Quando abbiamo provato la Porsche 718 Boxster siamo assaliti da un dubbio. Avremmo rimpianto il sei cilindri classico Boxer, oppure avremmo apprezzato la scelta di Porsche di togliere due cilindri aggiungendo il turbo? Per tenere il flatsix dietro le spalle del pilota bisognava attingere alle motorizzazioni della sorella maggiore 911 cosa che è avvenuta per le versioni della Boxer e Cayman più spunte lanciate di redente. Per le versioni più adatte alla sportività quotidiana si è optato per una riduzione di cilindrata con l’aiuto del turbo. A prescindere dalle convinzioni personali, i tecnici tedeschi hanno progettato un motore che riesce a conservare il tipico allungo tipico dei motori aspirati con la corposità della spinta dei turbo moderni. Pestando sull’acceleratore, l’ago del contagiri si spinge fino a quota 7500 Giri/minuto senza incertezze. Superata la soglia critica di 6500 Giri, il propulsore conserva ancora una notevole spinta. Ai regimi più bassi non si percepisce quasi per nulla il ritardo del turbo.
Si tratta, quindi, di un quattro cilindri 2.0 litri con potenza di 300 CV e 380 Nm di coppia a partire da 1.950 giri / min ed un 2.5 litri riservato ai modelli “S” che eroga 350 CV e 419 Nm a 1.900 giri / min. Entrambi figli del 3.0 litri 6 cilindri della 911 con cui condividono molti componenti. La sovralimentazione è affidata ad un solo turbo sviluppato appositamente dalla BorgWarner in collaborazione con i tecnici di Stoccarda. Rimangono inalterate le misure di alesaggio pari a 91 millimetri e la corsa di 76,4 millimetri. Il 2.5 litri varia l’alesaggio che misura 102 millimetri. Il monoblocco è in lega di alluminio con una riduzione del peso di 5kg per il 2.0 litri. Il rapporto di compressione è di 9.5:1. Altri componenti in comune con il fratello flatsix sono, bielle, canne ricavate con il un riporto di plasma, l’impianto di iniezione diretta, la distribuzione a quattro valvole per cilindro, lubrificazione a carter secco, ed il nuovo sistema di fasatura variabile VarioCam Plus, applicato anche per le valvole di scarico.
Il turbocompressore VTG della BorgWarner ha la pressione di 1.4 bar per il 2.0 litri con turbina a geometria fissa. Il 2.5 litri, invece, impiega una turbina a geometria variabile con pressione da 1.0 Bar. La modularità del propulsore ha consentito a Porsche di sfruttare una sola linea di montaggio con un solo fornitore per tutti ci componenti condividendo i vantaggi di motori più potenti e complessi. La potenza specifica è di 151cv/litro per il 2.0 Litri, mentre il 2.5 litri è di 140 cv/litro. Il sistema di raffreddamento è stato progettato in modo specifico. Attraverso le prese laterali viene prelevata aria che va a raffreddare sia l’acqua del sistema di raffreddamento aria-liquido che l’intercooler. La restante parte dell’aria viene inviata al aspirazione. Un sistema progettato per essere efficace in condizioni gravose adattandosi al poco spazio a disposizione nel vano motore di Boxster e Cayman. Porsche garantisce un raffreddamento ottimale pensato per le massime prestazioni, anche in pista.
La la pompa dell’olio è a portata variabile con un peso di soli 1.7 kg regolando la pressione di esercizio in funzione delle reali necessità senza pregiudicare l’affidabilità alle alte prestazioni. Discorso simile anche per la pompa dell’acqua per gestire al meglio la fase di warm-up limitando le emissioni inquinanti. Le prestazioni dichiarate vedono uno scatto per lo 0-100Km/h in 4.5 secondi abbinato al cambio PDK 7 marce. Anche l’uso del cambio manuale trova giovamento dall’abbinamento con questo tipo di propulsore. La curva di coppia fluida e costante consente di gestire al meglio la cambiata con un peggioramento delle prestazioni di 0.5s sullo scatto da fermo. Alla guida si percepisce un bel calcetto nella schiena, potente e duraturo, che non muore fino al limite della zona rossa. Questo permette una gestione dell’acceleratore millimetrico per far arrivare la giusta potenza alle ruote. Il 2.0 litri Boxer Turbo da 300cv fa registrare valori di consumi da 9.0 litri/100km, a 11,7 litri/100Km a seconda dell’utilizzo, mentre il 2.5 litri fa registrare valori da 8,1Litri/100km a 10,6 litri/100km.
Daniele Amore
