In un mondo dove sembra che le uniche auto che aumentano le quote di mercato con valore a due cifre sono le SUV e crossover, c’è una piccola fetta di clientela che sta riscoprendo le compatte sedan. Vetture quattro porte berlina, derivate da automobili compatte del segmento “C”. Dobbiamo essere sinceri. Quando ci hanno proposto di provare la Renault Megane 4 porte, che i francesi chiamano Gran Coupè, ci è venuto  da pensare al povero Laurens van den Acker che si è dovuto cimentare nella progettazione di una vettura dallo stile tra i più difficili e controversi del mercato. Non facciamo fatica ad immaginare il poveretto a con la matita sul foglio bianco con un fanstasma terrificante alle sue spalle,  quello della vecchia e mai dimenticata Fiat Duna, emblema delle vetture a due volumi con la coda brutte per antonomasia. In tutta onestà quando ci hanno detto che la Megane era Gran Coupè, con motorizzazione benzina 1.2 TCE da 130cv emblema del downsizing, abbinata al cambio EDC a 7 marce, la reazione  dopo aver inarcato un sopracciglio in segno di forte scetticismo,  è stata quella di pensare che magari fosse anche di colore Fucsia, visto l’insieme che aveva confezionato la Renault. Invece quello che ci attende è una bella ed elegante berlina quattro porte di colore Grigio Platino.

Come spesso è successo per altri modelli della casa francese, un esempio su tutte le versioni Sporter SW,  il design prende una direzione indipendente  a partire dalla porta anteriore, donando a questa Megane 4 porte un aspetto sportivo, con una coda alta,  fiancate muscolose da cui partono i fari per andarsi a collegare al centro lo stemma Renault. Il coperchio baule con un accenno di appendice aerodinamica che non guasta, si collega con un unica soluzione di continuità all’andamento del montante fortemente inclinato. Volendo azzardare un paragone con un altra vettura che condivide parte del progetto con la Renault Megane Gran Coupè, la Mercedes CLA 4 porte, è come osservare due belle donne con un elegante vestito da sera, con la tedesca che ha dimenticato di calzare i tacchi!  Salendo a bordo ci trova la classica plancia, con un design che appare come un blocco unico di plastica di buona qualità per quello che riguarda la parte superiore, mentre ci si poteva concentrare di più per la cura dei dettagli delle zone nascoste.

Il complesso dello stile,  appare molto più tristemente simile ad una plancia tipicamente tedesca che ad interni frizzanti tipicamente latini. Al centro c’è il sistema di Infotainment R-Link2, funzionale e pieno opzioni, una su tutte la già conosciuta ed apprezzata Ecodrive2. Lo spazio a bordo è buono davanti, mentre dietro si sta comodi in due, il terzo passeggero trova qualche difficoltà mentre buona sia l’accessibilità che lo spazio per la testa nonostante l’andamento del padiglione posteriore. Il bagagliaio ha una capienza discreta e può essere sfruttato abbattendo il sedile posteriore frazionato. Buona l’apertura che consente di sfruttare al meglio la capienza. La visibilità è limitata posteriormente dai montanti massicci e dall’inclinazione del lunotto, ma non mancano la solita batteria di sensori tutto intorno alla vettura e l’immancabile retrocamera. La Megane Gran Coupè in prova aveva anche la possibilità di utilizzare il parcheggio assistito in varie modalità. Su strada si rimane letteralmente colpiti dalla capacità delle sospensioni di assorbire ogni tipo di buca. Nonostante i cerchi da 18 pollici, non ci sono mai stati scossoni evidenti per gli occupanti.

Dopo aver valutato con apprezzamento il primo punto difficoltoso di questa Megane Berlina, lo stile, è venuto il momento di mettere alla prova il piccolo quattro cilindri 1.2 TCE Turbo da 130cv. Si tratta di un parente minore del già noto ad apprezzato 1.6 Turbo della Clio Rs già provata. Un  motore che a differenza della concorrenza riduce la cilindrata, ma non il numero dei cilindri. Non si tratta di un campione di premi mondiali, ma fa egregiamente il suo dovere, conservando anche un sound accettabile. Inutile come tutti i turbo di recente progettazione andare a cercare carattere nella zona alta dei giri, il motore ha molta sostanza con un andamento della coppia fluido e corposo senza turbo lag fin dai 1500rpm e rimane pressappoco costante fino a quota 5000rpm, dopo di che è inutile insistere. La Megane per affetto dei suoi 130cv si cimenta in doti di accelerazione tipiche di questo tipo di vetture ma alimentate con motori più grossi di cilindrata. Non è difficile stare intorno ai 10s per il passaggio dallo 0-100 Km/h come farebbe un buon 1.8 litri aspirato di pari potenza.

Meglio le cose vanno in ripresa, grazie all’azione del cambio automatico EDC con sette rapporti. Qui viene da trattare il terzo argomento scomodo. Il cambio automatico si sposa alla perfezione con questa versione della Megane. Si adatta alle esigenze del conducente,  unico vero ed intollerabile neo, la mancanza delle palette al volante. Troppo spesso ci siamo trovati ad agire a vuoto alle spalle delle razze andando a cercare di cambiare marcia soprattutto nella modalità di guida Sport. Attraverso il tablet centrale della plancia, si può optare come per gli altri modelli di Megane delle diverse modalità di guida. Quelle più gettonate sono la Confort, e la Sport dove la risposta dell’acceleratore e del cambio si fanno più nette, ed il volante diventa più consistente ma non migliora più di tanto in risposta ne in precisione.  Nella modalità ECO il motore va in save fuell, addormentandosi un po troppo. Infine ci sono due modalità una Neutral, ed una interessante Perso che consente di abbinare alcune caratteristiche della sport con la modalità confort,  molto apprezzata.

Su strada viene confermato quando detto con le due versione Berlina 5 porte e Sporter SW provate in precedenza, soprattutto c’è la conferma che tra le due provate con cerchi da 17 pollici la prima e la 18 pollici  la seconda, anche questa Gran Coupè dal il meglio di se optando per i cerchi da 18 pollici. Con questa configurazione ha migliorato una certa pigrizia dell’avantreno. In sostanza la Megane in curva trova sempre il suo appoggio con un certo ritardo, ma rimane comunque sicura e  facile da guidare per ogni conducente. Nel momento in cui si insiste nel cercare una prestazione che non è nelle corde di questa bella e confortevole berlina, il massimo che si può ottenere è quello di avere un moderato e controllabile sottosterzo. In aiuto dei driver più esperti il dinamismo della coda,  meno nervoso che sulla Sporter,  ma sicuramente più dinamica ed incline a migliorare l’inserimento in curva che la berlina 5 porte.

Parlando di costi,  ed in particolar modo dei consumi bisogna dire che essendo un turbo benzina, i consumi variano a seconda di come si usa l’acceleratore. In condizioni ECO, si possono anche fare ottimi risultati di 15Km/litro, ma in sport la percorrenza scende in modo abbastanza netto portando la media complessiva ad un ottimo comunque 12km/litro misto. Parlando di dotazioni la Megane Gran Coupè 1.2 TCE Intens, è dotata di tutto quanto possibile come cerchi in lega Grand Tour, molto belli, clima bi-zona con  bocchette anche per i sedili posteriori, easy access II, R-Link2, Multi-Sense, Retrovisori Ripiegabili elettricamente, Selleria in misto velluto, Sensori e telecamera posteriore, tetto panoramico in vetro, e sistemi di sicurezza come il vision system. In più in dotazione optional erano presenti,  Pack Easy Life, portabagagli con apertura automatica, sensori presenza veicoli nell’angolo morto, Cruise control attivo con mantenimento della distanza e frenata di emergenza. Il tutto per una cifra di 28.000 euro che possono solo scendere a seconda del livello di accessori che si decide di scegliere. Un prezzo che considerato il maggiore appeal estetico, e la differenza di finiture che non ha nulla da invidiare alla sopracitata concorrenza tedesca, giustifica appieno la scelta della Megane Grand Coupè Intens. Il blasone di un marchio importante a volte non vale la differenza di prezzo, se le qualità sono queste dimostrate dalla elegante e dinamica berlina della Renault non è detto che vale la pena spendere gli euro in più richiesti.

Daniele Amore