
Quando nel caldo torrido si abbassò la bandiera del via, Clay Regazzoni su Ferrari riuscì a vincere il duello in accelerazione contro Rindt. Nella curva sopraelevata dei box c’era dell’olio e Regazzoni per poco non uscì di pista mentre Rindt fiutò l’olio, lasciò l’acceleratore, e tre piloti lo superarono. Jackie Stewart era già ai box, la pressione del carburante aveva cominciato ad oscillare durante il giro di riscaldamento, i meccanici avevano lavorato sulla vettura fino alla partenza, ma al primo giro scoppiò un tubo del carburante e Stewart prese un bagno pericoloso: “Il carburante mi bruciava la schiena come acido”, raccontò successivamente il pilota scozzese.
In testa si combattevano i propulsori 12 cilindri: le due Ferrari di Ickx e Regazzoni davanti alla Matra pilotata da Jean-Pierre Beltoise. Dopo nove giri il terzetto di testa aveva otto secondi di vantaggio sugli inseguitori Rindt, Giunti e Brabham. La potenza del V12 Ferrari assicurò sul superveloce Osterreichring , che permetteva medie sul giro di oltre 200 km/h, una superiorità che neppure Rindt con la rivoluzionaria Lotus 72 era in grado di compensare.
I ritiri si fecero sempre più frequenti: Surtess ebbe problemi col propulsore, un sasso colpì le sospensioni della Matra di Pescarolo, Mario Andretti uscì di pista (la sua March-Ford successivamente fu saccheggiata dagli spettatori), Tim Schenken su De Tomaso e Denny Hulme con Mclaren ebbero dei guasti al motore mentre sulla Lotus 72 di John Miles i ruppe l’alberino dei freni anteriori: un segnale che la Lotus purtroppo non prese sul serio. Durante il successivo GP a Monza, lo stesso difetto fece una vittima: Jochen Rindt.
Il radiatore di Jack Brabahm aveva delle perdite e il pilota fu costretto a rientrare ai box: un getto d’acqua uscì da radiatore, nuvole di vapore dappertutto, i meccanici nella danza attorno all’auto si bruciarono le mani, ma nel giro di cinque minuti Brabham potè riprendere la gara con un nuovo radiatore, accumulando però un ritardo di quattro giri, concludendo tredicesimo a fine Gran Premio.
La Ferrari festeggiò una doppia vittoria: Ickx vinse con una media di 208 km/h davanti a Regazzoni, Rolf Stommelen si piazzò terzo su Brabham-Ford davanti a Rodriguez (BRM), Oliver (BRM) e Beltoise (Matra-Simca).
