Lewis Hamilton è campione per la sesta volta, una più di Fangio, una meno di Schumacher. Il campione britannico, ancora una volta, ha dimostrato di poter crescere, evolversi, cambiare il suo modo di guidare in funzione delle condizioni e degli avversari.
Il mago della pole position, ad oggi il record è suo, nel 2019 ha cambiato modo di correre dando importanza ai punti che si fanno la domenica. Ha vinto tante gare senza partire primo, ha saputo capitalizzare i momenti difficili, ma, soprattutto, non ha commesso errori.
Senza nulla togliere alla classe del sei volte campione del mondo, dobbiamo dire che Hamilton ha condotto la migliore monoposto del lotto. Il secondo posto di Bottas dimostra che se non ci fosse stato lui la Mercedes avrebbe comunque vinto entrambi i titoli, cosa che fa dipendere dalla bontà della monoposto la sua vittoria più che in passato.
Ed in più c’è stata una certa incapacità degli avversari di mettere in piedi una resistenza efficace. La Red Bull è nata inferiore senza evolversi più di tanto. La Ferrari, dopo l’ottimismo invernale, ha regalato alla Mercedes mezzo campionato senza porre rimedio ai problemi della vettura.
Poi, quando la monoposto è diventata competitiva, il team ha mostrato lacune che non può permettersi quando ha un avversario della taratura di Hamilton.
Valtteri Bottas 10 : Ha provato a rubare la scena ad Hamilton, una vittoria che si è dovuto conquistare sul campo. Hamilton non gli ha ceduto un millimetro. Una bella vittoria, conferma che la Mercedes ha investito bene su di lui come seconda guida.
Daniel Ricciardo 9 : Non gli si poteva chiedere di più. Da quando la macchina ha perso il ripartitore elettronico di frenata pare che possa di nuovo fare qualche sorpasso alla sua maniera.
Alexander Albon 7 : Parte male, finisce su Sainz ed ha la peggio. Riparte dal fondo e compie la rimonta che tutti si aspettano che faccia con una Red Bull. Comunque, dimostra una buona capacità di reazione.
Lando Norris 7: Un grandissimo primo giro. Due sorpassi uno su Ricciardo veramente bello, uno su Vettel più facile. Il resto della corsa ha provato a capitalizzare il vantaggio iniziale con una buona prestazione.
Nico Hulkenberg 7 : Una tattica molto difficile, simile a quella portata avanti da Ricciardo nella gara del Messico. Il risultato è buono. Il passo e l’esperienza della Roccia lo porta a punti. Forse andrà a correre nel DTM, un ottimo acquisto per la serie, una perdita per la F1.
Sergio Perez 7 : Un altra bella gara. Partito come sempre da centro classifica, grazie alla sua capacità di sfruttare al meglio monoposto e tattica di gara, giunge a punti. Concreto e fondamentale per il team.
Sebastian Vettel 6 : La monoposto ha un problema tecnico fin dai primi metri. Prova resistere, prova a fare del suo meglio, fino al cedimento della sospensione che lo costringe al ritiro.
Max Verstappen 6 : Ci ha provato, c’è l’ha messa tutta, ma la sua Red Bull non è la Mercedes. Non c’è tattica che tenga, alla fine ha dovuto fare da comprimario alla festa Mercedes.
Charles Leclerc 6 : Un treno di gomme che inspiegabilmente non ha reso a dovere gli ha rovinato la gara. La vecchia power unit ha completato la ciliegina sulla torta della brutta gara che è stato costretto a correre.
Carlos Sainz Jr 6 : Albon gli rovina la gara. Dopo il contatto iniziale perde troppe posizioni anche se la monoposto non era danneggiata. La sua saggezza tattica lo porta a recuperare fino ad arrivare alle spalle del compagno. Non poteva fare di più.
Circuito delle Americas 3: Era da un pò che non si vedeva un bel tracciato sconnesso, pieno di bump, come negli anni ’80 e ’90 del secolo scorso. Il tracciato delle Americas ha fatto capire ai piloti moderni quanto sono fortunati. Le lamentele non avevano senso, se fosse davvero faticoso saltare sulla pista, non prenderebbero i cordoli di continuo. Saltano sui panettoni senza colpo ferire quindi una gobbetta non può essere fonte di mal di testa!
La Banda Binotto 0: Un incubo! Nel giorno della conquista del titolo da parte di Hamilton, la Ferrari ha sintetizzato la sua stagione in due ore. Rotture strane inspiegabili, affidabilità precaria, una comprensione delle gomme pari ad affidarsi ai tiri con un dado, un muretto che non ha la più pallida idea del perchè la monoposto non vada e passa mesi su mesi a leggere i dati come se dovessero essere estrapolati da una palla di vetro!
Daniele Amore
