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Lo scandalo Volkswagen travolgerà tutti i costruttori di auto

Volkswagen Group CEO Martin Winterkorn arrives for the Volkswagen annual general shareholders' meeting on May 5, 2015 in Hanover, Germany. Winterkorn recently won out in a power struggle against VW Group Chairman Ferdinand Piech, who stepped down afterwards and, along with his wife, quit his position on the VW supervisory board. Volkswagen Group, with its 12 brands, is Germany's biggest carmaker.
Volkswagen Group CEO Martin Winterkorn arrives for the Volkswagen annual general shareholders’ meeting on May 5, 2015 in Hanover, Germany. Winterkorn recently won out in a power struggle against VW Group Chairman Ferdinand Piech, who stepped down afterwards and, along with his wife, quit his position on the VW supervisory board. Volkswagen Group, with its 12 brands, is Germany’s biggest carmaker.

Spesso accade che quando parliamo di modelli che devono uscire sul mercato, facendo riferimento ai dati presenti nelle cartelle stampa delle case costruttrici circa i consumi e le emissioni inquinanti siamo stati bacchettati dai lettori più attenti sul fatto che si tratta di dati chiaramente fasulli che mai si riscontreranno in strada. Più volte abbiamo chiarito che essendo rilevati secondo delle norme che sono accettate a livello internazionale non c’è modo di contrastarle se non gli enti di controllo stessi non denunciano il fatto che la differenza tra il teorico e il reale può avere differenze imbarazzanti.  Bene gli americani dell’EPA, l’ente per il controllo ambientale, ha deciso di scoprire il vaso di Pandora. La Volkswagen su tutti i modelli diesel di alto livello ha barato sulle norme. La cosa grave è che non solo non sono state rispettate norme volutamente molto blande come quelle del ciclo di omologazione rispetto alla realtà, ma i tecnici del costruttore primo nel mondo, hanno usato un softwere che si attiva appena le vetture vengono messe su un classico banco rulli al posto della strada per poi fornire un programma alternativo al motore in modo da poter avere i dati di omologazione in fase di revisione.  A poco sono servite le scuse del grande capo del gruppo Volkswagen,  Winterkorn. Ormai il danno è fatto. Il titolo che ricordiamo è a partecipazione statale,  è crollato in borsa, la stessa piazza di Francoforte non è stata in grado di reggere il colpo con un tracollo di tutti i titoli tedeschi. Il ritiro dal mercato americano delle versioni diesel è solo un palliativo. Ora bisogna fare i conti con i danni. L’immagine è compromessa. Se sei un gigante e ti trovi sul piedistallo più alto, se cadi fai tanto rumore in più. Lo scandalo porterà a danni economici con una multa certa del governo americano, ma soprattutto una serie di class action da parte di tutti, a cominciare da chi le Volkswagen le ha usate truffato, chi le ha vendute ed adesso si trova in netta difficoltà, senza contare che adesso scatteranno controlli in tutto il mondo per verificare l’esistenza di questo particolare softwere in tutte le auto del gruppo sparse per il mondo.

Un aspetto che però tutti sottovalutano, sono le implicazioni che questa faccenda avrà su tutti gli altri costruttori del mondo. Gli avversari della Volkswagen sono tutt’altro che felici della condizione del rivale numero 1. Lo scandalo potrebbe essere solo la punta dell’iceberg. Se la prassi di barare sui controlli usando raggiri elettronici è come si sospetta diffusa in tutto il panorama automobilistico. Chi può sta correndo ai ripari in sordina nella speranza di non essere beccato, ma si ha la sensazione che questo tzunami non sia arrestabile. Nei prossimi giorni potrebbero far parte dello scandalo altri costruttori mondiali. Alla fine l’unico vero danneggiato da tutta questa faccenda è solo l’automobilista. Non quello Volkswagen,  ma l’automobilista generico indipendentemente dal marchio che acquista. Per ora lo scandalo ha colpito le norme per il rispetto dei Co2 per km percorso, parametro che tra l’altro noi di Giornale Motori tendiamo a non pubblicare proprio per la sua poca chiarezza, ma soprattutto si estenderà ai valori di consumo effettivi. In quel momento la cosa diventerà più grave. Si vedrà una volta per tutte che le auto in strada consumano dal 15% al 30% in più del rilevato.

Daniele Amore

7 Commenti

  1. Adesso lo dite ? Quando non da solo vi consigliavo di evitare la pubblicazione di dati palesemente falsi ed imbarazzanti, la risposta fu : ” questi sono gli unici dati ufficiali e quelli pubblichiamo….”. Bastava NON pubblicarli . Semplice no ? Difesa tardiva, direi.

  2. Davvero hai l’impressione che possa essere molto più estesa questa cosa? Ad esempio la BMW testata insieme alle WV rientrava nei parametri di legge. Al momento la casistica di case controllate dice 50\50.
    Mi interessa particolarmente che FCA non abbia fatto la medesima truffa. Ho sempre apprezzato i motori FPT e li ho sempre ritenuti superiori ai ben più blasonati motori tedeschi. Sarebbe una gran delusione

  3. Abbiamo ammesso senza problemi di essere stati bacchettata e abbiamo ammesso che i dati delle case sui con è consumi non sono veritieri al 100%. Nessuno è fuggirono dalle sue responsabilità. Fatto sta che fin quando non cambia il sistema di rilevamento possiamo solo elencate i dati dando come precisazione che sono dichiarati secondo norme e responsabilità delle case e che è consigliabile una forbice dal 15% al 30%. Non abbiamo i mezzi della EPA e non possiamo omettere deliberatamente delle informazioni soprattutto quando sono sotto la responsabilità delle case costruttrici. Possiamo solo farne un usi responsabile come abbiamo sempre fatto. Detto questo temo che si non siano i soli ad aver barato. Non finirà qui la cosa

  4. Comunque trovo sto casino tutto troppo esagerato, o meglio, uscito tutto nel momento giusto.
    Per prima cosa la lotta di potere intestina al gruppo Volkswagen, con questa bella spallata che ha decretato la fine del AD attuale.
    Poi la lotta tra le case, con il bubbone scoppiato negli USA, mercato dominato dal benzina/ibrido nel quale i japponesi sono maestri, ma anche i costruttori americani come Dodge fanno degli ibridi che sono una meraviglia.

    Poi, ma qui si parla di politica internazionale, dagli USA arriva questo mattone proprio ora che l’Europa ha dato appoggio alla Russia per la guerra in Siria….

    Qua i “torni non contano”, come diceva il mio capo….

  5. @Smeriglio, forse è meglio che andate a vedere cosa è successo negli ultimi 15/20 anni negli USA con i costruttori di automobili che hanno corrotto i funzionari pubblici che dovevano effettuare le verifiche e insabbiato gravi difetti dei loro prodotti, ma grazie alla caparbietà di cittadini e legali e l’utilizzo della CLASS ACTION che a differenza dell’ Italia funziona, oggi sono tutti passati al setaccio. Sono personalmente contento che proprio i Tedeschi siano stati scoperti, speriamo che questo serva a fare aprire gli occhi al mondo su questo popolo che spesso si erge come esempio per tutti ma che non è assolutamente diverso da tutti gli altri, sono solo stati bravi a nascondere le loro malefatte fino ad ora. La logica del profitto a tutti i costi , anche se lesiva della salute pubblica , c’è l’hanno bene in testa anche loro e la utilizzano in tutti i settori economici.

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