Il nostro viaggio alla scoperta delle potenzialità della tecnologia ibrida di Toyota, dopo aver testato la gamma Lexus, attraverso la collaborazione attiva con la T Motor Bologna, abbiamo deciso di puntare su uno dei prodotti più vivaci del mercato, la Toyota C-HR 1,8 Hybrid 122cv Active, un SUV/Crossover che si confronta in uno dei segmenti di mercato più competitivi e difficili in assoluto, quello delle C-SUV. Un segmento sempre più affollato, dove per distinguersi dalla massa è necessario avere carattere stilistico diverso. Un compito non facile, ma a guardare la C-HR i designer della Toyota sono riusciti nello scopo. A prescindere dai gusti personali, la compatta giapponese a ruote alte, ha linee tese, muscoli evidenti, un andamento sportivo del design che ha sicuramente centrato l’obiettivo di non far passare in modo inosservato chi decide di comprarne una. Una design fortemente caratterizzato, che va sposarsi con il meglio della tecnologia ibrida, resta da verificare quanto di quello che promette alla vista poi viene effettivamente mantenuto in strada in termini di emozione al volante.
Salendo a bordo della C-HR ci si ritrova seduti su un bel sedile comodo, il baricentro è alto, ma non molto più di una normale berlina, grazie alla regolazione del volante anche in profondità si adatta alla quasi totalità degli stili di guida e corporature. Il design della plancia è leggermente più canonico rispetto a quanto visto per gli esterni, la parte centrale rivolta verso il driver rende l’accesso ai vari comandi più funzionale. I controlli delle funzioni principali del sistema Hybrid sono disposti in modo semplice ed intuitivo sulla razza del volante. Il sistema multimediale ha una interfaccia dedicata. L’esemplare in prova aveva anche in dotazione il sistema Touch2 With Go Plus, che comprende anche il riconoscimento vocale, la possibilità di ascoltare gli SMS ricevuti, la mappa 3D per il navigatore e la connettività Wi-Fi. Pur essendo una versione entry level, le finiture sono di discreto livello, i componenti sono ben assemblati, solo nelle zone nascoste rimane qualche componente di plastica rigida che si poteva evitare. Come tutte le vetture giapponesi l’impianto di climatizzazione Bi-Zona è potente e funzionale, mancano purtroppo le bocchette posteriori, un limite anche per la natura sportiva della vettura.
L’abitabilità davanti è buona, ma dietro lo spazio rimane buono solo per due, il terzo ci può stare ma con qualche sacrificio. Il bagagliaio, è un pò piccolo con i suoi 360 litri, a causa dell’ingombro della propulsione ibrida. Il vano può essere aumentato sfruttando l’abbattimento anche parziale del sedile posteriore. Su strada, si percepisce fin dai primi metri, una certa rigidezza delle sospensioni. Le asperità del fondo stradale del percorso cittadino come le ondulazioni delle provinciali che portano verso le zone interne dell’appennino emiliano si percepiscono in modo evidente. Buono invece ed apprezzabile il silenzio quando la vettura marcia nelle condizioni di traffico cittadino. Il sistema di propulsione è l’ormai arcinoto HSD di Toyota, è si compone del classico quattro cilindri 1.8 litri abbinato alla propulsione elettrica erogando nel suo complesso 122cv. Rispetto alla già provata CT200h che ne aveva 136cv, la differenza si nota fin dal primo tentativo di affondo dell’acceleratore, il sistema propulsivo della C-HR privilegia una guida fluida, con un erogazione sempre morbida.
La differenza di potenza associata al peso non certo contenuto di quasi 1600 kg limita lo scatto in accelerazione con un tempo sullo 0-100 km/h appena sopra gli 11 secondi. Paradossalmente sulla C-HR le prestazioni in ripresa sono nettamente superiori di quanto si possa fare partendo da fermo al semaforo, e questo nonostante il sistema che gestisce la trasmissione possa apparire leggermente lento. Il cambio così come per tutta la gamma ibrida Toyota rimane fluido e particolarmente apprezzabile nella marcia cittadina, mentre per l’uso sportivo il driver, come abbiamo spiegato più volte durante il nostro viaggio nel mondo ibrido Toyota, necessita di una certa assuefazione e di una certa pratica nell’utilizzo soprattutto sfruttando appieno i tempi di risposta anticipando l’azione dell’acceleratore per ottenere le prestazioni richieste quando si vuole andare veloci.
Le curve dell’appennino Emiliano ormai sono già conosciute, la prova fatta con la CT200h ci consente di conoscere meglio il percorso di poter sfruttare appieno le doti di questa C-HR, andando verificare se ciò che la Toyota voleva comunicare con un design dinamico e sportivo poi si traduce in piacere di guida, e se si comporta meglio di quando fatto registrare per le prestazioni pure sul dritto. Fin dai primi metri mentre saliamo verso la sommità della collina, lo sterzo è stato assolutamente sorprendente. Il comando non è assolutamente influenzato dal baricentro alto, anzi è diretto, preciso, ma soprattutto progressivo, addirittura tradisce una certa anima sportiva. Nella discesa i freni hanno mostrato una buona modulabilità nell’azione del pedale, forse avremmo preferito maggiore mordente nella prima parte della frenata.
Il percorso è piacevole, la sorpresa è la velocità che la C-HR riesce a portare in curva, la frenatura delle sospensioni su un percorso misto trova la sua dimensione, il comportamento dinamico è sicuro, l’appoggio immediato, anche accelerando con notevole anticipo per svegliare il cambio a dare potenza, l’avantreno non cede al sottosterzo, e se si prova ad entrare più forte tenendo la frenata in curva per portare maggiore velocità, il retrotreno rimane ben piantato, muovendosi in modo progressivo accompagnando l’avantreno progressivamente nella sua azione. Anche insistendo veramente tanto per trovare il limite, la C-HR non cede la sua traiettoria ideale, e quando lo fa, i controlli elettronici intervengono con discrezione ben tarati. La Crossover compatta giapponese ha un eccellente equilibrio fra telaio e lavoro della sospensioni, al punto che il vero problema della C-HR non è il cambio, ma la mancanza di potenza nel suo complesso. Se ci fossero più cavalli come sulla CT200h sarebbe meglio, ma per rendere giustizia all’eccellente lavoro fatto con la C-HR da parte dei tecnici Toyota ci vorrebbe una power unit da 200cv.
Spesso abbiamo parlato di aspetto ludico nella guida, anche sulle Crossover, e spesso è successo che l’efficienza e la compostezza non era sempre accompagnata da una buona dose di divertimento. Sulla C-HR si possono ottenere entrambi gli aspetti, tutto parlando di una vettura a baricentro alto, segno che anche su una tanto bistrattata dagli appassionati di guida SUV/Crossover si possono ottenere ottimi risultati in termini di guida. Dove il sistema ibrido che Toyota ha deciso di usare per la C-HR derivato direttamente dalla Prius, con soli 122cv trova la sua rivincita è nei consumi. Nella parte cittadina del percorso la crossover giapponese ha fatto registrare con una guida accorta tipicamente da vettura ibrida, di 24km/litro effettivi. La vera novità rispetto a quanto fatto registrare dalle altre sue sorelle ibride già provare come la Lexus Nx Hybrid per esempio, è che sulle colline usando cambio ed acceleratore per puro divertimento non siamo mai scesi sotto i 19 Km/litro, quindi la mancanza di carattere in prestazioni ripaga sicuramente quando si giunge alla pompa per il rifornimento.
Resta il consumo autostradale dove l’ibrido lavora di meno che si attesta su un buon 13 km/litro. Nonostante sia una entry level la Active ha una buona dotazione di accessori. Di serie c’è il fondamentale Toyota Safety Sense che prevede, il Pre-Collision con rilevamento pedoni , il Road Sign Assist (RSA), il Riconoscimento segnaletica stradale ed il Lane Departure Alert (LDA) ovvero l’ Avviso Superamento Corsia con controllo dello sterzo, l’ Auto High Beam (AHB), gli abbaglianti Automatici, l’Adaptive Cruise Control (ACC) – Cruise Control Adattivo ad un prezzo di partenza di 29.300 Euro. Noi consigliamo di accedere al mondo C-HR prendendo in considerazione la versione Trend che costa 30.150 Euro ma che ha la possibilità di essere meglio accessoriata che la versione base per esempio con il Toyota Teck Pack con ulteriori sistemi di sicurezza attiva e passiva, potendo sfruttare uno sconto sostanzioso che riporta il prezzo ad una quota interessante di 25.650 Euro, decisamente inferiore alla concorrenza con il valore aggiunto di una tecnologia ibrida autonoma senza ricarica necessaria, ed un ottimo comportamento stradale.
Daniele Amore
Si ringrazia per la gentile collaborazione

