Test Drive | Mazda CX-5 2.2 Skyactiv-D 175cv 4wd Exclusive

Se c’è una certezza nel mondo dell’auto è quella che ogni volta che i designer Mazda mettono mano ad uno dei loro modelli non importa quanto già riuscita la linea di base, trovano sempre un modo per migliorarla, una cosa tutt’altro che scontata. Gli stilisti della casa giapponese fanno sembrare facile come bere un bicchiere d’acqua disegnare belle auto. La Mazda CX-5 nella sua versione top 2.2 Skyacitiv-D 175cv 4WD Exclusive nel suo classico Soul Red, mostra un nuovo frontale pieno di carattere, con fiancate snelle, andar in giro con questa SUV, è un continuo susseguirsi di teste che si girano a guardarla. Il vento del rinnovo ha coinvolto anche il design degli interni, con questa versione della CX-5 più moderni e confacenti allo stile del resto della gamma.

Il posto guida è quasi perfetto, il baricentro è alto come in tutte le vetture di questa categoria, ma la posizione di guida è corretta, regolabile elettricamente in tutte le posizioni sia per la seduta che il volante che rimane sempre verticale, sportivo come la berlina ad alte prestazioni. I materiali della plancia sono di ottima fattura, bello l’accostamento cromatico dei vari inserti di diverso tipo che compongono gli arredi, particolare plauso va ai rivestimenti in eco-pelle di colore chiaro. Di solito siamo sempre molto scettici su questo tipo di colore per la selleria, ma quella adottata dalla Mazda sembra essere molto resistente all’usura del tempo. Al centro della plancia il sistema di infotainment anche questo omologato alle altre vetture della gamma Mazda. Il sistema appare completo nelle sue funzioni, con navigatore, e la possibilità di usare fonti esterne attraverso le prese USB. A dire la verità, unico neo ad un sistema completo e funzionale, è la piccola dimensione dello schermo rialzato sulle bocchette di areazione.

Uno dei punti di forza del sistema che non sembra accusare il trascorrere del tempo, è la sua interfaccia grafica, con il comando mouse sul tunnel centrale uno dei più comodi e facili di usare in assoluto. Per quanto gli stilisti giapponesi abbiano resto snella la linea esterna, comunque la Mazda CX-5 trae giovamento della dimensioni piuttosto importanti per avere una abitabilità eccellente per quattro persone adeguata anche al trasporto di un eventuale quinto passeggero. Buona anche la capienza del bagagliaio con una capacità di stivare 500 litri che possono diventare anche 1620 litri nel momento in cui si frutta al meglio la versatilità offerta dal divano posteriore abbattibile. Su strada la Mazda CX-5 scivola in modo confortevole, il rumore del motore è appena percepibile anche a velocità autostradale e le sospensioni hanno una ottima capacità di assorbimento grazie anche agli pneumatici con spalla alta. Qualche leggero scossone solo quando si affrontano scalini secchi o buche profonde.

Il motore sotto il cofano della SUV media giapponese, è il classico 2.2 litri turbodiesel dotato di tecnologia Skyactiv-D. Un motore che eroga 175cv a 4500 giri/minuto, con una coppia di 420Nm a 2000 giri/minuto. Un propulsore che abbiamo già imparato a conoscere quando abbiamo provato la Mazda 6. La precedente esperienza con la tecnologia Skyactiv-D ci ricorda come per svegliare i cavalli, il driver deve essere assolutamente certo di volere la massima prestazione spingendo senza mezzi termini sul pedale del gas.  Sarà che abbiamo già esperienza con questa tecnologia, sarà una maggiore influenza della modalità sport,  ma il motore su questa CX-5 appare decisamente più volenteroso, finalmente esce fuori anche un po di carattere cosa che era mancato sulla Mazda 6 provata all’epoca. Le prestazioni possono giovare del peso contenuto. La massa di 1600Kg, consente ai 175cv di fare un figurone. Una prova di partenza semaforo, fa pensare che l’accelerazione dichiarata dalla Mazda per un passaggio sullo 0-100 Km/h di 9 secondi netti sia un po pessimista, il SUV giapponese può fare leggermente meglio se spinto senza esitazioni ed il cambio automatico vero limite di questo propulsore collabora a dovere. Il cambio è un classico automatico a convertitore di coppia. Un comando che stona in modo evidente rispetto alla restante tecnologia di altissimo livelli,  tanto fluido nell’uso urbano e confortevole quanto inadatto ed impacciato nella guida sportiva anche nella modalità sport.

Il comportamento stradale registra fin da subito un certo affaticamento dell’impianto frenante nel momento in cui si decide di affrontare una bella strada piena di curve. Il baricentro alto tipico dei SUV, ha come difetto quella di provocare una certa incertezza nella prima fase di sterzata, e la CX-5 non viene meno purtroppo a questo concetto. La tecnologia  G-Vectoring Control prova a dare una mano al conducente ma con un leggero ritardo. La vettura giapponese una volta che trova il suo appoggio laterale però appare sempre sicura, restando decisamente salda durante un curva, consentendo di avere spostamenti di carico molto dolci e controllati nella fase di appoggio laterale.  Forzando la mano  fa capolino un leggero sottosterzo, ma nel momento che il driver pensa di correggere alleggerendo il piede sull’acceleratore, manovra naturale per la correzione del fenomeno anche da parte di guidatori meno esperti, ci si accorge dell’intervento della trazione 4WD la quale provvede da sola a ritrovare l’equilibrio generale reindirizzando parte della trazione sulle ruote posteriori. Nel momento in cui l’avantreno viene decurtato di parte del suo lavoro, recupera la traiettoria in modo naturale, anche un driver non particolarmente esperto avverte chiaramente il lavoro fatto dalla coda della vettura nell’aiutare l’avantreno.

Un lavoro eccellente della tecnologica i-Activ trazione integrale on-demand di tipo attivo che attraverso l’utilizzo di ben 27 sensori in grado di monitorare 200 volte al secondo le condizioni di guida, prevedendo le condizioni del fondo stradale, rilevando i minimi slittamenti delle ruote per mantenere la stabilità del veicolo, ed infine gestendo ottimamente ed in maniera del tutto automatica la coppia motrice tra assale anteriore, consente al driver di affidarsi al completo intervento del sistema per correggere la perdita di equilibrio. In effetti verso la fine della nostra prova, c’era un po di rammarico per non aver trovato condizioni da bagnato lungo il percorso. Proprio quando aeravamo in procinto di lasciare la vettura al parcheggio per finire il nostro test su strada, una goccia di pioggia, entra dritto nel colletto della camicia infilandosi lungo la schiena. Come un bimbo che scopre una giostra nuova in un parco giochi già conosciuto, risaliamo a bordo per provare lo stesso percorso con la pioggia. Il comportamento della CX-5 conferma in condizioni scivolose la sua efficienza, anche quando il telaio va in crisi per il fondo viscido gestisce al meglio la trazione restare sempre in sicurezza. Un conducente con una certa esperienza di guida,  in queste condizioni riesce a far lavorare l’intero sistema secondo la sua volontà, asservendo il lavoro dell’elettronica alle proprie esigenze, non senza provare un certo divertimento alla guida.  Se proprio le cose dovessero diventare difficili allora ci sono anche i soliti controlli come ESP a fare da balia.

Per quanto la tecnologia Skyactiv-D si possa impegnare a tentare di tenere bassi i consumi quando si ha a che fare con una carrozzeria tipo SUV anche se leggera contraddistinta da una trazione integrale che anche se di tipo on demand, i suoi interventi anticipati per migliorare la tenuta non solo la trazione,  appare comunque esosa nella sue richiesta di gasolio.  In ogni caso anche così appare buono il lavoro della tecnologia giapponese se non ci fosse un lavoro certosino sull’efficienza il risultato di 13Km/litro nell’uso misto sarebbe stato nettamente peggio. Per coloro che stanno storcendo il naso al valore dei consumi basta pensare che questa trazione 4WD così come concepita, anche se solo una volta nella vita dell’auto dovesse tirare via dagli impicci il conducente e gli occupanti, giustifica in toto la sua maggiore richiesta di carburante. Detto questo, la sicurezza a bordo è garantita anche da una serie di sistemi di aiuto, come l’avviso di superamento della corsia, il monitoraggio dell’angolo cieco, il cruise control attivo ed adattativo, ed il rilevamento della stanchezza del conducente. Nel suo allestimento Top di gamma, la Mazda CX-5 2.2 Skyactiv-D 175cv Exclusive costa tutto compreso 39.850 Euro, una cifra nettamente inferiore alla migliore concorrenza, e che ha dalla sua il fatto che può solo essere più bassa nel momento in cui si sceglie un altra versione con un altra motorizzazione.

Daniele Amore 

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