Eccoci con il terzo articolo che compone la guida che Portami in Pista scrive su Giornalemotori, testata da sempre accanto agli appassionati che vivono il motociclismo con divertimento e consapevolezza.

Questo capitolo sarà diviso in due parti – una pubblicata oggi e una a brevissimo – per facilitarne lettura e ritenzione: torna sul sito e non perderti la seconda parte tra qualche giorno!

Nei capitoli precedenti abbiamo:

Oggi parliamo dell’importanza del profilo e delle misure delle gomme, un aspetto che la maggior parte degli appassionati tende a tralasciare o ignorare quando si tratta di acquistare delle nuove coperture per le nostre moto.

Parte del motivo è che, spesso, date le attuali ricerche tecniche e tecnologie di costruzione, l’utente medio resta più che soddisfatto del treno di gomme che ha appena finito di usare.

Un’altra ragione è quella che, la maggior parte delle volte, l’appassionato non è pienamente consapevole di ciò che un tipo di gomma piuttosto che un altro determinano sulla sua moto. Le informazioni in merito disponibili al pubblico sono infatti poche, sparse, e poco chiare.

Questa guida non vuole sostituirsi al tuo gommista di fiducia. Piuttosto, mira ad essere un insieme di consigli volto a farti capire in maniera più completa come le caratteristiche di una gomma possano alterare feeling e maneggevolezza della tua moto.

La decisione finale spetterà a te e sarà dettata dalle tue preferenze alla guida: non c’è una singola gomma perfetta per tutte le moto. Inoltre, a parità di moto, non tutti i motociclisti preferiranno la stessa marca e modello di pneumatici. È giusto così, proprio perché è una questione di preferenze e feeling personale.

Prima di andare a vedere che cosa diversi profili e misure di gomme possono determinare sulla (tua) moto, impariamo a leggere quello che le aziende scrivono su ognuna di esse: impariamo la lingua delle gomme.

Cosa significano i codici sulle gomme

Ogni gomma ha sul suo fianco un codice alfanumerico scritto dal produttore. Questo codice universale contiene molte più informazioni di quelle che potresti pensare ad una prima occhiata.

Prendiamo come esempio questo codice e andiamo a leggerlo:

180/55 ZR 17 M/C (73W) TL

  • 180: Il primo numero indica la larghezza della gomma in millimetri. È misurato nel punto di larghezza massima dello pneumatico;
  • 55: Il secondo numero indica quanto – in percentuale (%) – la gomma è alta rispetto alla sua larghezza, che in questo caso abbiamo visto essere di 180 mm. In altre parole, il rapporto in % dell’altezza sulla larghezza della gomma.

In questo caso, l’altezza della gomma è il 55% di 180 mm, cioè 99 mm.

  • Z: Indica una velocità sopportata dalla gomma. Z, nello specifico, vuol dire “più di 240 km/h”. Questa non è la velocità massima che la gomma regge, che invece verrà espressa più avanti nel codice. Semplicemente, Z indica che questa gomma è capace di andare oltre ai 240 km/h.
  • R: Radiale. Rappresenta la struttura della nostra gomma. Le più comuni strutture delle gomme da moto sono:

– R: “radiale”. I cavetti che compongono la struttura della tela sono disposti a 90° rispetto alla direzione di marcia

– B: “belted”, “cinturato”. È dotato di uno strato di tela stabilizzante messo sopra i cavetti, ad angoli diversi

  • 17: Il diametro del cerchione su cui monta la gomma. È espresso in pollici.
  • M/C: “MotorCycling”. Questa è una gomma specifica per moto.
  • 73: L’indice di carico della gomma, cioè il massimo peso che può supportare. In questo esempio 73 vuol dire 365 kg. Quindi la gomma in questo esempio supporta un peso massimo di 365 kg.

Su internet trovi facilmente il peso corrispondente ad ogni indice di carico. All’aumentare del numero aumenta anche il peso che indica. Per comodità ti mettiamo alcuni codici qui:

58 = 236 kg                        60 = 250 kg                        63 = 272 kg                        65 = 290 kg

68 = 315 kg                        70 = 335 kg                        72 = 355 kg                        75 = 387 kg

78 = 425 kg                        80 = 450 kg                        82 = 475 kg                        85 = 515 kg

  • W: la massima velocità tollerata dalla gomma, al massimo del carico che può tollerare. Questi due ultimi dati (73 e W) sono messi insieme proprio perché collegati. In questo caso la sigla 73W indica un massimo di velocità di 270 km/h con 365 kg di carico.

Su internet trovi facilmente i km/h corrispondenti ad ogni indice di velocità.

Per comodità ti mettiamo alcuni codici qui:

S = 180 km/h                     T = 190 km/h                    U = 200 km/h                    H = 210 km/h

V = 240 km/h                    ZR > 240 km/h                  W = 270 km/h                   Y = 300 km/h

  • TL: “Tubeless”. Una gomma tubeless è una gomma che non ha camera d’aria al suo interno.

Anche qui, ci sono varie opzioni:

-TL: pneumatico senza camera d’aria

-TT: pneumatico con camera d’aria

Ci sono poi altre notazioni che i produttori possono utilizzare per indicare caratteristiche specifiche delle loro gomme. Alcuni esempi sono:

– NHS: pneumatici non per uso autostradale, in quanto non omologati per la strada. È il caso dei pneumatici racing ad utilizzo esclusivo in pista;

– RF: “reinforced”, “rinforzato”;

– A: gomma in versione speciale;

– Front: pneumatico anteriore;

– Rear: pneumatico posteriore;

– M+S (o M&S, MS, M-S): “Mud and Snow”: gomma adatta a terreni accidentati, fangosi, nevosi e in generale caratterizzati da intemperie.

Il DOT

Il DOT è un codice alfanumerico che troverai sul lato della tua gomma. Non tutti i produttori di pneumatici riportano il DOT su entrambi i fianchi della gomma: se non lo trovi non disperare, ti basta cambiare lato!

“DOT” è in realtà una sigla che significa Department of Transportation, ovvero l’ente che sul suolo americano è responsabile di legiferare su tutto quello che riguarda i mezzi di trasporto. Infatti, sentirai parlare di DOT non solo in campo di gomme.

La certificazione DOT, per esempio, è un tipo di (discutibile) standard di qualità dei caschi molto usata in America. Fortunatamente in Europa abbiamo la certificazione CE, che a suo modo tende ad essere molto più standardizzata e di conseguenza, a nostro avviso, affidabile.

Ma torniamo alle gomme!

La marcatura DOT indica dunque che quella gomma rispetta gli standard del Department of Transportation americano, e esprime:

– Codice identificativo dello stabilimento di produzione dello pneumatico;

– Codice identificativo della misura dello pneumatico;

– Codice identificativo del produttore dello pneumatico;

Data di produzione dello pneumatico.

Quando si parla di DOT in campo gomme da moto, di solito si intendono in realtà soltanto gli ultimi quattro numeri del codice alfanumerico.

Sono questi infatti a contenere le informazioni importanti per la vasta maggioranza dei motociclisti che sta comprando un nuovo pneumatico o valutandone uno vecchio.

Il motivo è presto detto: le ultime quattro cifre del DOT indicano la settimana e l’anno di produzione della gomma in questione.

Prendiamo come esempio questo DOT

AH4S C6SJ 4918

La parte che ci interessa leggere è il “4918”. Le prime due cifre indicano la settimana di produzione della gomma. La terza e quarta cifra indicano l’anno di produzione della gomma. In questo caso dunque, la gomma in questione è stata prodotta nella 49esima settimana del 2018.

Perché è importante sapere anno e periodo di produzione?

Una gomma invecchia nel tempo. Che la si usi o che si tenga la moto in garage, è così.

Con il passare del tempo la gomma rilascia e perde alcuni di quei componenti che determinano le sue caratteristiche elastiche e, di conseguenza, la sua performance.

Questo processo si chiama vulcanizzazione e causa un graduale irrigidimento dello pneumatico fino a che, troppo vecchio, sarà da cambiare in quanto non offrirà più le prestazioni di quando era nuovo.

Le raccomandazioni UNI 11061 ci dicono che conservare gli pneumatici in luoghi in cui sono protetti dall’umidità, dai raggi del sole e da sbalzi termici ne rallenta il deterioramento. Fare l’opposto lo velocizza.

Ricorda: le gomme si comportano così anche se tenute ferme in garage.

Non comprare mai pneumatici con DOT troppo vecchi, anche se hanno pochi km: ti troveresti per le mani una gomma non efficace e avresti buttato via non pochi soldi.

Quando uno pneumatico è da considerarsi troppo vecchio?

Se sei arrivato fin qui: bravo! Hai scoperto il contenuto del prossimo articolo, a breve su Giornalemotori!

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