Lewis Hamilton vince il Gp del Messico. Il campione del mondo in carica precede la Ferrari di Sebastian Vettel e la monoposto gemella di Valtteri Bottas. Una vittoria che non porta la matematica conquista del titolo mondiale per il campione britannico, ma lo pone come una questione formale da chiudere nel prossimo Gp degli USA.
La vittoria di Hamilton è stata frutto di un lavoro che ha visto protagonista non solo il pilota ma soprattutto il team. Il muretto Mercedes è stato l’unico nonostante le indicazioni negative che sono venute fuori circa l’usura delle coperture Pirelli, a puntare su una strategia di una sola sosta, risultata poi decisiva e vincente.
Gli strateghi Mercedes, hanno anticipato di fatto tutti fermando i piloti in anticipo, soprattutto Hamilton, contando proprio sulla durata delle coperture Hard fino alla fine della gara.
Dall’altra parte, una Ferrari eccessivamente concentrata sulla prestazione assoluta per partire davanti. Il team di Maranello è apparso lento nel reagire in gara ad una situazione gomme che stava evolvenosi. Eppure i segnali per un cambio radicale di strategia stavano arrivando dal passo che altri piloti costretti ad usare le coperture più dure fin dall’inizio come Ricciardo e Verstappen stavano portando.
Leclerc, fermato anzitempo per marcare un innocuo Albon, poi non è stato veloce come ci si aspettava nel secondo stint ancora a gomme gialle. Il monegasco è stato costretto ad una seconda sosta, prevista dal regolamento, e solo nel finale ha potuto portare il passo dei primi. Troppo tardi ormai. La frittata era già fatta con Leclerc che deve masticare amaro conquistando solo un magro quarto posto dopo essere partito dalla pole.
Vettel, invece, dall’alto della sua esperienza ha provato a cambiare tattica in corso d’opera. Purtroppo la Mercedes ha dimostrato di avere un passo gara troppo superiore alla Ferrari. Al campione tedesco non è rimasto altro che provare a rovinare la festa per la centesima vittoria Mercedes con un secondo posto tra le due monoposto d’argento.
Male Verstappen. l’olandese ha pagato duramente la leggerezza di non aver rallentato mentre Bottas finiva a muro nelle qualifiche del sabato. In gara, in partenza commette una serie di errori. Spettacolare quanto inefficace il tentativo di sorpasso su Bottas. Infatti, la manovra azzardata, porta Verstappen a forare una gomma per poi dover recuperare dal fondo fino alla sesta posizione finale.
Ottima gara per l’idolo di casa Sergio Perez che partito fuori dalla top ten, con un ottima strategia gomme riesce a portare la sua monoposto al settimo posto alle spalle dei big.
Molto bella la lotta con Ricciardo. L’australiano, non si è mai dato per vinto. Ha condotto la sua gara con un eccellente tattica sfruttando fin dall’inizio la durata delle gomme hard, per poi ingaggiare un bellissimo duello proprio con Perez. Alla fine Ricciardo deve accontentarsi dell’ottava piazza.
Finale particolarmente caotico con Kvyat ai ferri corti con Hulkenberg mandato a muro nella curva finale con un attacco eccessivamente ottimista da parte del Russo. Il pilota della Toro Rosso, si beccava una penalizzazione di 10 secondi che lo portava direttamente fuori dalla zona punti.
A raccogliere il testimone Gasly che raccoglieva i punti di Kvyat ed Hulkenberg che chiudeva con mezza macchina in zona punti per effetto della penalità del Russo della Toro Rosso.
Daniele Amore

