Il Circus della Formula 1 sbarca sul tracciato di Singapore per la quindicesima prova del Campionato Mondiale 2019. Grazie alle indicazioni fornite dai team e da Pirelli, riassumiamo le principali caratteristiche della pista di Marina Bay e il lavoro di messa a punto necessario per adattare la monoposto al layout del circuito che sorge nel sud est asiatico.
Singapore presenta il più alto numero di curve di tutto il calendario iridato, se ne possono contare ben 23. Se a ciò si aggiunge un meteo ‘tropicale’, ovvero con un’umidità con picchi dell’80% e un tempo di percorrenza della gara prossimo alle due ore è facile intuire perché Marina Bay sia il circuito fisicamente più impegnativo per tutti i piloti. Sotto pressione anche la meccanica delle vetture grazie alle alte temperature di esercizio e delle numerose curve lente che non consentono un costante approvvigionamento d’aria fresca per motore e freni. L’elevato numero di curve fa sì che la trazione e la frenata siano i due aspetti più importanti di questo tracciato. Con poche vie di fuga gli errori raramente restano impuniti e la probabilità di vedere in azione per almeno una volta la Safety Car nel corso della gara sono elevatissime.Un’ulteriore complessità è data ‘dall’arredo’ urbano, comprese le strisce pedonali e i tombini che possono far slittare le monoposto e rappresentare un pericolo in più per chi siede nell’abitacolo. L’asfalto ha un livello di abrasività maggiore degli altri tracciati cittadini, ma richiede comunque più tempo per gommarsi. Di conseguenza, l’evoluzione del manto stradale nel corso del fine settimana è piuttosto lenta. Sempre da un punto di vista climatico, le piogge pomeridiane sono abbastanza frequenti e hanno l’effetto di ripulire la superficie dell’asfalto dalla gomma già lasciata a terra in precedenza.
Vediamo dal punto di vista del motore e del telaio il lavoro che dovranno fare il team e I piloti. Singapore è in netto contrasto rispetto alle piste definite ad alta velocità di Spa e di Monza. Ci sono come detto 23 curve e questo fattore porta la velocità media a scendere a circa 170 chilometri orari, con ‘solo’ il 47% del tempo sul giro passato con il gas completamente spalancato. L’intervallo di tempo più lungo di apertura della farfalla sul dritto è di circa 9 secondi. Il propulsore termico ed il turbo avranno perciò vita facile, con l’eventualità che qualche motorista opti per una power unit già utilizzata in precedenza per evitare penalità da qui a fine campionato. La batteria e l’MGU-K verranno invece messe più sotto torchio dalle esigenze del layout di Marina Bay. Ogni frenata è lunga e difficile, soprattutto vicino alla sezione dell’Hotel, dove l’MGU-K dovrà recuperare una quantità di energia tale da mantenere la batteria ad un livello sufficientemente alto di carica lungo il giro. D’altra parte, l’MGU-H è usata meno e ciò dipende dai rettilinei piuttosto corti situati fra le pieghe del circuito. Parti che non offrono tempo sufficiente per il suo pieno funzionamento. Il motore elettrico abbinato al turbocompressore avrà pochissime possibilità per recuperare e produrre energia e una di queste è rappresentata dal rettilineo presente tra le curve 5 e 7. Un tratto lungo circa 700 metri dove piloti avranno l’unica possibilità di superare i 300 chilometri orari. Questi brevi allunghi richiedono comunque una buona risposta in termini di coppia e guidabilità, ma aumentano anche il consumo di carburante. Qui si brucerà infatti la maggior quantità di benzina della stagione, circa 1.9 chilogrammi al giro.
Dal punto di vista aerodinamico Singapore richiederà l’utilizzo di un’ala anteriore con la massima deportanza. Di conseguenza con un profilo completamente diverso quella che avevamo visto due settimane fa a Monza. Il motivo riguarda non solo la necessità di trovare il miglior compromesso in termini di aderenza, ma anche di evitare al minimo il sottosterzo che potrebbe essere deleterio vista la vicinanza dei muretti che delimitano la pista e possono innescare degli incidenti. Gli stretti confini del tracciato cittadino di Marina Bay necessitano di un carico aerodinamico relativamente alto dal punto di vista del set up dell’ala, con la maggior parte delle curve che vengono percorse a velocità non molto elevate. Dal punto di vista sospensivo si richiederà una vettura molto morbida in quanto i piloti devono salire sopra ai cordoli e generalmente hanno la necessità di essere aggressivi nella guida. Il ‘taglio’ delle chicane a media velocità è infatti uno dei must di questa pista, con la traiettoria che viene disegnata al meglio per ridurre i tempi di percorrenza. La dinamica del veicolo è sicuramente un ingrediente essenziale, poiché la macchina deve essere sufficientemente agile per riuscire ad affrontare in modo efficace alcuni cordoli molto alti. Quando si destreggiano tra le curve e le chicane del Singapore i piloti sanno molto bene che dovranno sollecitare duramente i freni delle loro monoposto. Tra le ben 13 frenate che caratterizzano questo circuito nessuna è particolarmente impegnativa, ma il ritmo serrato e la mancanza di adeguati spazi per il raffreddamento ne fanno uno dei più duri per gli impianti frenanti. L’usura del materiale d’attrito rappresenta uno dei canali da tenere costantemente monitorato mediante la telemetria durante ogni giro della gara.
Venerdì 20 settembre:
Prove libere 1: 10.30-12:00 – diretta su Sky SportF1 HD
Prove libere 2: 14.30-16:00 – diretta su Sky SportF1 HD
Sabato 21 settembre:
Prove libere 3: 12:00-13:00 – diretta su Sky SportF1 HD
Qualifiche: 15:00-16:00 – diretta su Sky SportF1 HD
18:00 – Differita su TV8
Domenica 22 settembre:
Gran Premio: ore 14:10 – diretta su Sky SportF1 HD
ore 18:00 – Differita su TV8

