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MotoGP, Brno – Briefing

pedrosa brnoEccoci al consueto briefing pre gara. Avete presente il nuovo asfalto di Indy? Ecco, dimenticatelo: qui siamo nella vecchia Europa e l’asfalto è liscio, con granulometria arrotondata e piuttosto scivoloso soprattutto quando fa caldo. Siamo a Brno, circuito difficile e molto tecnico: tante curve a velocità contenuta ma separate da piccoli rettilinei che ne impediscono il raccordo con la successiva. Poche storie, qui occorre riaccelerare da bassa velocità. Non lasciatevi ingannare dalle tante curve tonde che parrebbero fatte per la percorrenza, sono comunque lente e occorre grip per uscire.

Detto questo, la pista sembrerebbe fatta apposta per Pedrosa, pulito in curva e con una moto che sicuramente può scaricare cavalli senza troppi problemi: e al di là del risultato ottenuto in prova, per la gara occorre tenerlo presente. Marquez spazzola come fosse in Moto2, ma qui le cose sono complicate e le curve non si aprono in uscita: anticipare il gas significa usare tutta la pista, le traiettorie non sono così comode. Dalla propria parte ha il fatto di maltrattare le gomme meno della Ducati, ma la moto italiana comincia a dare fastidio: a partire da Indianapolis Marquez ha capito che non può assolutamente dare riferimenti ai ducatisti perché loro hanno un mezzo che, diversamente dalle Yamaha, può copiare le traiettorie e fare le stesse manovre della Honda, con appena qualche difficoltà in più.

Ma anche con qualche vantaggio: la Ducati può frenare meglio ed entrare in curva più composta, sia pure con una corda meno veloce. E soprattutto può uscire stretta senza usare tutta la pista finchè le gomme lo consentono. In America è stato Dovizioso a scoprirlo, oggi è stato Iannone: in gara non sarà possibile per loro usare la gomma bianca, e senz’altro con la media anche la Ducati avrebbe sofferto lo spin posteriore, ma è indicativo come ancora una volta l’asfalto asciutto e il grip più elevato che la gomma soft può offrire non costituiscono più uno spauracchio. Il centraggio è stato finalmente raggiunto, basta limare i dettagli. Come personale opinione, vorrei aggiungere, la distribuzione di massa accentrata offre i suoi vantaggi in percorrenza ma crea anche qualche problemino se al pilota piacesse una certa progressività nell’imbardata. Chi ha orecchie per intendere… 😉

Le Yamaha, arrivate sul suolo europeo, sono un tantino spiazzate. L’equilibrio è molto delicato: ci vorrebbe motricità, e Rossi la cerca con un assetto alto, ruota posteriore tutta avanti e tirocatena con pivot alto mentre Lorenzo cerca la perfezione nella traiettoria con la moto un filo più bassa e meno rischiosa sull’anteriore. Il colpaccio riesce a Smith con assetto alto, nel quarto settore esce bene dalla curva 11 e non perde tempo nelle esse prima del traguardo. Perché parlo di equilibrio delicato allora? Perché qui la differenza sarà la temperatura: se farà caldo la gomma andrà in crisi sulla Honda, ma il grip inferiore dell’asfalto caldo penalizzerebbe anche la Yamaha pur con posteriore entro i limiti. E il risultato finale, nonostante il tracciato molto diverso dalle caratteristiche di Indianapolis, potrebbe essere lo stesso. La pressione andrà fatta con molta attenzione.

3 Commenti

  1. DJARMY46 Marc non è una variabile che entra nell’equazione bensì il riferimento per tutti come ha ben scoperto Iannone … se non fa errori vince di nuovo e di nuovo. Poi io sono anche convinto che se avesse bisogno di qualcosa in più figurati se la Honda non l’ha già pronta dopo Brno …

  2. Io spero che faccia molto fresco in modo che tutti possano usare la media….sarebbe ad armi pari per tutti

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