Porsche | Difficoltà in Scandinavia per la Mission E, la prima 4porte elettrica

Uno dei problemi che gli automobilisti comuni devono affrontare quando scende l’inverno rigido in modo improvviso è quello di trovarsi all’improvviso con la batteria di avviamento la mattina, morta! Ebbene i produttori di auto soprattutto da quando cimentano nella tecnologia delle auto elettriche devono fare i conti con l’affidabilità delle batterie, soprattutto per quelle di ultima generazione. La Porsche lo sa bene e per la sua Mission E, la berlina 4 porte dal piglio sportivo che dovrebbe andare in produzione per il 2020 con trazione completamente elettrica, ha scelto come luogo test la scandinavia che in questo periodo si trova a parecchi gradi sotto zero. Il risultato è stato che la vettura durante le fasi di collaudo e rimasta appiedata.

Ricordiamo che la Mission E, ha una tecnologia con due motore elettrici per una potenza da 600cv ed un autonomia di 500Km, ma con un autonomia di 400K ottenibili in soli 15 minuti tramite un sistema di ricarica rapida a 800 Volt. Il fatto che sia rimasta ferma nella neve ed ha dovuto farsi trainare da una vettura appoggio Cayenne non è un dramma. Si tratta pur sempre del primo modello puro di casa Porsche, ed ha già dimostrato le sue doti velocistiche e telaistiche sulla pista del Nurburgring. In ogni caso non si torna indietro, la Mission E rappresenta la prima della Premium Platform Electric, sviluppata in collaborazione con i cugini dell’ Audi. Siamo assolutamente certi che le difficoltà iniziali non rallenteranno il progetto Porsche, sicuramente ne rafforzerà la determinazione di arrivare sul mercato puntuali, ed in modo assolutamente efficiente per soddisfare una delle clientele più difficili in assoluto.

Daniele Amore

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