La Twingo è stata fin dalla sua prima apparizione sul mercato come la vera citycar intelligente. La prima versione della piccola francese, aveva portato le forme da monovolume anche sotto i quattro metri con soluzioni per l’abitabilità poi adottate dalla stragrande maggioranza dei costruttori. La seconda generazione aveva sacrificato questa indole geniale sull’altare delle economie di scala diventando più uniformata alla concorrenza perdendo personalità. La Twingo III torna a proporre soluzioni che diverse. Un ritorno ad una soluzione tecnica abbandonata molto tempo fa quella del motore al posteriore che ha permesso ai tecnici francesi di avere uno spazio abitativo ed una agilità unica pur restando abbondantemente sotto i 4 metri. A dire il vero quando abbiamo visto il piccolo coperchio del motore al posteriore, mentre il responsabile di Renault Italia ci consegnava le chiavi, nella nostra mente ormai matura, è apparsa tutta la nostra giovinezza passata a scorrazzare su piccole ed improbabili supercar da motore posteriore da 650cc. Un immagine che ha prodotto un sorriso che difficile provare quando ti danno le chiavi di una Citycar.
Aprire la porta della Twingo III Lovely 0.9 SCE, ci si trova davanti ad un bel sedile di guida profilato con poggiatesta integrato di tipo sportivo. La seduta regolabile in altezza con il volante piatto nella parte bassa può essere regolato per avere un posto guida sia alto per avere visibilità sulla strada che basso per avere gambe semidistese con postura comodamente sportiva. La Plancia ha uno stile giovane e frizzante. La disposizione dei comandi viaggia a due velocità. Dove i progettisti Renault hanno avuto mano libera i comandi sono tutti posizionati in modo impeccabile soprattutto si sistema multimediale nel centro della plancia, dove invece hanno dovuto cedere alle economie di scala, ci sono cose da rivedere come il comando per la radio esattamente nascosto dalla razza del volante oppure le prese USB/AUX non illuminate. Stesso discorso per la strumentazione di bordo. Davanti al conducente un grosso tachimetro con un piccolo display che ha le informazioni essenziali per il conducente. Non c’è il contagiri, per cambiare marcia ci si affida all’indicatore. Noi abbiamo provato a rispolverare il nostro assopito senso dell’udito per cambiare come si faceva una volta ascoltando il motore.
Al centro della plancia invece c’è l’ottimo R-Link. Un sistema veramente ben fatto. Schermo grande, nella videata principale ci sono tutte le informazioni. Sulla destra c’è la mappa del navigatore con le sue funzioni, sulla sinistra ci sono le indicazioni sul tipo di musica che si sta ascoltando, e un po più in basso il sistema DrivingEco2. Ognuno di queste funzioni può essere utilizzata in modo dettagliato con pochi tocchi tutti intuitivi. Il navigatore si è dimostrato funzionale e preciso nelle sue indicazioni. l’impianto stereo molto piacevole all’ascolto, può consentire di usare la radio sia normale che digitale, si possono usare proprie fonti con le prese USB, ma anche importare foto e video. Si può gestire il telefono con un semplice tocco del sistema. Particolare attenzione va data all’DrivingEco2. Una funzione che permette di monitorare la condotta di guida e controllare nel minimo dettaglio i consumi dando voti in centesimi la conducente. Abbiamo scoperto che il nostro piede può essere sia pesante, ma anche inaspettatamente leggero come una fata. In basso c’è il condizionatore. Si tratta di un impianto semplice, e di tipo manuale. Non brilla per potenza e costanza nel mantenimento del clima di bordo. I materiali per la plancia come gli arredi degli interni sono di plastica dura, diffusi per la verità su tutti i modelli di questa fascia di mercato. La finitura superficiale è almeno di buona fattura, tende a nascondere alla vista la rigidezza del materiale sottostante. Gli inserti di materiale lucido appaiono sicuramente piacevoli, ma temiamo per la resa nel tempo della vernice lucida superficiale.
Le dimensioni ridottissime, farebbero pensare ad una capienza limitata per i passeggeri. La disposizione meccanica ha consentito di avere uno sfruttamento degli spazi molto ben calibrato. Davanti si sta molto comodi, dietro c’è posto in abbondanza per due persone. La Renault è stata pessimista nell’omologare la Twingo III per quattro persone, poteva starci anche un terzo passeggero anche se sacrificato. Purtroppo lo spazio sfruttato per gli occupanti, ha tolto un volumetria al bagagliaio che appare un po modesto. Migliora abbattendo i sedili ma rimane comunque abbastanza piccolo. Uscire da parcheggi angusti con questa Twingo è veramente facile. La visibilità anteriore e perfetta, quella dietro non teme il montante posteriore. Si vede benissimo. La Renault in un eccesso di zelo, molto apprezzato, ci ha dotato la sua piccola di sensori di parcheggio e telecamera posteriore. E’ veramente facile muoversi in città parcheggiando in un fazzoletto di spazio senza mai toccare parti di carrozzeria.
In strada la Twingo è contraddistinta da un buon set up che riesce a tenere a bada in modo abbastanza buono tutte le asperità anche quelle più secche. Un ottimo lavoro fatto dai tecnici francesi considerando che di solito il motore che poggia sull’asse posteriore da sempre degli scossoni ai passeggeri dietro che sulla Twingo III sono ridotti al minimo. Il motore non ha una voce fastidiosa, anzi quello che arriva dalla zona posteriore è un rombo sommesso tanto che abbiamo fatto fatica ad usare l’orecchio per cambiare marcia in modo efficace. Il piccolo tre cilindri ha una voce soffusa, ma anche la sua potenza non è il massimo. 70cv sono un po pochini. La Twingo è sufficientemente agile in città, ma pretendere scatti felini e accelerazioni brucianti al semaforo non ha senso con questa potenza. Anche la ripresa ne risente, basta una leggera salita dove per riprendere la Twingo dopo un calo di velocità va usato il cambio, anche scalando due marce. Per chi ha necessità di fare spostamenti importanti anche intercity meglio optare per la più potente versione TCE da 80cv.
In ogni caso almeno l’uso intenso del cambio è piacevole. Il comando è fluido, e ben tarato nei rapporti. Si fa anche strapazzare senza esitazioni. Discorso diverso per i freni che hanno un funzionamento un po ad interruttore, una prima parte di corsa del pedale un po leggera per poi diventare pure troppo intensa con un intervento deciso dell’ABS appena si pesta più forte. Lo sterzo merita un discorso assestante. Il comando è leggero, ma soprattutto la Twingo III ha una sterzata spettacolare. La citycar Renault gira su se stessa. Ogni valutazione che verrebbe fatta in velocità sia per precisione che per prontezza piuttosto che per progressione viene in secondo piano non appena si apprezza la possibilità che offre il comando per disimpegnarsi negli strettissimi vicoli dei centri storici delle nostre città. Non c’è vicolo dove non si entra, non c’è strada abbastanza stretta dove non si fa inversione, non c’è parcheggio anche di pochi centimetri più grande della vettura dove non si parcheggia.
La pigrizia del motore, non consente nemmeno lontanamente di pensare di andare in collina ad andarsi a cercare divertimento in curva. Ma visto che siamo appassionati di motorsport e sappiamo che la Renault ha una versione R1 della Twingo III anche con poca potenza siamo andati a verificare l’ottimismo della casa francese. Il motore posteriore e la trazione posteriore non hanno nessun effetto sull’equilibrio generale per il telaio. La trazione con questa dote di potenza non manca mai, anche volendo scomporre per gioco il posteriore la Twingo si muove ma non in modo eccessivo. Il retrotreno si siede sotto il peso del motore e si scarica troppo l’avantreno cedendo inevitabilmente al sottosterzo. Se si insiste veramente tanto il controllo di stabilità entra in gioco in modo invasivo fermando ogni tentativo di sbandata e di divertimento.
I costi di questa Twingo sono bassi. Abbiamo tenuto una guida tranquilla anche perchè con 70cv non aveva senso andare a cercare prestazioni che non c’erano. Con questo stile di guida sfruttando un po di coppia ai bassi regimi che il motore dispone secondo il sistema DrivinEco2 abbiamo percorso un ottimo 15,6 Km/l effettivi. Un risultato eccellente considerando che si tratta di un motore a benzina. Il “professor” DrivinEco2 ci ha dato voto 9/10 per utilizzo acceleratore, 9/10 per utilizzo freni, e ci ha bacchettato per il nostro orecchio con un 7/10 per utilizzo cambio, se avessimo usato le freccette sul computer di bordo per cambiare avremmo fatto ancora meglio sul consumo, il 16 al litro non era impossibile. La Twingo Lovely SCe 0.9 con un bel colore Bianco Dreams in nostro possesso era dotata una ricca dotazione di accessori che comprendeva anche il Parking Camera, R-Ling evolution con radio DAB e Navigatore, Volante e pomello cambio in materiale ecopelle molto ben fatto e piacevole al tatto. La dotazione di sicurezza prevede la solita batteria di Airbag, e i controlli per la sicurezza attiva come ESP tarato per intervenire per ogni condizioni di emergenza. Con questo allestimento la Twingo raggiunge il prezzo di 12.425 Euro. Un prezzo che per quello che riesce ad offrire questa vettura soprattutto per la sua vocazione spiccatamente cittadina e il suo modo di muoversi agevolmente in questo contesto non è affatto salato, ma in linea se non più conveniente rispetto alla concorrenza.
Daniele Amore






