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F1, Aston Martin, Honda spiega il doppio ritiro in Messico: problemi al raffreddamento della power unit

Un altro fine settimana da dimenticare per Aston Martin, costretta a lasciare il Gran Premio del Messico senza punti e con entrambe le monoposto ritirate nelle prime fasi della gara. A compromettere la corsa di Fernando Alonso e Lance Stroll sono stati i problemi di affidabilità della power unit Honda, che ancora una volta hanno impedito alla squadra britannica di sfruttare il potenziale della vettura.

A chiarire le cause del doppio ritiro è stato Shintaro Orihara, responsabile delle operazioni in pista del costruttore giapponese, che ha riconosciuto come le particolari condizioni ambientali dell’Autódromo Hermanos Rodríguez abbiano messo in difficoltà il sistema di raffreddamento della componente ibrida.

L’altitudine del Messico mette in crisi il sistema ERS

Il circuito di Città del Messico si trova a oltre 2.200 metri sul livello del mare, una caratteristica che rappresenta una sfida importante per i sistemi di raffreddamento delle monoposto di Formula 1.

La minore densità dell’aria riduce infatti la capacità di dissipare il calore, aumentando le temperature di esercizio delle componenti meccaniche ed elettriche.

Honda era consapevole delle difficoltà che avrebbe incontrato durante il fine settimana, ma le condizioni effettive si sono rivelate più impegnative del previsto.

Secondo Orihara, il problema principale ha riguardato il raffreddamento dell’ERS, il sistema di recupero dell’energia, che ha raggiunto temperature superiori ai limiti previsti.

Le prime anomalie erano emerse già durante le qualifiche, ma in gara la situazione è peggiorata rapidamente, costringendo Aston Martin a richiamare entrambe le vetture ai box per evitare danni più gravi alla power unit.

Alonso deluso: il potenziale della vettura resta inutilizzato

Il doppio ritiro ha provocato grande frustrazione soprattutto in Fernando Alonso, convinto che la monoposto avesse le caratteristiche necessarie per ottenere un risultato positivo.

Il due volte campione del mondo ha sottolineato come le difficoltà di Aston Martin non dipendano esclusivamente dalle prestazioni della vettura, ma soprattutto dall’affidabilità del propulsore.

Durante il fine settimana messicano, la squadra aveva mostrato alcuni segnali incoraggianti sul piano della competitività, senza però riuscire a trasformarli in un risultato concreto.

Per Alonso, il problema principale resta l’impossibilità di completare regolarmente le gare, una situazione che continua a penalizzare il lavoro degli ingegneri e a limitare le possibilità di sviluppo.

Anche Lance Stroll è stato costretto ad abbandonare la corsa nelle primissime fasi, confermando che il problema non riguardava una singola monoposto, ma una criticità comune al sistema Honda.

Honda guarda al 2027 per risolvere i problemi di affidabilità

Il Gran Premio del Messico ha evidenziato ancora una volta le difficoltà incontrate da Honda nella prima stagione della nuova collaborazione tecnica con Aston Martin.

La casa giapponese ha assicurato che i dati raccolti durante il fine settimana saranno utilizzati per individuare soluzioni in vista del 2027, quando l’obiettivo sarà migliorare sia l’affidabilità sia le prestazioni complessive della power unit.

Tra le aree sulle quali intervenire figura anche la risposta del turbocompressore, particolarmente sensibile alle condizioni di alta quota, oltre alla gestione termica del sistema ibrido.

Il lavoro di sviluppo dovrà quindi concentrarsi su una maggiore efficienza del raffreddamento e su una migliore integrazione tra motore e componenti elettriche.

Per Aston Martin, il doppio ritiro di Città del Messico rappresenta un’altra occasione mancata in una stagione caratterizzata da numerosi problemi tecnici.

La squadra britannica continua a intravedere segnali positivi sul fronte delle prestazioni, ma senza un deciso miglioramento dell’affidabilità sarà difficile trasformare il potenziale della monoposto in risultati concreti. Honda è chiamata a trovare rapidamente delle soluzioni, soprattutto in vista di un 2027 nel quale Aston Martin punta a compiere un significativo salto di qualità.

Alessio Mazzocco
Alessio Mazzoccohttps://www.giornalemotori.com
Appassionato di fotografia e di motori

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