complete e generali, valutando di caso in caso se e quali parametri possono essere ignorati e quali invece no. A variare da una moto all’altra, in definitiva, sono i coefficienti di ogni singolo parametro e di conseguenza i loro rapporti relativi. Cambiano le gerarchie e gli ordini di grandezza. Una nuova moto, per l’analista, significa anzitutto verificare daccapo l’importanza di ogni singolo parametro, compresi quelli che nella moto precedente erano trascurabili in quanto non è affatto detto che lo siano anche nella moto nuova. In sostanza, per ogni moto da esaminare occorre reimpiantare, matematicamente parlando, lo studio di funzione esattamente come faremmo in un’analisi matematica, nella quale il compito non è tanto tracciare il grafico di una data funzione ma capire come l’andamento della funzione stessa varia al variare dei coefficienti di ogni singolo fattore. Chiaro?
Mhhh…vabbè, ci ho provato 🙄
io temo , da dietro una tastiera ovviamente, che Rossi si stia chiedendo come mai la sua guida da staccatore che cosi’ tanto gli ha reso negli anni , oggi non paghi piu’ . e forse tra le tante cause ha pensato ad un tecnico non piu’ all’altezza. infatti si lamenta sempre che non riesce a frenare come vorrebbe.
temo , sempre da dietro la tastiera, che siano cambiate le condizioni (specie le gomme) e che quel modo di guidare oggi, presenti dei limiti …
rossi a mio avviso non e’ piu’ in grado di adattarsi al mezzo ma vorrebbe che il mezzo si adattasse a lui. e mentre gli altri guidano di traverso o fanno scorrere la moto , lui cosi’ come carl c., dovizioso e altri continuano ad attaccarsi ai freni :(. non penso che cambiera’ qualcosa col nuovo tecnico… speriamo di si.
di piu’ da dietro una tastiera non riesco a percepire ma questa e’ la mia personale opinione 🙂
Federico sei stato chiarissimo!
Steu è lo stesso mio pensiero che ho riportato nell’articolo…e direi che è condivisibile e anche logico. 😉
Steu, era inevitabile che al crescere delle potenze diventasse sempre più importante il modo migliore di scaricarle per terra. Questo comporta un limite sempre più evidente per quelle moto col centraggio avanzato, e infatti la M1 ufficiale ha dovuto provvedere ad un allungamento nella parte anteriore per caricare staticamente la ruota posteriore. La conseguenza è una parziale perdita in percorrenza ma soprattutto in staccata, cioè nella prima fase della frenata, che sconta un minor carico statico e in definitiva una minore aggressività iniziale sulla leva. Lorenzo, più dolce in inserimento, si è adattato alle nuove condizioni mentre Rossi un po’ meno. Personalmente ero convinto che Rossi dopo i due anni in Ducati, ovvero sulla moto che più delle altre è progettata in funzione della motricità anzichè della staccata e dell’inserimento, si sarebbe adattato alla nuova M1 prima del suo caposquadra. Non è stato così, peccato. Non vedo soluzioni al problema, per ora. Anzi, una soluzione la vedo ma me la tengo per me dato che ci stiamo ancora lavorando sopra. 😛
Bah, però Rossi non è che abbia provato granché ad adattarsi alla Ducati, quindi penso che appena ha trovato la M1 sotto le chiappe il suo primo pensiero sia stato di continuare a fare quello che faceva prima. Ovvero guidare in staccata.
Speriamo che Galbusera abbia le palle di dirgli chiaro e tondo che così non si va avanti…
ipotizzi che finisce il monogomma o che il monogomma di ora verrà migliorato e il problema nn ci sarà più?
ALFA86 dubito che il monogomma finisca, per lo meno fino a che la Bridgestone regala gomme a tutti, poi magari é proprio la Bridgetsone a decidere che basta con i regali aprendo una crisi.
Per la tua seconda domanda dubito che la Bridgestone metta a disposizione una gomma anteriore, chiamiamola da “staccatore”, farebbe un grosso favore ad una cerchia limitata di piloti alla quale non mi sembra che appartengano i due ufficiali Honda.
Certo é che se fornissero un’anteriore in stile: “Stacca forte quanto vuoi che arrivi in fondo alla gara ..” le cose cambiarebbero in casa Valentino Rossi.
Poi come sempre la Dorna é bravissima a rimescolare le carte.
GABBRIELE ti posso confermare che parlando con amici che frequentano assiduamente Valentino Rossi, lui stesso sa benissimo che si dovrebbe adattare, ma gli viene abbastanza innaturale e difficile, in Ducati ci aveva provato infatti si sporgeva ben di piú sulla D16 che mai aveva fatto sulla M1.
Aspettiamo il 2015 per vedere se passa in SBK, come Max Biaggi puó sicuramente dire la sua a quel livello, sopratutto se viene coadiuvato da un mezzo nuovissimo, di cui si dice meraviglie, che sará la nuovissima Yamaha per SBK, anche se personalmente credo che se ritirano fuori la “vecchia” R1 é ancora una gran signora moto per la SBK.
Sapeva anche che forse con il setup e le richieste in Ducati stavano facendo stupidaggini a non finire?
Non è polemico, è per sapere.
Ah, mille grazie per le risposte precise e puntuali! Ma vi pagano per caso?!? 🙂 😉
Come no, Aseb. Un paio di Anteriori Bridgestone specifica 2007. Le preferite di Stoner. Dite che Vale apprezzerebbe? 😀
@Gabriele: si li pago io, a canederli tirolesi però! 😀 😀
Qui si fa tutto per passione, nessuno ci paga, per questo diciamo quello che vogliamo (ovviamente sensato) senza paura…
Certo che magari due soldini sarebbe il caso di farli…ma è un’altra storia!
Il sito è stato fondato per diffondere la Cultura del motociclismo, la Passione…e non le chiecchiere da bar come fanno altri ben più grandi e blasonati…
Sul discorso Rossi: secondo me come Burgess anche Valentino è caduto nel tranello del semitelaio in carbonio, e insieme al suo capotecnico hanno chiesto qualcosa di vicino alle loro abitudini…finendo come sappiamo, la moto col telaio in alluminio va più piano di quella col carbonio
Smeriglio purtroppo seguire modifiche suggerite da chi non aveva qualifica per farlo ha portato a questo. I problemi si sono amplificati e si sono fatti cambiamenti che nn andavano fatti
non e’ che piu’ che la gomma anteriore giusta , il “problema” per rossi e gli “staccatori” sia lo gomma posteriore … troppo performante che andrebbe sfruttata , inserendo meno violentemente ma aprendo prima????
Si vede che c’è passione, trasuda da tutti i pori…altrimenti non penso proprio sarebbe venuto fuori tutto questo! Vi leggo da un anno e mezzo ormai e sono cresciuto moltissimo, prima credevo a Sportmediaset&Co, ora è tutta un’altra storia! E come me penso anche molti altri!
Comunque speriamo bene per l’anno prossimo, sarà l’anno della verità…
P.S.: i canederli sono una cosa spettacolare, scelta eccellente 🙂
Non sarebbe meglio che ogni pilota potesse sfruttare il proprio stile di guida e alla fine poi vince chi vince?
vabbè magari è una cosa facile a dirsi, più complessa a farsi.
Mi accodo al pensiero dell’utente Gabriele. Il sito merita!