Questa prova su strada rappresenta la nostra seconda tappa nel mondo Hybrid di Lexus e Toyota grazie alla collaborazione con i concessionari del brand giapponese di Bologna e Firenze. La vettura in prova è una CT200h Executive la risposta premium di Lexus alla difficile concorrenza che si presenta in uno dei segmenti di mercato più difficili ed affollati d’Europa. La compatta giapponese si è rinnovata aggiornando alcuni dettagli estetici come i nuovi gruppi ottici dal disegno più accattivante con tecnologia led e la calandra rivista che insieme all’andamento del fascione paraurti riprende in parte lo stile a clessidra già visto sul suv Nx, gia oggetto di prova. Pur conservando un design decisamente più conservativo la CT200h denota una certa sportività, bassa e con una impronta a terra decisamente dinamica.
Nell’abitacolo, i tecnici giapponesi si sono concentrati su un lavoro di aggiornamento tecnico che ha coinvolto il navigatore centrale oggi con schermo da 10,3 pollici, con una nuova e più moderna interfaccia grafica, e nuovi comandi funzionali anatomicamente prefetti posti sul tunnel centrale. La qualità costruttiva come quella dei materiali impiagati sono una garanzia per il costruttore giapponese. A bordo della CT200h sembra di stare su una vettura di classe superiore per dotazione e cura per il dettaglio. L’ abitacolo è spazioso per quattro passeggeri, un eventuale quinto ci può stare anche se viaggiare in tutta comodità è difficile soprattutto se il passeggero centrale è di stazza sopra la media. Il bagagliaio risente della presenza della tecnologia ibrida e dell’alloggiamento delle batterie con la capienza appena discreta di 275 litri che possono diventare 985 sfruttando la funzionalità del sedile posteriore.
Su strada emerge fin dai primi metri l’altissimo livello del confort acustico, caratteristica tipica del costruttore giapponese. Nonostante l’assenza di un sistema di sospensione attive, ed una certa frenatura della taratura degli ammortizzatori, la compatta giapponese assorbe anche le asperità impegnative. La power unit della CT200h si basa sulla tecnologia HSD Toyota, e differisce per la presenza dell’unità endotermica da 1.8 litri aspirato con funzionamento ciclo Atkinson, anche se a dire la verità assomiglia molto ad un classico ciclo Miller, cioè un motore che funziona con la valvola di aspirazione che resta aperta in fase di compressione per limitare il lavoro del pistone ottimizzando la combustione. Un propulsore che punta tutto sull’efficienza sacrificando qualcosa in termini di potenza pura potendo contare sull’apporto del unità elettrica. Nel suo complesso la power unit fa registrare una potenza di 136cv con una coppia di 142Nm disponibili già a 2800 giri/minuto.
Pur non dimostrando un carattere in erogazione da vettura sportiva, la progressione con cui la CT200h sale di giri consente alla compatta giapponese di ottenere valori di accelerazione discreti per un peso medio di 1445 kg con un passaggio sullo scatto da 0-100km/h in poco più di 10 secondi. Per districarsi al meglio in ripresa, invece, si deve fare amicizia con il cambio. Come abbiamo già dettagliatamente spiegato durante la prova della NX Hybrid, non si tratta di un vero cambio E-CVT anche se ne imita la funzionalità, ma piuttosto di una catena cinematica progetta in proprio dai tecnici giapponesi che va anticipata nella sua azione con l’uso dell’acceleratore. Il guidatore deve porre il 4 cilindri immediatamente nelle condizioni di erogazione migliore per poi disimpegnarsi con disinvoltura senza incertezze nel riprendere velocità in modo costante e senza strappi.
La Compatta della Lexus ha tre modalità di guida selezionabili dalla manopola sulla consolle centrale. C’è la modalità ECO, Normal e Sport. Dopo aver verificato le due modalità principali che brillano per confort, fluidità di marcia e consumi ridotti, viene la curiosità di capire come intende la dicitura Sport la Lexus. La vera sorpresa è che questa modalità non solo ha senso, ma stuzzica la nostra curiosità sportiva tanto da lasciare il centro cittadino per inoltrarci sulle colline dell’appennino emiliano. I freni sono potenti, modulabili anche con con l’aggiunta della fase di rigenera, quello che ci ha veramente sorpreso sono le doti dello sterzo. Un comando ben calibrato, sufficientemente preciso, perfettamente in sintonia con un avantreno molto progressivo. Anche accelerando in anticipo per agevolare il lavoro del cambio, molto in anticipo, tanto in anticipo, per avere la potenza corretta in fase di uscita curva, quando questa arriva il muso si dimostra estremamente resistente al sottosterzo.
Le curve si susseguono, anche provando a forzare la mano entrando più forte il posteriore rimane sempre composto, stabile, sicuro. La CT200h riesce a portare tanta velocità in curva per poi uscire fluida e progressiva. Il vero problema di questa vettura non è il sistema ibrido, e nemmeno il suo cambio, quanto la volontà dei tecnici giapponesi di essere conservativi sulla potenza in assoluto. Con 136cv la compatta Lexus accontenta tutti i tipi di automobilisti, ma questo telaio, questa meccanica, meriterebbero che nel listino ci fosse una versione F con almeno 200cv! E’ il momento di frenare l’inaspettato divertimento alla guida perchè è giunto il momento di parlare della questione consumi. Per affrontare il discorso va ricordato che la Lexus usa la propulsione ibrida con lo scopo di ottimizzazione sia il rendimento del motore endotermico e quello del motore elettrico. La prima conseguenza è quella di non necessitare mai di ricarica plug-in, ma si autoalimenta da sola, un vantaggio notevole per la diffusione poco capillare delle colonnine di ricarica nel nostro paese, di contro può viaggiare in full elettrica ma solo per pochissimi chilometri. Detto questo, nella fase di marcia in percorso cittadino, con un po di attenzione si nella modalità Normal si percorrono medie nell’ordine di 17 km/litro ed anche 18 se ci si impegna con la funzione ECO inserita, decisamente alla portata se non meglio di tante diesel potenza analoga. Quando si esce nell’extra urbano e ci si fa prendere la mano per divertirsi un po il consumo sale ma non diventa mai veramente elevato considerando la velocità che permette la CT200h di portare in curva. Anche il discorso prezzi merita un’attenta riflessione. Come abbiamo sempre detto la Lexus è un Brand premium, e come tale ha prezzi più alti per dotazione e prestigio, poi si aggiunge il controvalore tecnologico ed una dotazione completa sotto ogni aspetto. La versione da noi provata Executive, comprendeva anche interni in materiale pregiato, cruise control adattativo con riconoscimento segnaletica stradale, e l’avviso di cambio corsia involontario ad un prezzo di 33.200 Euro. Completa della dotazione optional presente sulla vettura in prova il prezzo lievita fino a 35.000 Euro, a cui però vanno sottratti la quota di incentivi pari a 7000 euro, che vengono elargiti indipendentemente per tutta la gamma, cosa che che porta la CT200h ad un prezzo si 27.000 Euro. In pratica scende allo stesso livello della concorrenza più generalista, con il vantaggio di essere disponibile fin da subito ad un prezzo nettamente inferiore alla migliore concorrenza tedesca pur tenendo un pari livello per finiture, tecnologia e blasone, ma soprattutto sempre disponibile!
Daniele Amore
Si ringrazia per la gentile collaborazione

