Ultimi articoli

Amarcord, GP Belgio 1966: verso il caos della pioggia

Alla metà degli anni 60 i piloti affrontavano il circuito di 14,1 km di Spa-Francorchamps con un certo amore-odio. Gli avvenimenti nel Gran Premio del Belgio edizione 1966 hanno ulteriormente rafforzato questa sensazione. A Spa le autovetture raggiungevano una velocità massima di 290 km/h, trascinandosi dietro, nella gara, 215 litri di carburante… e non c’erano tutte le misure di sicurezza attuali!!!

La pioggia era in agguato alla partenza, dietro le montagne, il cielo grigio-piombo si sistemò come una coperta sul paesaggio. Nella prima fila di partenza si trovavano Surtees su Ferrari, Rindt su Cooper-Maserati e Stewart su BRM. Surtees all’ultimo momento si fece montare pneumatici da pioggia Dunlop. Al via della gara, Surtees bruciò in accelerazione Rindt affrontando la salita della Eau Rouge in prima posizione. Intanto cominciarono a cadere le prima gocce di pioggia e l’acquazzone scoppiò improvvisamente su tutto il percorso, mietendo le prime vittime già nelle battute iniziali. Jo Bonnier piroettò come una trottola con la sua Cooper-Maserati, fermandosi in bilico su una scarpata. Jo Siffert si scontrò con Graham Hill… condizioni proibitive per tutti, con le feroci automobili che sbandavano in continuazione. Sul lungo rettilineo Masta, Jackie Stewart uscì di strada con  la sua BRM, abbattendo un graticciato. Anche Jochen Rindt girò su se stesso, perdendo completamente l’orientamento, tanto che pensò di aver girato su se stesso per ben nove volte e affermò che il fatto di essere rimasto in strada fu una vera e propria fortuna, niente a che vedere c0n l’abilità di guida.

Ai box intanto cresce la tensione e lo sgomento: dove sono tutti i concorrenti? Finalmente si presentarono Surtees davanti a Brabham e Bandini, quindi Ginther seguito da Rindt, più tardi Guy Ligier e Dan Gurney. Poi fu pausa. Graham Hill liberò Stewart incastrato nei rottami della BRM, smontando il volante con una chiave inglese che si fece prestare da uno spettatore. Al terzo giro Rindt era già dietro Surtees, dopo sei giri aveva un vantaggio di sette secondi sulla Ferrari. Rindt nella pioggia sembrava soprannaturale, sbandava addirittura in rettilineo, infischiandosene dell’acquaplaning, facendo correzioni sempre più selvagge ma ciò nonostante Surtees iniziò la rimonta. Il bloccaggio del differenziale di Rindt venne meno ed egli non riuscì più a dosare la potenza sul fondo bagnato. Quattro giri prima della conclusione della gara venne superato da Surtees nella curva Malmedy. Il ferrarista tagliò per primo il traguardo con una media di 183,36 km/h davanti a Rindt e Bandini.

Il circuito di Spa era allora ancora incredibilmente pericoloso, senza nessuna misura di sicurezza: fossati, muri, alberi, case costeggiavano minacciosamente il circuito dove si toccavano velocità anche di 290 km/h, con pochi guardrail e vie di fuga. Condizioni che al giorno d’oggi non farebbero correre nessun pilota e che sottolineano ancora una volta la spensieratezza di quei tempi, dove sfidare il pericolo e la morte faceva parte, in primis, di questo sport.

Alessio Mazzocco
Alessio Mazzoccohttps://www.giornalemotori.com
Appassionato di fotografia e di motori

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui