Aspetto e sensazioni
Abbiamo avuto la possibilità di provare per una ventina di giorni la piccola Rieju RS3 nella sua versione scarenata, che aggiunge alla denominazione la sigla “NKD”. Il look è aggressivo e conforme alle attuali tendenze della categoria, col faro singolo anteriore che ricorda molto la riuscitissima MT-series di casa Yamaha. Non si tratta però certo di imitazione, poichè la RS3 nella sua ultima ed attuale serie è ormai presente sul mercato dal 2011.

Colpiscono immediatamente l’estrema compattezza del mezzo ed il forcellone in alluminio, con quest’ultimo che appare quasi sovradimensionato, soprattutto basandosi sulle dotazioni in questi termini di motociclette di cilindrata superiore e ben più blasonate.
Il display è nitido ed essenziale, con il contagiri analogico e l’indicatore di velocità su sfondo lcd retroilluminato, il quale permette di tenere sott’occhio i dati anche in notturna. L’essenzialità è confermata anche dalle ordinarie spie presenti alla sinistra del tachimetro, le quali ci permettono di controllare carenza di olio motore, temperatura eccessiva del liquido refrigerante, luci abbaglianti oppure anabbaglianti, riserva. Un’ulteriore comodità è fornita dalla possibilità di regolare l’ora, la quale appare appena sotto all’indicatore della velocità nello schermo principale. L’intera dotazione in termini di strumentazione è fornita dal produttore “Koso”, noto marchio nel campo dell’ aftermarket, anche per motociclette ad uso pista.

Appena saliti in sella, l’estrema leggerezza (solo 119 kg a secco!) stupisce immediatamente, così come la discreta comodità della seduta, che assieme al largo manubrio permette di raggiungere notevoli angoli di sterzata senza particolari problemi. La sella è abbastanza alta da terra (845mm), pertanto la motocicletta potrebbe non essere adatta ad un target di statura non particolarmente elevata. Il serbatoio è molto stretto (sembra quasi di stare su una Moto3) ed ha una capacità di 12 litri, ma come vedremo in seguito, quest’ ultimo sarà molto raramente nei vostri pensieri, dati gli irrisori consumi rilevati. Le pedane sono in posizione intermedia : non sacrificano troppo la posizione di guida, ma non sono nemmeno considerabili come ottimali per chi intende intraprendere lunghi viaggi.
Un po’ “ballerino” il parafango anteriore, che anche se fissato a dovere, necessiterebbe di un’ulteriore staffa di fissaggio per evitare le eccessive vibrazioni che possono dare fastidio quando si guida su strade con asfaltatura non ottimale. Concentrandosi sui dettagli, si notano le rifiniture un pochino plasticose, ma è comunque “sincera” nel complesso. Da migliorare inoltre la serratura del piccolo vano sottosella.
Motore
Il motore della piccola spagnola è l’ormai collaudato Minarelli 125cc 4tempi e 4 valvole raffreddato a liquido, che equipaggia anche la sportiva Yamaha R125 e la naked di pari cilindrata Yamaha MT 125.
In quanto ad affidabilità e consumi i dati sono assolutamente ottimali : la Rieju è davvero in grado di farvi dimenticare l’ultima volta in cui avete fatto benzina, arrivando a sfiorare quota 40 km percorsi con un solo litro di carburante con un utilizzo relativamente tranquillo.
Le prestazioni sono quelle che si può aspettare da un 125cc 4 tempi di moderna concezione : scordatevi dunque le ultraprestazionali 2 tempi anni ’90, ma in fondo 15 cavalli (11kw) sono ciò che la normativa italiana e comunitaria impongono come limite invalicabile per quanto concerne motociclette conducibili con patente A1 o B. L’erogazione del motore è molto (forse troppo) regolare, senza particolari differenze o strappi ad ogni regime di giri. Considerando che si tratta di un monocilindrico, le vibrazioni non sono invece intensamente avvertibili.
La necessità di disporre di più cavalleria, specialmente ad alti regimi, è evidenziabile quando si incontrano pendenze degne di nota.
Avete presente il tipo di guida ottimale da utilizzare con i kart a noleggio? La strategia per andare forte in quella situaizone è equiparabile a quella da adottare a bordo della RS3 NKD. Naturalmente in circostanze di questo tipo bisogna cercare di non fare scendere la lancetta del contagiri sotto il range ottimale, ma le alternative per mantenere la Rieju RS3 allegra le alternative sono 2 : sfrizionare come dannati in uscita di curva (No, non l’abbiamo fatto…), oppure cercare di frenare il meno possibile, mantenendo una velocità di percorrenza in curva più elevata consensita dalle caratteristiche del mezzo. La velocità di punta si aggira attorno ai 125-130 km/h, ed il limitatore è posto a 10.000 giri, mentre occorrono circa 13 secondi per portare la Rieju da 0 a 100 km/h.
La moto è decisamente robusta anche dal punto di vista meccanico: dobbiamo confessare che la moto ha avuto un piccolo incidente, una innocente scivolata causata da una distrazione di terzi, ma non ha battuto ciglio.
Pur con qualche graffio, il manubrio segnato e senza il tastino dello starter, la moto ha continuato a funzionare regolarmente senza alcun problema.
Ciclistica ed impianto frenante
Naturalmente, dimensioni e peso contenuti della monocilindrica spagnola non richiedono dotazioni ciclistiche di particolare pregio, specialmente se associati alle tipologie di utilizzo predisposte per la motocicletta in questione. La sensazione è comunque di un impianto frenante sufficiente fino ad un certo punto : al di sopra dei 90 km/h circa, la potenza frenante del disco singolo anteriore da 300mm e della pinza a doppio pistoncino non appare mordente come ci si potrebbe aspettare, sebbene la modulabilità complessiva della frenata sia tutto sommato buona. Discorso diverso invece per il posteriore, che con il disco da 220 mm di diametro assicura una frenata sicura in qualsiasi circostanza. Da segnalare l’impossibilità di installare un impianto ABS, che rende la Rieju meno appetibile rispetto alle concorrenti dotate di impianto di serie.
La forcella rovesciata Paioli da 41mm è di buona fattura, anche se un po’ troppo morbida se sottoposta ad una guida eccessivamente sportiva e priva di possibilità di regolazione. Il forcellone, come già anticipato prima, è in alluminio e appare quasi sovradimensionato. Il monoammortizzatore è regolabile nel precarico, permettendo di trovare un buon setting almeno per quanto riguarda il posteriore della motocicletta. In generale, la moto tende a scomporsi abbastanza se utilizzata al limite, ma è sincera e prevedibile nelle manovre ordinarie.
La moto è gommata con Michelin Pilot Sporty nelle misure 100/80 anteriore– 17 anteriore e 130/70 – 17 posteriore : misure che confermano la predisposizione all’agilità assoluta, più che la stabilità a velocità di percorrenza elevate. Probabilmente, il comportamento del mezzo sarebbe diverso con una sezione delle gomme maggiorata, sia all’anteriore che al posteriore, cosa che porterebbe di sicuro un appoggio maggiore e darebbe alla ciclistica un “rallentamento” delle reazioni.
Per chi? Dove?
Naturalmente il settore di pubblico interessato all’ acquisto della RS3 è composto dai titolari di patente A1, che potrebbero trovare una valida alternativa anche in termini di prezzo (solo 3700€ il prezzo di listino) alle altre naked di pari cilindrata (KTM Duke 125 – 4200€ / Yamaha MT-125 4100€). Come preventivamente anticipato, il fatto che la sella sia abbastanza rialzata rispetto al suolo (84,5 cm), esclude gran parte del pubblico di statura non particolarmente elevata.
Gli utilizzi ottimali del piccolo monocilindrico spagnolo possono essere molteplici, ovviamente escludendo lunghe tratte extraurbane per via dell’ impossibilità di mantenere una velocità di crociera adeguata e la totale assenza di protezione aerodinamica. L’utilizzo a 360 gradi è confermato anche dalla leggerezza che si fa sentire soprattutto in città, così come la compattezza in termini di larghezza, la quale permette di sgusciare senza problemi in mezzo al traffico dell’ora di punta. La motocicletta non disdegna avventure montane, con il motore che spinge regolarmente e senza esitazione anche su strade con pendenze importanti.
Oltre alla colorazione “Rieju Racing Team”, sono disponibili le varianti Green e Orange, con il prezzo di partenza invariato, fissato a 3700€ franco concessionario.
Conclusioni
Per concludere, possiamo dunque considerare la RS3 125 NKD come una buona prima moto, sincera nella sua componentistica di base, perfettamente a livello della diretta concorrenza, salvo qualche miglioria apportabile a livello di impianto frenante.
Pregi : Consumi irrisori / Leggerezza assoluta / Prezzo Competitivo
Difetti : Finiture non di classe / Impianto frenante non adeguato (anteriore) / Assenza ABS

Nicolò Modena





