Prima del risultato c’è la storia. E quella di Marco Bezzecchi a Silverstone racconta di un pilota arrivato al Gran Premio di Gran Bretagna in condizioni tutt’altro che ideali, ma capace di stringere i denti e conquistare un terzo posto dal peso enorme.
A svelare quanto fosse complicata la situazione è stato Massimo Rivola. Il CEO di Aprilia ha raccontato che Bezzecchi, ancora alle prese con i postumi degli infortuni a clavicola e ginocchio, al mattino della gara faceva persino fatica a camminare.
Eppure, poche ore dopo, era sul podio della MotoGP.
“Quando vedi un pilota che al mattino fa fatica a camminare e poi disputa una gara come quella, puoi immaginare quanto sia grande il suo cuore”, ha detto Rivola. “Sono davvero rimasto sbalordito da quello che Marco è riuscito a fare”.
Il terzo posto ha inoltre interrotto una delle fasi più complicate della stagione di Bezzecchi. Dopo il trionfo al Mugello, alla fine di maggio, il pilota italiano aveva attraversato un periodo nero, con quattro Gran Premi consecutivi senza riuscire a tagliare il traguardo.
Cadute, errori e infortuni si sono susseguiti senza tregua. A Balaton aveva iniziato il weekend con buone sensazioni, arrivando anche sul podio della Sprint, ma una caduta in gara aveva complicato ulteriormente la situazione. Poi l’errore di Brno e il pesante incidente di Assen, dal quale era uscito con una costola rotta e numerosi problemi fisici.
“Ho avuto solo una costola rotta, ma tutto il mio corpo era distrutto”, ha raccontato Bezzecchi.
Anche al Sachsenring sembrava esserci la possibilità di tornare competitivo, ma un altro errore ha nuovamente cambiato il corso del suo weekend, lasciandogli in eredità un doppio infortunio.
Un periodo difficile non soltanto dal punto di vista fisico, ma anche mentale. Bezzecchi ha ammesso di aver dovuto fare i conti con le critiche esterne e con i tanti dubbi che inevitabilmente si insinuano nella testa di un pilota quando i risultati non arrivano.
A sostenerlo, però, non sono mai mancati gli affetti più importanti: la famiglia, gli amici, lo staff della VR46 Academy e Valentino Rossi. Ma soprattutto il suo team Aprilia.
“Quando attraversi un periodo del genere, ti passano per la testa tantissime cose ed è difficile smettere di pensarci”, ha spiegato.
Poi, però, arriva il momento di indossare il casco. Ed è lì che tutto cambia.
“Quando mettiamo il casco è come mettere dei tappi nelle orecchie. Ed è una sensazione bellissima”.
A Silverstone, dunque, Bezzecchi ha ritrovato non soltanto il podio, ma anche una parte di se stesso. Il terzo posto alle spalle dei compagni di marca ha completato una storica tripletta Aprilia e, soprattutto, ha restituito al pilota italiano la consapevolezza di poter reagire anche nei momenti più difficili.
Rivola lo ha paragonato a Jorge Martin, ricordando la forza mostrata dal campione spagnolo nella stagione precedente.
“Dobbiamo essere consapevoli che stiamo parlando con persone speciali: l’anno scorso Jorge, quest’anno Marco”.
A Silverstone, Marco Bezzecchi ha dimostrato ancora una volta perché, in MotoGP, talento e velocità non bastano. A volte serve soprattutto il cuore.
