La Muscle Car americana, la vettura che ha fatto sognare generazioni di appassionati. Nonostante i periodi di crisi dell’automobilismo d’oltre oceano l’idea della coupè mascolina tutta potenza e pollici cubi non tramonta mai. Proprio un uno di questi periodi di crisi più profondi nacquero le Pony Car, auto dallo stesso spirito, ma con motori più piccoli, più inclini alle nuove esigenze di consumi e inquinamento ridotti della crisi petrolifera degli anni 70. Il Gruppo Morini concessionario Camaro per Bologna ci ha messo a disposizione quella che è la trasposizione moderna della pony car, la Camaro 2.0 Litri Turbo Touring da 275cv. Devo essere assolutamente sincero, guardando l’estetica della Camaro mentre attendo che il responsabile arrivi con le chiavi, ci sono due cose che mi assillano la mente. La prima è che vorrei tanto che sotto quel cofano ci fosse il V8 6.2 litri della sorella maggiore, la seconda è che dovrebbe essere gialla come Bumblebee. Ma in redazione c’è una massima “ogni auto che esiste deve essere guidata prima di giudicarla!” Quindi non posso fare altro che prendere le chiavi avvicinarmi alla porta e salire a bordo.
Gli interni della Camaro ricalcano lo stile della carrozzeria. La plancia riprende il disegno delle vetture degli anni 60-70 senza rinunciare ad elementi moderni, come l’ottimo sistema di infotainment. I materiali che compongono gli arredi fanno chiaramente capire che gli americani hanno imparato come si costruiscono ottime auto. Gli arredi di color tabacco, in materiale pregiato abbinati ai materiali morbidi selezionati per gli elementi della plancia e dei pannelli porta sono di ottima fattura, ben assemblati, all’altezza della migliore produzione europea. La Camaro è una grossa coupè in pieno spirito americano con molto spazio davanti ed abbastanza per ospitare due persone di media statura comodamente dietro. Il bagagliaio consente di portarsi appresso borse per il week end ma anche materiale per la propria passione sportiva senza grosse difficoltà.
La coupè americana dispone di modalità di guida diverse. Quella più tranquilla, trasforma la Camaro quasi in una classica confrortevole berlina di classe media per come scivola via tranquilla sull’asfalto assorbendo bene anche le buche più profonde. Purtroppo per quanto sia ottimo il 2.0 litri Turbo sotto il possente cofano anteriore ha un sound che non è certo esaltante come quello di un bel V8. Il 2.0 litri Turbo quattro cilindri, eroga la potenza di 275cv ad un regime di 5500 Giri/min ed un valore di 400Nm di coppia. Un motore tipicamente europeo non solo per il suo valore di 137,5 Cv/litro, ma anche per come gestisce l’erogazione di potenza. Molto fluido, anche nella modalità di guida più sportiva. Con questa modalità selezionata migliora la risposta dell’acceleratore ma non diventa mai veramente cattivo consentendo di gestire al meglio la potenza che arriva alle gomme posteriori anche senza i controlli inseriti.
Un aspetto non sa sottovalutare che rende questa coupè a stelle e strisce guidabile da tutti senza affanno. La Camaro oltre che essere grossa non è manco un peso piuma, ma grazie al buon cambio automatico, molto collaborativo nella modalità più estrema, si possono ottenere facilmente da tutti tempi in accelerazione sotto i 6 secondi per il passaggio da 0-100 Km/h. La presenza delle palette al volante permettono di sfruttare anche la modalità più spinta dando la facoltà al driver di cambiare manualmente trovandosi sempre con la marcia giusta nel momento più ideale. Le colline dell’Appennino nei dintorni di Bologna sono troppo invitanti per continuare il test lungo la Via Emilia. Spulciando nel menù delle funzioni di guida, è venuta fuori la funzione che mi ispira veramente tanto. La dicitura “Giro” che appare sul display centrale davanti è un buon bigliettino da visita in vista delle curve che mi aspettano. Si tratta di una sorta di modalità Race da sfruttare per guida senza rete, consigliabile da usare in strada solo per guidatori esperti, molto più adatta invece ad aventuali track day. Con questa modalità inserita la strumentazione è la prima cosa che cambia.
Al centro del quadro oltre ai piccoli indicatori che forniscono informazioni su pressione turbo, olio, temperature di esercizio, c’è anche uno schema della vettura con le quattro gromme e le relative pressioni in tempo reale. A seconda dello sforzo che la coppia o la tenuta latrale agiscono sugli pneumatici, questi cambiano pressione all’istante indicando con il colore giallo quando ci si appresta al valore critico. I bene informati, quelli più preparati, con il collaudo nel sangue, sanno che il valore ideale della pressione gomme anche stradale per rendere al meglio è di 200-210 Psi. Quindi non è difficile capire il perchè mi sono innamorato di questo strumento che consente di spostare più in avanti la propria sensibilità di guida ampliando i propri sensi. Ai nemici giurati dell’elettronica moderna posso dire che con queste informazioni visibili, il cervello non deve perdere tempo ad interpretare le indicazioni che arrivano dalle terminazioni nervose del sedere. Guardare la pressione gomme in tempo reale, è come ridare la vista ad un cieco dopo che ha già affinato gli altri sensi. Il tutto restando nella visuale del conducente senza la necessità di distogliere lo sguardo, anche mirando al punto di corda.
Magari molti guidatori tradizionali troveranno superfluo tale indicazione, stucchevole, per fissati della tecnica, ma non è così. Anche i neofiti con una buona formazione ed un po di esperienza potranno usare questa chicca per capire se la Camaro entrerà in curva a gomme fredde generando sottosterzo anticipando l’azione del comando per sforzare maggiormente la gomma esterna per poi allentare la presa, oppure dare gas più o meno violentemente per scaldare la gomma posteriore facendo girare il retrotreno fino al punto da avere il sovrasterzo utile. Se la strada prevede curve e controcurve, si può decidere il ritmo da portare per avere la massima efficienza, restando nella più totale sicurezza divertendosi senza correre pericoli. Il pensiero va alla stessa modalità di guida, con le stesse informazioni ma con la motorizzazione più grossa da 6.2 litri con i suoi 453cv che gravano sulle gomme posteriori. In pista una tale telelemetria consente di cambiare passo per non sollecitare troppo le gomme tornando a casa divertendosi avendo ancora pneumatici sufficienti per più di un altro trak day.
In sostanza Chevrolet con questa Camaro 2.0 litri Turbo AT8 Touring con i suoi 49 mila Euro, divide la gamma in due tronconi distinti, come se fossero due vetture diverse. Camaro è diventato brand a se stante con una sua gamma articolata per le diverse esigenze. Questa oggetto della prova in particolare si pone più vicina alle coupè sportive di fascia bassa del mercato come il nostro punto di riferimento Abarth 124 Spider, lasciando il compito di competere con le più blasonate Porsche Cayman e BMW M2 la più potente Camaro V8 6.2 litri. Nel caso della 2.0 litri prezzo è più alto rispetto all’italiana ma diventa conveniente nel momento in cui si va a considerare il velore dell’emozione al volante misurandolo in Euro/CV. La Camaro da 275cv, si attesta infatti su un interessante valore di 178Euro/CV. Molto interessante da questo punto di vista il prezzo al cavallo della Camaro 6.2 Litri V8 da 453cv nello stesso allestimento che vienne 135 Euro/cv… un valore molto molto interessante!
Daniele Amore
Si ringrazia per la collaborazione

