Seat Arona, il SUV compatto che riesce a far convivere l’anima latina contraddistinta da uno stile frizzante al pragmatismo e la versatilità di una vettura attenta ai costi.

La Arona, infatti, è presente in listino sia con motorizzazioni tradizionali turbo-diesel che con carburante alternativo come il metano, entrambi oggetti della prova. Nel dettaglio si tratta delle Seat Arona TDI 95cv Style, e 1.0 TGI 90cv FR, profondamente diverse nello stile. A guardarle si comprende come le auto moderne non sono tutte uguali. Avvolte basta un solo dettaglio per fare un’enorme differenza. La più semplice Style è fornita in colorazione unica grigio chiaro, anche per il tetto, con inserto nero. La versione FR, invece, è dotata di un bel rosso acceso con tetto nero lucido ed inserto a contrasto. Un accostamento veramente bello da guardare che non passa inosservato.

In sostanza bi-color vince a mani basse. Sono 650 Euro che fanno la differenza tra apparire come medio-man o essere cool! Gli interni seguono la stessa logica che vale per l’estetica. Il design della plancia è lo stesso per entrambe le versioni, ma la Style con gli inserti grigio tendente all’azzurro evidenzia come le plastiche siano di tipo rigido. Inoltre, il mobiletto centrale intorno alla leva del cambio, se pressato in curva dal lato esterno della gamba , mostra qualche scricchiolio.

Diverso il discorso per la FR. Più sportiva, con sedili in materiale pregiato, ben fatti e comodi. Al centro della plancia l’inserto ricalca il materiale usato anche per i pannelli porta. Un accostamento cromatico che attenua la sensazione di plastica rigida per le altre componenti degli arredi. Per accontentare l’occhio che vuole la sua parte, bisogna convincere il portafoglio a sborsare quasi 2.000 euro per la differenza di allestimento a parità di motorizzazione.
Il sistema multimediale al centro della plancia è una vecchia conoscenza già un uso su altri modelli del gruppo. Un esempio di semplicità e completezza. Facile da usare è dotato anche di applicazioni come Android Auto e Apple CarPlay.

Lo spazio a bordo è abbondante con il divanetto posteriore che consente di ospitare anche tre persone comodamente. Diverso il discordo per quanto riguarda il bagagliaio. Se per le versioni Diesel o anche benzina si può sfruttare un vano che arriva a quota 350litri per la versione a metano a causa della presenza delle bombole non si arriva a superare quota 250litri, al livello di piccole utilitarie.
Su strada l’Arona si guida bene. Il posto guida è uguale per entrambe le versioni. Regolabile per ogni altezza anche se avremmo preferito una maggiore escursione del sedile per un posto guida più basso a gambe più distese. Il comfort è buono, le sospensioni hanno una taratura da compromesso. La gommatura maggiorata della versione FR non comporta troppi scossoni aggiuntivi agli occupanti. Unico neo la rumorosità che poteva essere maggiormente filtrata, soprattutto quella degli pneumatici.

Due le motorizzazioni in prova. Per prima analizziamo la motorizzazione 1.0 TGI Metano. Il motore è una derivazione del già noto 1.0 litri tre cilindri già provato sulla sorella maggiore Ateca. Per adattarsi al nuovo carburante i tecnici Seat o Volkswagen hanno dovuto abbassare il livello di potenza. In questa configurazione eroga 90cv per 160Nm di coppia massima a 1800 giri/minuto.
Un propulsore che conserva parzialmente il carattere del fratello maggiore nella parte bassa dei giri. Manca di carattere dalla zona intermedia per diventate deficitario in allungo. Le prestazioni ne risentono, anche a causa del peso maggiore di 100kg.

La classica prova dello scatto da fermo non riesce a scendere sotto i 13 secondi per lo 0-100km/h. In ripresa per ottenere una prestazione decente si devono scalare almeno due marce. Il 1.6 litri TDI è il fratello minore per questa cubatura da 95cv per una coppia di 260Nm, ben 90Nm in più del motore metano. Un propulsore che conserva maggiormente il carattere del fratello maggiore. Riprende bene dal basso e mantiene la spinta anche oltre i 3000 giri/minuto. Affievolisce, facendo pesare la differenza di cavalleria solo agli alti regimi.

La differenza di prestazione è imbarazzante. Senza il minimo sforzo si fanno registrare tempi in accelerazione di 1.5 secondi più rapidi del motore a Metano. La ripresa, nonostante il cambio sia solo a cinque marce, non necessita di scalare almeno di non scendere sotto i 1500giri/minuto e basta comunque togliere una sola marcia.
In entrambi i casi il cambio appare come un buon manuale, fluido e preciso negli innesti. Inspiegabile la mancanza di una sesta per il TDI. In ogni caso due comandi che non fanno rimpiangere l’assenza di un bel DSG. In definitiva, se volessimo fare un confronto prestazionale, senza considerare in costi, un acquirente di Seat Arona dovrebbe essere un folle a preferire la versione metano rispetto alla diesel.

Prima di raccontare come si comportano le due vetture in un bel percorso pieno di curve, va fatta un’altra distinzione tecnica. A parte la differente gommatura, la FR ha in dotazione optional i cerchi da 18” pollici, l’Arona a metano, sulla carta ha una migliore distribuzione dei pesi. Le bombole poste nel bagagliaio riequilibrano il peso tra i due assi.
Peccato che il peso spostato al posteriore sia posizionato dietro l’asse delle ruote dietro. Detto questo, il comportamento stradale restando nei limiti della condotta di un normale utente, è una copia ed incolla di altre vetture della gamma Volkswagen già testate come la T-Cross, o la sorella maggiore T-Roc e derivate.

Solo spingendo veramente tanto, e si incontra una curva con un grazioso animaletto da evitare con una frenata brusca, le due vetture agiscono in modo leggermente diverso. Il retrotreno si sposta in modo più evidente sulla FR a metano. In ogni caso il controllo di stabilità è molto ben tarato. Funziona davvero bene. Si attiva solo quando è veramente necessario lasciando al guidatore esperto ampio margine di movimento per adattare al proprio stile di guida le reazioni del telaio in ingresso e percorrenza di curva.
Siamo arrivato alle conclusioni economiche. Le due motorizzazioni a parità di allestimento hanno un differenza a favore della TGI di 1.200 euro circa. I consumi invece in valore assoluto, convertendo i km di Metano in litri, si attesta in 5,5 litri/100km mentre la diesel resta a quota 4,5litri/100km. Pur consumando meno, il motore a gasolio non riesce a compensare la metà del prezzo alla pompa del Metano. Considerando il prezzo iniziale più conveniente, le agevolazioni che le regioni in modo differenziato prevedono per questa alimentazione, tagliano la testa al toro sulla convenienza del Metano.

Un cliente attento al portafoglio e meno alle emozioni, sarebbe un folle a non scegliere l’Arona TGI. La TDI è più economica ma caso van integrata con vernice bi-color e navigatore, facendo salire il prezzo da 22.900 di 1000 euro. La TGI FR, parte dai 23.950 Euro a cui va aggiunta la sola vernice bi-color che porta a 24.500 euro il prezzo di listino.
In conclusione, la Seat Arona è una vettura dallo stile frizzante, soprattutto se scelta nel giusto allestimento che valorizza forme e dettagli estetici. Le prestazioni della motorizzazione diesel sono di buon livello. La versione Metano è perfetta per chi vuole una vettura tra le più economiche del mercato a patto di rinunciare a qualche emozione al volante a favore della felicità del portafoglio.
Daniele Amore

