uno_rsus

Abbiamo introdotto nel capitolo quinto le sospensioni a ponte rigido. Abbiamo anche detto che come alternativa esistono le sospensioni a ruote indipendenti. Come sempre i progettisti spesso cercano di trovare soluzioni ibride che tentano di mettere in comune gli aspetti positivi di più schemi limitando per quanto possibile gli svantaggi. Al retrotreno esistono le sospensioni a ruote interconnesse dette anche ponte torcente o semi indipendenti.

4665544_origLa sospensione semi-indipendente, viene usata per la stragrande maggioranza delle vetture a trazione anteriore, grazie al suo costo contenuto e la semplicità di realizzazione, è stata uno dei cavalli di battaglia che hanno fatto la fortuna di vetture che hanno segnato il mercato come la Volkswagen Golf e la Fiat Uno, per poi diffondersi su tutte le auto di piccola e media cilindrata che compongono il mercato dell’auto. La sospensione è composta da due bracci longitudinali collegati alla scocca e il portamozzo, questi vengono congiunti uno all’altro da una trave o traversa di collegamento. Questa traversa a differenza del ponte rigido, viene dotata di un certo grado di flessibilità. Quindi sotto l’azione dei due bracci quando vengono sollecitati,  la traversa viene sottoposta a torsione controllando il movimento delle due ruote. Il sistema viene spesso chiamato anche appunto Ponte Torcente per la sua azione, il collegamento alla carrozzeria viene affidato ai soliti elementi flessibili composti da ammortizzatori e molle anche se non sempre coassiali fra di loro.

MotoreRuote_FOTO2Anche se differente dal ponte rigido, questa soluzione conserva la caratteristica di tenere le ruote sempre perpendicolari al terreno con ottime doti di resistenza alle forze trasversali in curva. La differenza sostanziale sta nel fatto che migliora il comportamento dal punto di vista del confort e del controllo della stabilità sui fondi viscidi e sconnessi, grazie ad una risposta neutra del telaio grazie proprio alla minore rigidezza e il maggior movimento che le ruote possono avere una rispetto all’altra rispetto al ponte rigido.   Queste caratteristiche conservano anche il difetto di far lavorare tanto l’avantreno con un certo sottosterzo.  Entrando nel campo delle sospensioni indipendenti c’è una soluzione che utilizza ancora bracci longitudinali, la cui barra di collegamento tra le due ruote non viene interposta tra la mezzeria ma piuttosto collega le due ruote al punto di ancoraggio alla scocca. In questo modo il momento di torsione viene innescato dall’azione di tutto il braccio che si muove sotto le sollecitazioni provenienti dalla ruota. La barra centrale in questo caso prende la funzione vera e propria di una molla data la sua flessibilità maggiore che un ponte rigidito o un ponte torcente.

r5rearSuspQuesto sistema semplice ed economico è stato la fortuna di quasi la totalità delle vetture francesi anni 70 fino agli anni 90. Vetture come la Renault 5 GT Turbo, la Peugeot 205 GTI, la Peugeot 106 Rally. Nonostante i limiti del sistema che non consentiva un perfetto controllo delle geometrie, permetteva comunque mediante un attendo studio sulla condizione di lavoro della barra di collegamento che in taluni casi era più di una, ed un attento lavoro sugli snodi di collegamento flessibili, permetteva di avere un comportamento della coda molto mobile ma soprattutto permetteva di controllare il sottosterzo con una maggiore mobilità della coda dell’auto. Le vetture che adottavano questo schema sono anche state nella loro inclinazione sportiva un punto di riferimento per tutti gli appassionati che volevano vetture da Rally con costi contenuti e comportamenti stradali controllabili ed efficaci con determinate tarature. Da notare come nella foto a lato nella sospensione della R5 GT non vi era come elemento elastico la molla vera e propria lasciando il lavoro di smorzamento agli ammortizzatori e alle barre.

trail_coupeMolte delle auto che abbiamo elencato ancora oggi ad anni di distanza sono un punto di riferimento per gli appassionati della guida.  Proprio questa tipologia di sospensione, mostra come sia importante a prescindere dallo schema che si sceglie, la progettazione e il dimensionamento degli elementi da parte dei progettisti. Il tipo di barra, gli snodi dei bracci, e la progettazione delle geometrie con cui deve far lavorare la sospensione possono fare la fortuna o meno di uno schema. Questa sospensione a ruote semi indipendenti con barra di torsione di collegamento fu adottata anche dalla gamma Fiat Tipo e tutte le vetture sue derivate fino alle più sportive Alfa Romeo, quello nella foto a lato era della sportiva di casa Fiat Coupè. Siamo sicuri che tutti ricordano quella serie di berline per lo spazio e il confort ed affidabilità in tutte le condizioni di guida,  ma non certo per il loro particolare comportamento stradale divertente e sportivo come invece succede per le cugine di Francia, Peugeot e Renault.

Daniele Amore

3 COMMENTS

  1. Buongiorno sig. Amore, innanzi tutto la ringrazio per la bella serie di articoli che sta scrivendo. A questo proposito, vorrei darle un picolo contributo. La sospensione posteriore Fiat Tipo era una sospensione a ruote indipendenti a bracci tirati in ghisa sferoidale che ruotavano su grossi cuscinetti a sfere. I due semigusci che contenevano le molle e gli ammortizzatore, e ai quali erano fissati detti cuscinetti, erano poi uniti fra di loro, per assicurare il corretto mantenimento delle geometrie, da un grosso tubo di acciaio, come si vede nel disegno. Il quale però era totalmente assente dalla funzione di sospensione: serviva solo per assicurare il continuo e corretto allineamento fra il semiguscio destro e quello sinistro. Il tutto veniva completato da una barra antirollio. Al di la della geometria, era una sospensione di eccezionale robustezza (i bracci delle sospensioni li forniva finiti l’azienda per la quale lavoravo all’epoca, li conosco molto bene.)
    Spero di avere dato un piccolo ma positivo contributo al suo articolo, del quale la ringrazio nuovamente.

  2. Ringrazio Bull con il suo contributo, andare nel dettaglio di ogni singola variante di ogni tipo di sospensione rispetto al costruttore necessiterebbe di un tomo piuttosto rilevante che ad essere sincero non mi dispiacerebbe. In effetti è vero, il sistema della Tipo veniva chiamato a bracci tirati, ed era annoverato tra le indipendenti pure per il fatto che la traversa centrale non avesse doti di contrapposizione elastica. Questo compito era demandato alla barra stabilizzatrice. Questo era un po il suo limite nella resa in curva. In ogni caso per somiglianza ho posto come derivazione del sistema semindipente francese per geometrica ma con le caratteristiche di indipendente puro per funzionamento. Grazie comunque per il complimenti e per il contributo.

Comments are closed.