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Alla scoperta del mito Ferrari: la nuova meccanica

Nuova_Meccanica_FerrariFerrari. Un nome che già da solo dice tutto e che racchiude in quelle sette lettere oltre 60 anni di know-how tecnologico maturato nelle competizioni e trapiantato poi nella produzione di serie. Oggi abbiamo avuto l’occasione di varcare i cancelli di Maranello e di vedere, e toccare con mano, come vengono realizzate quel concentrato di tecnologia a quattro ruote che tanto fanno impazzire gli appassionati e non del settore.

Entrare in fabbrica non è assolutamente facile e non basta citofonare per farsi aprire il cancello e girare indisturbati negli oltre 500 mila metri quadri dell’impianto industriale. Abbiamo avuto l’occasione di entrarci attraverso un Ferrari Club, l’unico modo per poter visitare lo stabilimento Ferrari.

Il tour inizia dalla Nuova Meccanica dove vengono svolte le lavorazioni dei vari basamenti, testate e alberi motori sia della produzione Ferrari (quindi V8 e V12) sia per quanto riguarda i motori Maserati. Lo stabile, inaugurato nel 2002, fa parte del progetto “Formula uomo”, voluto dal Presidente Montezemolo. L’obiettivo è stato quello di progettare una fabbrica innovativa, creando un ambiente ecologico e ben organizzato, in grado di stimolare e motivare costantemente le persone che lavorano al suo interno sapendo che le migliori prestazioni si possono ottenere solo se i lavoratori si sentono responsabilizzati e apprezzati. L’azienda crede inoltre che la qualità delle proprie vetture deve andare di pari passo con quella delle vite dei propri lavoratori. È per questo che l’ambiente di lavoro e il benessere delle persone impiegate nello stabilimento Ferrari sono prioritari per l’azienda. E Montezemolo ha fatto centro: le pareti in vetro della struttura che garantiscono una ampia luminosità, la temperatura e l’umidità costanti 365 giorni l’anno, gli ampi giardini con piante e fiori disseminati nello stabile e la maniacale pulizia dell’ambiente lavorativo ti fanno quasi dimenticare di essere in una delle più prestigiose officine meccaniche, dove la tecnologia e la qualità è ai massimi livelli. Prova lampante è l’inserimento delle guide e sedi valvola con la tecnica dell’interferenza termica. Qui due robot, soprannominati Romeo e Giulietta vista la perfetta complementarietà delle operazioni che compiono, inseriscono sedi e guide d’acciaio, raffreddate a -196 gradi (quindi ai minimi di dilatazione), nella testata scaldata a +180 gradi (quindi massimamente dilatata). Cogliendo l’attimo le due parti si uniscono e, al ritorno alla temperatura normale, diventano assolutamente solidali senza bisogno di ulteriori interventi. Interessante sapere che ciascun pezzo viene fotografato e scannerizzato dalla macchina che, se ne rileva anche minime anomalie di forma, lo scarta immediatamente.

Ferrari-machining-depertment-photo-Tony-Meneguzzo_1Anche se la tecnologia la fa da padrona, la mano dell’uomo è assolutamente indispensabile per alcune operazioni di finitura e dal bilanciamento degli alberi motore e degli assi a cammes: in questo caso viene eseguita una bilanciatura che viene fatta con una sofisticata apparecchiatura che asporta il materiale necessario a trovare il perfetto equilibrio di rotazione. Come se tutto ciò non bastasse, i pezzi passano dalla sala metrologica, dove le condizioni ambientali sono identiche tutto l’anno, per le ultime verifiche di conformità alle regole qualitative imposte.

 

 

 

Alessio Mazzocco
Alessio Mazzoccohttps://www.giornalemotori.com
Appassionato di fotografia e di motori

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