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Test Drive | 3000km con la Giulia Blue 2.2 180cv Super, rivive lo spirito Alfa Romeo

Giulia BlueDopo che Giorgio Langella ha analizzato nei minimi dettagli dando le pagelle all’Alfa Romeo Giulia 2.2 180cv Super, anzi GiuliaBlue come ci tiene a chiamarla,  ora tocca a me raccontare l’esperienza di guida che mi ha accompagnato al volante della berlina della rinascita Alfa Romeo, per 3000km in giro per l’Italia. Inzio con fare una piccola premessa. Alla consegna della vettura, c’era a disposizione una versione 180cv con cambio automatico, full optional, già oggetto di prova da parte di altri colleghi, ed una più isolata 2.2 180cv , a cambio manuale. Come fanno i bambini all’asilo che devono convincere la maestra che non saranno monelli, ho fatto giurin giurella al mio interlocutore assicurando che il cambio automatico ZF adottato dall’Alfa Romeo è ottimo per sfruttare al meglio le potenzialità del motore, godendosi la Giulia e la sua dinamica al meglio. Poi abbiamo preso la chiave o telecomando della GiuliaBlue 2.2 180cv manuale, meno accessoriata, e nuova di zecca!

Giulia BluePrima di consegnare la Giuliablue alle sapienti mani di Giorgio, me la sono goduta per un intera giornata, su uno degli itinerari più belli di Italia sul Lago Maggiore. Sarà stato lo splendido Blue Montecarlo, con abbinati gli interni del pack lusso color tabacco, ma la Giulia non è passata inosservata. Ad ogni sosta lungo i paesini che costeggiano il lago, è stato un capannello di gente che la vuole ammirare. Anche se la bellezza sta negli occhi di chi guarda,  la Giulia è obiettivamente una gran bella macchina. La mia passeggiata lungo il Lago Maggiore procede con scioltezza, godendo appieno delle coccole che offrono i sedili in pelle. Ad un certo punto faccio una deviazione imboccando quello che sembra una bella strada piena di curve, la SP8 che da Cittiglio sale per il Valico di Sant’Antonio. Invece mi sono trovato alle prese con una speciale da Rally prestata all’uso stradale.

Giulia BlueUn cartello mi intima di avere prudenza per la mancanza di protezioni, per una sede stradale stretta, piena di curve impegnative e tornanti strettissimi con fondo sdrucciolevole.  La stazza della Giulia sembra la meno indicata per queste strade, invece la berlina Alfa Romeo danza tra le curve come una gazzella, incurante di pareti di roccia e di scarpate. Il manettino DNA in posizione Dynamic, il ditino sul tastino sotto la plancia che stacca il controllo di trazione, permette di provocare il pattinamento della ruota interna quanto basta per tenere sveglio il motore. Una volta impostato il tornante, basta accelerare con decisione, e dove normalmente ci si aspetterebbe che il retrotreno spinge fuori traiettoria il muso, la Giulia punta l’avantreno, la coda ruota intorno ad una sorta di palo immaginario piantato all’altezza del cambio. Non c’è tornante che tenga, per quanto stretto, la Giulia lo affronta con la scioltezza di una berlinetta nata per queste strade.

14650761_1270831272958043_3597230152228337684_n-1Una volta che Giorgio Langella esamina la GiuliaBlue, con tanto di pagelle che potete leggere a parte,  non resta che salutare uno dei maestri del collaudo storico dell’Alfa Romeo per poi dirigerci verso il sud e la redazione. Il viaggio verso Roma inizia con un bel tratto autostradale fatto con l’ausilio del regolatore di velocità. Un tempo che ci fa apprezzare le plastiche morbide della plancia, la qualità del confort per gli occupanti dei posti anteriori, di quelli dietro parleremo in seguito. Giunto a Bologna, alla mia destra si staglia l’Appennino. Immerso nelle nuvole basse, guardando il volante con lo stemma Alfa Romeo non resta che mandare al diavolo la variante di Valico, per affrontare le montagne attraverso la il Passo della Futa. La strada è bella, anche se viscida per la pioggia, condizione che consiglia di tenere almeno all’inizio il controllo di trazione attivo.

Hisilicon Balong
Hisilicon Balong

La velocità di percorrenza è alta, al punto che si arriva alla cima troppo rapidamente, con l’amaro in bocca tipico di un giro di giostra che termina troppo in fretta. Nella nebbia il cartello indica Firenze o Passo della Raticosa, la giornata è ancora lunga, si mette un altro gettone nella giostra e si torna verso Bologna ma questa volta senza il controllo di trazione. Ma le cose belle finiscono ancora troppo presto, ed allora ancora un altro giro affrontando uno dei passi più sottovalutati ma spettacolari dell’Appennino tosco-emiliano, il Muraglione. Nonostante ore di curve, la stanchezza non accenna a fare capolino, la GiuliaBlue è sempre più piacevole ogni metro che passa, nella discesa che ci porta verso Firenze,  mi sono divertito a giocare con il pallino della forza G laterale che si può visualizzare sul display nel quadro strumenti facendolo toccare il fondo scala posto ad 1.00 G larerali. Funzione che si può usare quando il manettino è in posizione Dynamic, su alcuni collegamenti autostradali composti da lunghi curvoni di raccordo, lo strumento ha segnato il massimo valore per più secondi segno che la Giulia è andata anche oltre il valore massimo fatto segnare dallo strumento. Viaggiando può succedere che ti capita di trovare  un riccio di castagno posizionato esattamente sulla linea bianca di mezzeria mentre affronti una curva. Per la paura di rovinare le preziose Pirelli Cinturato P7 da 18 pollici, fai un movimento repentino del volante istintivo, senza alzare di un millimetro il piede dall’acceleratore per poi osservare dallo specchietto retrovisore che il riccio di castagno è ancora esattamente dov’era senza perdere un metro di velocità di percorrenza in curva.

img_20161031_081655A questo punto la domanda è lecita, ma allora è tutto oro quello che luccica? ovviemente no! Con il passare del tempo alla guida, ci si rende conto che il motore pur avendo 180cv ottimi cavalli, ben erogati senza turbolag, mancano un di un po di cattiveria nella parte alta dei giri. In sostanza il 2.2 turbodiesel è un ottimo motore, cosuma il giusto,  ma rimane vittima dello stesso eccellente bilanciamento della Giulia che potrebbe gestire potenze nettamente superiori. Poi c’è la questione dei posti dietro. La capienza è buona, sia per le gambe che per l’altezza di passeggeri di taglia medio alta, ma ci sono problemi nell’accessibilità. Chi ha un piede più grande della media urterà  sia contro la porta che contro il sedile. Inoltre il confort per i passeggeri seduti dietro non è lo stesso riservato per quelli davanti. Se facciamo il gioco in cui mettiamo le cose migliorabili della Giulia su un piatto della bilancia, ed il suo bilanciamento, la precisione del suo sterzo, l’equilibrio tra avantreno e retrotreno, sull’altro piatto, allora questi spingeranno il peso verso il basso talmente forte che il piatto in cui si trovano le imperfezioni vola via con tutto il contenuto. A chi compra una Giulia passa per la mente solo il fatto che la maggior parte del tempo sarà lui a goderne della vettura non i passeggeri dietro. Ai guidatori inesperti la Giulia potrà sembrare anche troppo rapida e precisa, paradossalmente le reazioni potrebbero anche imporre correzioni per un uso eccessivo dello sterzo. Una volta che si impara a comprendere la Giulia,  le reazioni repentine diventano facili da comprendere anche per il sedere più insensibile e granitico, se poi proprio i sensori dei glutei sono staccati dal cervello allora ci pensa il controllo di stabilità che sorveglia come un fratello maggiore i piloti più inesperti con la massima sicurezza.

img_20161031_082110Nel restante periodo di prova abbiamo sfruttalo la Giulia nell’uso quotidiano, anche cittadino, apprezzando anche le altre funzioni del selettore DNA, come la Normal e la Advanced Economy. Anche in condizioni di traffico intenso la Giulia ha dimostrato una discreta agilità, dimostrandosi berlina adatta anche alla famiglia. Per i driver dall’animo più sportivo, l’Alfa Romeo ha messo a disposizione non solo la motorizzazione 210cv del 2.2 diesel, ma anche un pack sport che porta in dotazione sospensioni regolabili, e differenziale autobloccante meccanico Q2, per il massimo del controllo ed un divertimento ancora più marcato. Alla fine del nostro periodo di prova, dopo aver percorso quasi 3000km al volante della GiuliaBlue, al momento della riconsegna, pensavamo durante il viaggio di ritorno, all’adagio che recita “lontano dagli occhi, lontano dal cuore” per capire se casomai avessimo trascurato  qualche dettaglio criticabile rispetto al piacere di guida non trovando nulla. Ma ad essere sinceri penso che se c’è qualcuno a cui mancherà la GiuliaBlue sarà la mia signora. In cuor suo sono sicuro che starà pensando alla bella serata passata in Costa D’Amalfi, quando giunto a destinazione, il driver, che sarei io, scende frettolosamente dalla Giulia per aprire la porta in segno di cortesia. Magari starà sperando che suo marito possa restare Alfista anche se guiderà una vettura diversa da domani!

Daniele Amore

1 commento

  1. Devo dire che questa è la più bella recensione di un auto che abbia mai letto dei tuoi innumerevoli articoli. Hai scritto una poesia più che una recensione ed in ogni parola o espressione di testo hai dato modo alla mia mente di immaginarmi alla guida dell’ auto ed i paesaggi che erano intorno a te in quei momenti. Questa volta ti sei superato anche negli articoli. Congratulazioni Direttore… Peccato che nn possa permettermi una Giulia….

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