Se c’è un marchio che suscita sempre molto fermento tra gli appassionati della rete è sicuramente l’Alfa Romeo. Dalla presentazione della Giulia non si fa altro che parlare del marchio del biscione e della strada che ha imboccato per tornare ai vecchi fasti di un tempo. Ad alimentare le discussioni sulla rete in tutto il mondo la notizia che la Giulia Quadrifoglio Verde ha girato sul tracciato più difficile del mondo il famigerato Nurburgring in 7 minuti e 43 secondi. Il tempo è quanto mai importante visto che il tracciato tedesco è il banco di prova di tutte le vetture del mondo soprattutto perchè migliore della concorrenza tedesca come la BMW M4. Ovviamente dopo la diffusione del tempo sul giro, si sono aperte le discussioni. I detrattori e gli scettici parlano di un 3.0 V6 biturbo che potrebbe toccare i 540 CV, nella versione che ha girato al Nurburbring cosa che però non è detto non sia anche una ulteriore versione potenziata per il mercato di serie. In ogni caso l’Alfa Romeo in via ufficiale parla di una potenza analoga a quella che si è vista in fase di presentazione di 510Cv.
C’è abbastanza per alimentare le chiacchiere da rete. Addirittura ci sarebbe la voce che il tempo non sia manco il massimo del potenziale della Giulia Q.V ma che possa essere solo il punto di partenza per mettere ancora tempi migliori se il caso. Infatti c’è da fare i conti con il fatto che dopo l’incidente alla 24 Ore in cui la Nissan GT-R di Jann Mardenborough aveva travolto, uccidendolo, uno spettatore, gli organizzatori avevano imposto alcune zone di rallentamento lungo il tracciato. Un intervento che ha visto costretti molti costruttori che collaudano i loro modelli sportivi a tenere un comportamento più giudizioso e conservativo. Staremo a vedere in un eventuale confronto diretto tra la Giuilia e le rivali tedesche più accreditate le sue doti. Per ora saliamo sul carro degli ottimisti con un tempo sul giro nella pista più difficile del mondo che fa davvero impressione.
Daniele Amore

Io non ci trovo nulla di così impressionante, non dimentichiamoci che la 4C, con un rapporto potenza/peso anche più sfavorevole della Giulia, riuscì comunque a segnare 8’04”, guidata peraltro da un giornalista e non da un pilota.
La Giulia può fare anche meglio di così.
Peccato che il rilancio Alfa non dipenderà da questa QV venduta a chissà quale prezzo, ma dai modelli più normali, di cui non si sa praticamente nulla di ufficiale…
Non capisco sinceramente che si intende per modelli più normali. L’Alfa Romeo è un marchio premium da sempre. Fin dagli anni 70 per quanto ricordo c’erano i clienti normali con le Fiat 131, e i clienti Alfa Romeo con le Alfetta….e l’Alfa non è mai stata a buon mercato. I clienti che vogliono auto a buon mercato vanno su altri modelli Gruppo FCA. L’Alfa Romeo è premium e costa come una premium con una gamma da premium.
Non possiamo ragionare come 40 anni fa, quando in Italia c’era una intera classe sociale che adesso praticamente è ridotta al lumicino: il ceto medio. Macchine come l’Alfetta non erano certo regalate ma è anche vero che non erano nemmeno considerate “macchinoni” di rappresentanza. Quelle erano le Maserati, non facciamo confusione.
Ora i tempi sono cambiati, e tra crisi, superbollo (siamo l’unico Paese a pagare una tassa così ignobile) benzina tra le più care al mondo praticamente NESSUNO in Italia si sognerebbe di acquistare una QV, se non i soliti (pochissimi) ricconi tra calciatori, attori ecc… che però dovendo scegliere andranno quasi sicuramente di Ferrari, Lambo, McLaren ecc…
Le Alfa che venderanno di più saranno come al solito le TD, quindi è meglio che FCA si metta una bella mano sulla coscienza e tiri fuori macchine affidabili a prezzi concorrenziali, prendendosi i suoi bei rischi e smetterla di pensare soltanto al profitto facile nel breve termine, altrimenti potremo soltanto dire ciao ciao al marchio Alfa.
E non è nemmeno finita, perchè anche essendo ottimisti, con un (ipotetico) boom nel solo mercato italiano non si va avanti, bisogna convincere il resto degli europei a comprarle, e per quello ci vuole qualità certo, ma anche una campagna marketing ben costruita. L’ideale sarebbe (ri)cominciare a gareggaire nei vari campionati turismo (BTCC e DTM soprattutto) e magari anche vincere qualche gara: non ci sarebbe pubblicità migliore di quella, dopotutto i tedeschi vendono tanto anche per quel motivo.
E non bisogna trascurare ovviamente gli USA, ormai parte integrante e fondamentale del mercato di riferimento FCA. Come li convinci gli americani che hanno già a disposizione un’icona come la Mustang, ora profondamente rinnovata, e soprattutto molto più abbordabile, a preferire una Giulia?
Ecco, FCA se vuole rilanciare DAVVERO l’Alfa Romeo deve combattere e almeno convincere su tutti questi fronti, altrimenti sarà soltanto tempo perso.
Non siamo più negli anni 70. A quei tempi in Italia c’era un’intera classe sociale che si poteva permettere una macchina come l’Alfetta: il ceto medio.
Il termine “premium” a quei tempi nemmeno esisteva, vero che le Alfa non sono mai state regalate, ma bisogna pur considerare che le vere macchine da rappresentanza erano le Maserati.
Ma al giorno d’oggi, tra crisi, benzina tra le più care al mondo e una tassa vergognosa come il superbollo, FCA non si può permettere di sperare in un rilancio puntando ad una fascia di mercato troppo circoscritta. Guardiamo in faccia la realtà: in Italia le uniche Alfa che vendono sono quelle a gasolio, e le cose non cambieranno nemmeno per questa Giulia.
E tutto questo sempre non dimenticando l’ovvia concorrenza di BMW, Mercedes e Audi, le quali già stanno affilando le armi (basti pensare alla recentissima AMG C63 S)
Come se non bastasse, in USA c’è pure la Mustang, una macchina con un bel motore generoso sia nella cubatura che nella cavalleria, come piace agli americani, e che soprattutto è venduta ad un prezzo abbordabile.
E non sottovalutiamo Cadillac e Lexus.
L’ideale sarebbe anche tornare a gareggiare con questa Giulia nei vari campionati turismo, sarebbe un’ottima pubblicità.
FCA se vuole rilanciare il marchio Alfa deve combattere e convincere su più fronti, altrimenti tutto sfumerà in una bolla di sapone.
Concordo con l analisi ma penso che probabilmente vogliono far tornare l Alfa a gareggiare nei di sé no che senso avrebbe fare tanti test in Germania. E sia una campagna pubblicitaria e sia una preparazione ai campionati europei.
Ciao Kon Tro. E’ chiaro che Alfa non intende fare i numeri con la qv, e comunque il mercato su cui intendono fare i numeri non è certo l’Italia… Preso atto che questa sarà la prima ad essere commercializzata la mia forte impressione è che intendano iscriverla a qualche campionato (DTM, endurance?) non appena raggiunto il numero minimo di omologazione e intendano anche farlo per vincere, per ridare prestigio al marchio in concomitanza della commercializzazione delle altre versioni.
Al di la delle implicazioni socioeconimiche che non spettano a noi appassionati, la Giulia avrà una gamma articolata con tante versioni ed anche motorizzazioni umane diesel. In ogni caso restano sempre vetture che vanno in concorrenza con Mercedes, Audi e BMW e come queste ultime non saranno certo a buon mercato. L’obiettivo è sottrarre clienti alle corazzate tedesche. Su un punto siamo tutti d’accordo senza una impalcatura dovuta ad un impegno sportivo che sia il WTCC, il DTM o altro non può andare da sola sul mercato. C’è solo da sperare che la base sia buona che i soldi ci sono ma soprattutto che a Torino hanno abbastanza sale in zucca da capire che l’Alfa Giulia ha bisogno delle corse