Ammetto che è stato difficile per me, cresciuto a pane e 2 tempi, cedere alla tentazione del provare una moto completamente elettrica. Col senno di poi, sono sempre più convinto del fatto che non si possano giudicare cose senza nemmeno provarle.

Per ovviare il problema, Zero Motorcycles, la cui sede europea è ad Alkmaar (Paesi Bassi) ci ha recapitato una Zero FXS MY 2016, che abbiamo avuto interamente a nostra disposizione per più di 2 settimane.

Il marchio americano, di cui abbiamo già parlato qui , è praticamente l’unico costruttore momentaneamente presente sul mercato dell’ elettrico con produzione in scala ed un range di modelli diversificati e dal prezzo relativamente accessibile. Da una piccola start-up creata nel 2006, Zero Motorcycles è giunta a festeggiare il proprio decimo anniversario nel corso del 2016, occupando più di 150 dipendenti e risultando una realtà consolidata e conosciuta a livello mondiale, anche per l’estesa rete di vendita.

Aspetto e Sensazioni

A primo impatto la FXS si presenta come un motard vero e proprio, snello e slanciato. Un po’ lungo il codino, mentre l’ assenza di ingombro del serbatoio è compensata dalla carenatura avvolgente il pacco batterie, il quale dunque è posizionato proprio dove si troverebbe il motore per una motocicletta termica.

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Le finiture sono piuttosto spartane, in generale la qualità dei dettagli e delle plastiche è incentrata più sulla funzionalità, che sull’ accuratezza estetica. Il design del faro anteriore è semplice ma efficace, con due classici bulbi tondeggianti. In generale, la qualità percepita è comunque accettabile, soprattutto ricordando che si tratta di un motard, e che dunque non abbia bisogno di particolari accuratezze stilistiche.

Il cruscotto è ovviamente elettronico e retroilluminato di un blu acceso, inoltre offre ampie possibilità di personalizzazione tramite la APP Zero Motorcycles, di cui avremo modo di trattare approfonditamente in seguito. Le informazioni raffigurate sullo schermo sono molteplici e spaziano dalla classica velocità, alle utili indicazioni riguardo al rigenero della batteria.

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La posizione di guida è prettamente motardistica, senza tanti compromessi. Ciononstante, un eventuale passeggero non è eccessivamente scomodo, se per brevi tratte (si tratta pur sempre di un supermotard, no?). I 134 kg non sono eccessivi, considerando anche che le batterie non sono propriamente tra la componentistica più leggera in assoluto.

Motore

Il discorso relativo al motore è un punto molto delicato. Facile trovare spunti favorevoli ed allo stesso tempo caratteristiche assolutamente incompatibili con i propri gusti. Inizialmente, è stato piuttosto difficile abituarsi alla totale assenza di sound, forse anche perchè il precedente test di Giornalemotori è stato con l’esuberante GSR 750 SP by Yoshimura; saranno contenti i vicini di casa…

L’assenza di un motore termico, non così semplice da digerire soprattutto per le “vecchie” generazioni di smanettoni, porta con sè anche numerose migliorie per la guida. Dimenticatevi fastidiose vibrazioni, ma soprattutto dimenticatevi l’assenza di coppia: la FXS ne ha a volontà!

Onestamente mi sarei aspettato un effetto on-off molto marcato, tipico di altri mezzi elettrici provati in precedenza, invece il comando gas della FXS è perfettamente tarato e dimostra grande linearità.

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Attraverso la propria cartella stampa, Zero definisce la FXS come “supermoto sotto steroidi” e non ha proprio tutti i torti; i 95 Nm di coppia sono la cosa più sorprendente che ci si potesse aspettare, con uno scatto da 0 a 100 km/h in poco più di 3 secondi la “piccola” americana è in grado di seminare il panico al semaforo, lasciando indietro motociclette con molti più cavalli.

 Come probabilmente già saprete, una caratteristica chiave dei motori elettrici, di cui ci siamo occupati anche qui, è la disponibilità di coppia a da subito, che di conseguenza li rende praticamente imbattibili in accelerazione.

Lo “Z-force”, nome del motore che spinge la FXS, nonostante i “soli” 44cv (33 kw) è quindi in grado di sorprendere anche i motociclisti più esperti, essendo inoltre adatto ai neofiti, in quanto rientra perfettamente nel limite di 35 kw imposti dalla patente A2.

La FXS prevede la possibilità di intercambiare tra 3 distinte mappature con facilità, grazie alla presenza del tasto ”Mode” sul blocchetto destro del manubrio. Si può cambiare mappatura anche mentre si sta circolando, e le mappature trasformano letteralmente la moto in 3 diversi modelli.

In versione “ECO”, la Zero resta più contenuta, eroga meno coppia e raggiunge una velocità massima inferiore. Ciò permette di aumentare il range di chilometri percorribili con una ricarica, senza comunque sacrificare troppo la spinta.

Nella modalità “SPORT”, invece, la FXS si trasforma invece in un silenziosissimo motard dall’ accelerazione fulminea e dalla top speed di oltre 130 km/h. Altrettanto fulminea, però, è la discesa della percentuale di ricarica, data anche la quasi totale assenza di freno motore (“engine regen”) in questa modalità.

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Come precedentemente anticipato, la personalizzazione della FXS è fortemente incentivata, soprattutto grazie all’ applicazione “Zero Motorcycles” disponibile gratuitamente da Apple Store e Play Store. Tramite l’ app, si possono infatti regolare (tramite Bluetooh) con un tocco i valori di velocità massima in mappatura “ECO”, oltre a personalizzare interamente la terza ed ultima mappatura disponibile, ovvero la “CUSTOM”.  La personalizzazione include i valori di velocità massima, percentuale di coppia a disposizione, ma soprattutto l’ impostazione dei valori di “Engine  regen” e “Brake regen”. Questi ultimi termini si potrebbero associare nella comune denominazione di freno motore, e permettono  di rivoluzionare modalità di guida ed allo stesso tempo la durata della carica.

Il tasto dolente della FXS rimane però l’ autonomia : se si spinge seriamente, si fatica ad arrivare ai 65 km di percorrenza. A testimonianza del fatto che ci sia ancora da investire in questo campo, va considerato inoltre che i tempi per una ricarica completa si aggirano attorno alle 8 ore. Attualmente, la FXS non è infatti provvista dell’ accessorio per ricarica rapida alle colonnine (e deve essere dunque ricaricata in casa con un comune attacco 220 V), a differenza di altri modelli della gamma Zero Motorcycles.  Ad ogni modo, “giocando” con le varie mappature ed impostazioni di recupero energia tramite il freno motore, il chilometraggio percorribile con un’ unica ricarica può anche sforare gli 80 km, considerando inoltre come pendenza e velocità sostenuta diminuiscano la durata del pacco batterie in generale.

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Anche la temperatura del motore rappresenta un bel problema per la FXS: guidando allegramente (soprattutto in salita), la temperatura schizza a valori superiori a 130°, tagliando potenza e costringendo il pilota a rallentare e riportare a regimi idonei i valori. Sebbene siano presenti delle incanalature per il raffreddamento ad aria, quest’ ultima non sembra influire minimamente sui tempi di raffreddamento, che tutto sommato non sono però lunghissimi. Il vero problema consiste quindi nella velocità alla quale viene raggiunto il surriscaldamento.

Un lato assolutamente positivo è invece costituito dal risparmio su carburante e manutenzione: per una ricarica completa, è infatti sufficiente solo una decina di centesimi di euro, ed il motore è garantito dalla casa americana per 5 anni ed 80.000 km. Ad ogni modo, la manutenzione ordinaria è nulla, ed il chilometraggio massimo raggiungibile con un motore è superiore ai 300.000 km.

Sospensioni ed impianto frenante

Come riferito inizialmente, la FXS è un vero e proprio supermotard anche per quanto riguarda l’ impostazione di guida. Il forcellone è molto racing ed in generale la componentistica sembra ben proporzionata ed adatta alle caratteristiche del mezzo in questione.

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Il comparto ciclistico è composto anteriormente da una forcella Showa da 41mm, completamente regolabile (precarico, compressione, estensione) e trasmette abbastanza sicurezza anche nella guida sportiva. Spingendo su strada, risulta quasi più semplice chiudere l’anteriore, che il posteriore, forse anche per le misure atipiche degli pneumatici.

Il monoammortizzatore è anch’ esso fornito da Showa e regolabile in ogni aspetto;  generalmente il set up predefinito  inizialmente è abbastanza rigido.

Il telaio assume una conformazione anomala, poiché deve essere in grado di avvolgere completamente l’intero ingombrante pacco batterie, ma tutto sommato non rende evidenti differenze rispetto a soluzioni tradizionalmente adottate.

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L’ impianto frenante J. Juan, si rivela una piacevole sorpresa : il disco singolo da 320mm anteriore (pinza doppio pistoncino) e quello da 240mm al posteriore (pinza singolo pistoncino) sono mordenti ed allo stesso tempo modulabili. E’ importante riuscire a gestire i freni per evitare brusche inchiodate; l’ assenza di un vero e proprio freno motore altera infatti il comportamento da tenere in fase di frenata, anche se dopo un po’ ci si abitua senza particolari problemi.

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L’ ABS Bosch è invece assolutamente troppo invasivo: su un supermotard non comprendo infatti l’ esigenza di installare un impianto tanto invasivo, il quale allunga parecchio la percorrenza in frenata  ed ha tempi di intervento non fulminei. Per fortuna è possibile disinserire l’ABS agevolmente; basta infatti tenere premuti i pulsanti ADJ (cruscotto) e MODE (blocchetto sx) all’ accensione e contemporaneamente avere il cavalletto giù, per poter disattivare l’ impianto fino al successivo spegnimento della motocicletta.

La gommatura di serie per la Zero FXS è costituita da una coppia di Pirelli Diablo Rosso II nelle misure 110 anteriore e 140 anteriore. Onestamente non ho mai digerito più di tanto questo modello di peneumatico della casa italiana, e sarei curioso di provare la FXS con l’evoluzione Diablo III, la quale dovrebbe presentare numerose migliorie in termini di rendimento, soprattutto considerando una guida sportiva.

Per Chi ? Dove?

Come si comporterebbe la FXS in pista ? Innanzitutto bisognerebbe apportare migliorie al comparto pneumatici, ma anche l’ eccessivo surriscaldamento rappresenterebbe sicuramente una caratteristica non positiva.

Scartando l’ utilizzo autostradale per gli evidenti problemi di autonomia, specialmente a velocità sostenute, l’ habitat della FXS sembrerebbero essere la città ed i suoi dintorni. Ad ogni modo, l’ assoluta silenziosità della Zero potrebbe rappresentare un pericolo nel caotico e concentrato traffico cittadino.

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Pensandoci bene, non consiglierei la FXS ad un neofita, perché la gestione di gas e freno motore (riferendomi ai comandi ed alle risposte di un motore termico) sono a mio avviso fondamentali per la comprensione delle dinamiche di guida e, di conseguenza, all’ “evoluzione” del motociclista. Va sottolineato comunque che per via sono disponibili versioni da 11kw e 20kw oltre a quella oggetto della prova, omologate anche grazie al favoritismo della legislazione nei confronti delle potenze espresse da mezzi alimentati da motori elettrici. La versione guidabile con patente A1 a soli 16 anni, infatti, dimostra ben più cavalli di quelli espressi formalmente su libretto, ma viene regolarmente omologata nel limite di 11 kw.

Il prezzo, naturalmente, rappresenta inoltre un bell’ ostacolo da scavalcare. Il valore  franco concessionario della versione in prova per Giornalemotori è di ben 12.800 €, ma provate a pensare quanto a quanto abbiate speso in benzina e manutenzione ordinaria nell’ ultimo paio d’anni…

Scheda Tecnica disponibile qui : Scheda Tecnica Zero FXS 2016

PRO : Coppia a volontà / Garanzia estesa / Risparmio  sostanziale su carburante e manutenzione

CONTRO : Autonomia Limitata / Lunghi Tempi di ricarica / ABS invasivo / Prezzo elevato

Nicolò Modena

Seconda opinione: cosa ne pensa Smeriglio

Arriva la telefonata di Nicolò “Danny vieni che devi provare una cosa fighissima!” e io ovviamente come un teenager in tempesta ormonale, sapendo che si parlava di moto, mi sono fiondato da lui (siamo poco distanti, siamo fortunati).

Vedo un motardino nero, e mi viene dunque presentata la ZERO FXS come moto elettrica, molto divertente, con accelerazione paurosa e questa cosa del non sentire un rumore se non ruote che stridono e freni che lavorano disperati.

Monto sulla moto e viste le dimensioni e visto che sono abituato a motori “classici” mi aspetto non più di quello che può fare un motard di piccola cilindrata. Vengo smentito al primo semaforo quando per fare il brillante parto a tutto gas e vengo letteralmente catapultato in avanti con la sensazione che le chiappe siano rimaste ferme al semaforo.

L’accelerazione della FXS è semplicemente incredibile e devo dire che ci vuole un po per abituarcisi. Però una volta che si è preso le misure all’esuberante motore, è veramente troppo divertente lasciare di stucco i vari motociclisti che ti guardano ridacchiando sotto la visiera.

Parlando di cose serie, la moto l’ho trovata decisamente agile, facilissima da condurre e davvero molto divertente. L’unico neo sono, come detto da Nicolò, i pneumatici che non sembrano dare sempre l’appoggio che si vuole.

Dinamicamente devo dire che la moto si può migliorare: in inserimento in curva nella prima fase sembra che la moto voglia proseguire dritta, come se lo sterzo arrivasse a lavorare in ritardo. Probabilmente una geometria di sterzo non perfetta sommata ad una gomma anteriore non proprio efficacissima portano a sentire un pochino di vaghezza sull’anteriore.

Il posteriore fa quello che può, anche se avvisa all’ultimo quando sta mollando la presa sull’asfalto e quindi bisogna andarci sempre un po col piede leggero.

Guidata come un motard ci si diverte davvero tanto, ma va veramente “guidata” nel senso stretto della parola, correggendo qualche peccato dinamico che la moto commette. Concordo sull’ABS, davvero molto invasivo senza tra l’altro avendone il motivo.

Davvero un peccato per l’autonomia, io sono arrivato a fare una novantina di km sul misto di montagna, cercando in discesa con la modalità “Custom” di recuperare quanta più energia possibile. Speriamo che si arrivi a batterie sempre più performanti per prolungare il divertimento su moto di questo tipo.

Il resto per quanto mi riguarda è impeccabile: il cruscotto è molto chiaro e sempre molto leggibile, e poi per i nerd c’è veramente da divertirsi con la App che ti permette di regolare tutte le cosette che si vuole.

Nel complesso la moto è davvero ben riuscita, molto solida, robusta, performante con componentistica di buona fattura. Certo, il prezzo è un po altino, ma in linea con le concorrenti del settore e d’altronde la nuova tecnologia ha, storicamente, un costo iniziale più alto.

Possiamo dirci davvero soddisfatti, ora attendiamo un nuovo modello da provare!!!