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Il team L30 disputa il campionato italiano di Supermoto avvalendosi del talento tedesco Marc Schmidt, dominatore di Pomposa. Ma i riflettori sono puntati sul team manager, un giovane pesarese dagli occhi azzurri e dal polso sempre abbassato. Ivan Lazzarini ha scritto la storia di questo sport ed ha tenuto alto il nome dell’Italia a lungo finendo 2° nel 2006 il campionato mondiale S1. E’ stato, tra l’altro, uno dei pochi a tenere a bada un mostro sacro del supermoto come Thierry Van Den Bosh. Non potevamo, pertanto, chiedergli qualcosa su di un tema, oserei dire, un pò piccantino ed, infatti, Ivan non ha atteso nel colorire (giustamente ndr) le sue affermazioni.

1. Cosa ne pensi della bassa copertura mediatica di questo sport ?

Il problema è che questo sport è nato nei primi anni 2000, ed è partito davvero “a bomba”, seguito da case ufficiali, giornali tv, dirette. Dopo di che, tutto d’un tratto, c’è stato un allontanamento da parte delle case ufficiali per vari motivi e anche la copertura mediatica è calata. E’ calata moltissimo a dire il vero. Abbiamo avuto degli anni buissimi dove non ci cag*va nessuno, per essere precisi (ride). Adesso stiamo tornando leggermente a dei livelli decenti, sempre dal punto di vista mediatico. Com’è facile notare, non è che siano moltissimi i giornalisti che ci seguono. D’altronde la situazione è uguale anche in sport motoristici molto più famosi del nostro. Tolta la MotoGP e la Formula 1 il resto, diciamo, conta poco mettiamola così. Per essere uno sport di nicchia, abbiamo un discreto riscontro. Certo, non ci possiamo paragonare al calcio, nessuno può farlo (ride). Quindi non ci lamentiamo. Per essere uno sport del motore possiamo ritenerci soddisfatti.

I bei vecchi tempi

2. Cosa si potrebbe fare, invece, per rilanciare questo sport ? Avere una copertura come una volta su Sportitalia con le battaglie fra te, Thomas, Adrien…

Ritornare a quella situazione lì è difficile o, per lo meno, nel giro di breve tempo. La crisi che c’è stata ha colpito tutti e riprendersi da una crisi non è mai facile. Abbiamo fatto qualche tentativo di caricare le gare in diretta streaming, almeno. Certo, non possiamo puntare a canali come Rai 1 ma cerchiamo di permettere, a chi ci segue, di potersi godere le gare anche da casa. Anche quello, tuttavia, ha un costo che non è sostenibile dall’ambiente quindi abbiamo deciso di fare solo qualche puntata spot. Dobbiamo trovare il modo, tutti insieme magari, di trovare un fondo per poterci almeno “fare vedere” perché senza la copertura televisiva facciamo fatica anche noi a continuare a coltivare la nostra passione che poi è anche il nostro mestiere.

3. Circa questo discorso, penso alla colletta che ha dovuto chiedere Thomas per disputare il campionato mondiale qualche anno fa. Che ne pensi a riguardo

La sua è stata, forse, più una provocazione che un reale bisogno. Thomas è il pilota più forte che c’è attualmente quello che ha vinto più mondiali e che corre con una casa ufficiale. E’ stata una provocazione che ha fatto discutere, certo, e secondo me ha fatto benissimo a farla. La copertura che può permettersi Thomas non la possono, di certo, avere tutti. Non è di certo con le collette che possiamo andare avanti questo è certo. E’ stato, comunque, un ottimo e nobile tentativo da parte sua.

Photo credits: Gianni Falco

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