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Finalmente l’Alfa Romeo Giulia Q.V, la rinascita del Cuore Sportivo!

150624_Alfa-romeo_Giulia-Reveal_02-900x529Ed è arrivato il grande giorno. Il 24 Giugno del 2015 come un’Araba Fenice risorge l’Alfa Romeo. Dopo mesi di rendering più o meno azzeccati, dopo mesi di illazioni e speculazioni, dopo mesi di lavoro nei fantomatici capannoni segreti tanto cari al presidente Marchionne, è arrivata la nuova Giulia. Al di la dell’aspetto estetico che lasciamo giudicare a chi guarda le foto le vere novità sono sotto pelle. La presentazione è stata di quelle con il botto, l’Alfa Romeo ha presentato direttamente il modello di punta,  la Giulia più veloce,  quella che rappresenta la sportività e l’emozione secondo il marchio leggendario della casa del biscione. Il quadrifoglio verde che da sempre contraddistingue i modelli più veloci del costruttore italiano.  Si tratta finalmente di un ritorno ad una classica berlina tre volumi, con la trazione come si dice nel posto giusto, al posteriore. Non si conoscono i dettagli del resto della  gamma circa le altre motorizzazioni, ma di certo si sa che sotto il cofano di questa Giulia Quadrifoglio Verde pulsa il nuovo V6 Turbo da 2.9 litri che nella versione di punta eroga la bellezza di 510 cv. Le prestazioni promettono di essere un punto di riferimento per la categoria. Si parla di un accelerazione da 0-100 in meno di tre secondi con velocità di punta che se non limitata può arrivare a toccare i 300Km/h.

150624_Alfa_Romeo_Giulia_HP3-900x529Il lavoro dei tecnici Alfa Romeo si è concentrato anche sulla dinamica che deve accompagnare tanta potenza. Innanzitutto un lavoro certosino sulla scocca che ha contenuto il peso circa 1500 Kg, unito alla potenza di 510cv,  raggiunge il ragguardevole rapporto peso potenza di 2,99 Kg/cv. Una nuovissima architettura dello schema sospensioni che prevede un raffinato multilink al posteriore, mentre all’anteriore c’è il ritorno del sistema quadrilatero alto che garantisce precisione con un ottima dinamica di guida alla vettura. Il peso è stato studiato per essere ripartito perfettamente tra i due assi con uno spostamento del propulsore più arretrato contraddistinto dalla linea molto lunga del cofano motore. Un risultato notevole se si pensa che è stato raggiunta una ripartizione 50/50 senza usare uno schema particolarmente adatto allo scopo come il transaxle che prevede il cambio al retrotreno.  La trazione è assicurata da uno speciale controllo della trazione innovativo. Un sistema che esula dal classico control vectoring che smorza gli eccessi di trazione frenando le ruote mediante l’azione di freni. I tecnici Alfa Romeo hanno usato due sistemi di frizioni multiple uno per ogni ruota vincolati al differenziale principale gestiti da un controllo elettronico a cui viene demandato il compito di distribuire la coppia alle ruote motrici senza mai far perdere la sensibilità ed il controllo al pilota. Una caratteristica fondamentale che rispecchia lo spirito del piacere di guida tipico dell’Alfa che farà battere di nuovo il Cuore Sportivo  

150624_Alfa_Romeo_Giulia_2B-900x529Il controllo dei vari sistemi elettronici è affidato ad un selettore posto sul tunnel centrale. La manopola controlla le funzioni della Giulia come il precedente manettino con le funzioni DNA, ma ulteriormente affinato nelle funzioni, con l’aggiunta di una nuova funzione RACE che la dice lunga promesse che questa Giulia fa al pilota appena salito a bordo.  Gli interni sono di pregiata fattura come mai precedentemente su un modello del biscione. L’unione tra stile e funzionalità con uno schermo perfettamente integrato per il sistema infotainement, una manopola per i comandi dello stesso,  oltre che per le altre funzioni della vettura, e una ridondanza di comandi principali sul bellissimo volante che ricorda quelli delle Alfa di una volta senza rinunciare a nessuna delle caratteristiche di modernità che deve avere una vettura di questo livello. Gli interni possono essere personalizzati con pelli e materiali pregiati dal legno al carbonio.  In sostanza un bel lavoro, tra tutto lo scetticismo che in questi due anni ha animato il mondo dell’auto finalmente un’Alfa Romeo che urla al mondo la capacità che hanno gli italiani di saper fare ottime auto, soprattutto emozionanti. Se questo è l’inizio della rinascita dell’Araba Fenice/ Alfa Romeo,  è rinata nel suo luogo simbolo, quell’ Arese dove oggi sorge il museo. Con questa prima pietra non è difficile pensare che l’obiettivo posto dal CEO Marchionne di passare da 70 mila vetture di oggi alle 400 mila previste, sia addirittura riduttivo. Una buona notizia anche per l’Italia. Dopo tante speculazioni, la Giulia si farà a Cassino. I numeri ci sono per far venire più di un grattacapo a qualche grande manager tedesco!

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Daniele Amore

4 Commenti

  1. Scusa Daniele , parlo con tutto l’affetto per un’azienda in cui ho lavorato 10 anni mezzo secolo fa. Ma dire con sicurezza che questa prima pietra da oltre 500 cv ( e un bel 100,000 euro) sia la premessa per per moltiplicare per 6 volte le vendite entro il 2020 mi sembra un atto di fede e non una valutazione. Comunque auguri alla Nuova Alfa Romeo !

  2. L’ottimismo è dovuto al fatto che questa Q.V è la capostipide di una gamma che verrà sicuramente articolata in modo vario e completo. In parallelo da come fatto per le rivali tedesche più accreditate ci saranno modelli della Giulia Entry level che daranno la felicità di un pubblico di alfisti orfani che oggi hanno in garage Audi tdi, 318, e classe C180 cdi…per fare esempi. Con questi soldi ci saranno altri sette modelli. E senza voler fare i profeti possiamo prevedere almeno un SUV se non un paio, un coupè, e una spider…..manca solo una massiccia campagna sportiva che vada dal DTM, alle gare americane. Unico vero neo in tutta la faccenda, è la mancanza assoluta di un progetto che prevede l’ibrido, una tecnologia che spopola in USA

  3. Premessa: non è per niente brutta. Ma… non è nemmeno originale.
    A parte pochi tratti (ed il font delle scritte), il posteriore ricorda tantissimo una tra A4 e A6 di qualche incarnazione fa, fiancata e tre quarti sono gonfie e ciccione, ricordano qualcosa a metà tra Serie 3 ed una Panda ultimo modello (la prima per le proporzioni e l’imponenza, la seconda per la sensazione di linee “gonfiate” di aria).
    Ed il muso… E’ un riconoscere che Da Silva aveva dannatamente ragione.
    Mettete in mezzo lo scudetto, aggiungete linee semplici (non banali) e fari piccoli. Niente arzigogoli, cromature.
    E’ una bella auto. Molto bella. Ma non è una Alfa Romeo.

  4. Per me non è lontana da quello che deve essere un Alfa Romeo, ci sono talmente tanti orfani nostalgici che bastano scudetti, trazione posteriore e comportamento stradale adeguato per vederla. E’ già successo con la 156…questa ha numeri migliori al suo credito…dai tempo, sarà una spina nel fianco dei tedeschi. Inoltre le vetture che hai nominato avevano anche loro elementi copiati a loro volta come il calandrone Audi pallida imitazione dello scudetto alfa, o il gomito delle BMW nella vetratura agià appannaggio di alfa prima di loro…etc etc…non sempre gli italiani copiano, a volte si appropriano di cose che gli appartenevano di diritto

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