Nel corso degli ultimi anni, abbiamo visto come le tradizionali vie di fuga in ghiaia o l’erba subito dopo il cordolo e la pista, siano state progressivamente sostiuite dall’asfalto, allargando di fatto il limite della pista.
Questo ha permesso ai piloti di poter osare di più, consapevoli che in caso di un lungo, non sarebbero incappati nella trappola della ghiaia ma avrebbero trovato del confortevole asfalto pronti ad accoglierli. Ma per regolamento, la pista è quel lembo di asfalto delimitato dalle due strisce bianche e qualsiasi manovra che si svolge oltre quei limiti bianchi può finire sotto indagine da parte dei commissari, soprattutto se avvantaggia il pilota che la compie.
Tantissime volte vediamo i concorrenti sfruttare, nel vero senso della parola, tutta la pista, andando con tutta la macchina oltre la linea bianca: queste situazioni sono ormai all’ordine del giorno e controllarle sta diventando sempre più complicato da parte della FIA.
Sia mai che la soluzione più semplice, ovvero ritornare alla tanto cara e vecchia ghiaia o erba, sia presa in considerazione, ma siamo nell’era della tecnologia e anche in FIA ricorreranno agli aiuti “elettronici” in caso di infrazione.
In Belgio, nella velocissima e temutissima Raidillon, è stato introdotto un sistema elettronico che monitorava l’uscita di pista delle vetture andando a cancellare automaticamente il tempo se questa fosse andata oltre il tracciato. Fortunatamente nessun pilota ha mai attivato il sistema e il direttore di gara della Formula 1, Michael Masi, ritiene che l’utilizzo della tecnologia per monitorare i track limit, possa essere implementata anche in altre curve del Mondiale.
“Ci sono dei piani per usarlo in altre aree, possibilmente anche con scopi diversi. Esistono alcune soluzioni diverse per alcune aree diverse, a seconda del tipo di curva. Penso che in F1 nessuno abbia attivato il sistema per tutto il fine settimana. Penso che dobbiamo utilizzare di più questi sistemi elettronici, perché sembra che riescano a convincere i piloti a non avvicinarsi!”.
Masi aveva adottato una politica di eliminazione dei tempi in prova e in qualifica per chi fosse andato oltre il tracciato. Ma non è detto che in tutti gli altri tracciati si ragionerà alla stessa maniera, visto che molte volte i punti critici vengono evidenziati al venerdi mattina dopo le prime prove libere.
“Una delle cose che abbiamo appreso quest’anno è che le aree in cui i problemi relativi ai limiti della pista nel 2018 non sono stati i problemi relativi ai limiti nel 2019, e altre aree che non sono mai state un problema poi lo sono diventate. E questo è dovuto al miglioramento delle vetture. Non vorrei dire che esiste una soluzione adatta od ogni situazione, possiamo solo osservare ogni circuito ed ogni circostanza”.
Noi rimaniano dell’idea che un metro di ghiaia dopo il cordolo sia la soluzione più rapida ed indolore per tutti, piloti compresi. Non serve cancellare i tempi, se vai sulla ghiaia il tuo giro è già compromesso!!
