La politica non si trova solo nel palazzo dove vengono prese le decisioni per le regole del campionato di F1, ma è un morbo che si annida anche nella gestione dei team distruggendo spettacolo e sportività.
Sergio Perez vince il Gp del Sakhir eppure resta a piedi. Un ingiustizia, ma bisogna mettersi nei panni del Dott Marko. Non è facile mettere Perez al fianco di Verstappen. Il messicano non ha il talento cristallino dell’olandese, ma è costante ed esperto. Una cavolata di troppo da parte dell’olandese e Perez gli starebbe davanti. Poi? Come la mettono Horner e compagnia?
Uno come Hulkenberg garantisce risultati migliori di Albon. Il tedesco ha esperienza ed è un secondo pilota designato per contratto. Insomma si ottiene facilmente una situazione di tranquillità copia ed incolla di Mercedes con la differenza che Hulkenberg non è Bottas.
L’altra ingiustizia è la questione Russell. La sensazione che il giovane britannico sia servito come elemento per abbassare le pretese di Hamilton è chiaro come il sole. Ma alla fine il pasticcio ai box dimostra che senza il sette volte campione del mondo non si va molto lontano. Questo porterà i due a trovare un accordo. Del resto il team ha scoperto di avere un’alternativa talentuosa a basso costo. Per Hamilton fare muro significherebbe avere come alternativa solo il ritiro.
Purtroppo a pagare sono spettacolo e sportività. I tempi in cui Ron Dennis aveva due galli di uguale forza a litigarsi il titolo è finita e non tornerà mai più almeno in uno dei top team. Alla luce di ciò si comprende come il povero Russell possa pensare di avere sprecato la possibilità della vita. Se uno come Perez, che non ha nulla da dimostrare, non riesce a trovare posto nella prossima stagione, è lecito pensare che per il giovanotto britannico sia ancora più difficile trovare spazio in un top team
Sergio Perez 10 : La vittoria che sugella la carriera. Un’affermazione che dimostra quanto è ingiusta la F1. Il messicano non è solo un pilota bravo, ma è anche esperto e tatticamente ineccepibile. Per giunta porta anche sponsor, quindi è meglio di un pilota pagante. Eppure si ha la sensazione che debba rimanere fuori dalla F1 perché qualcuno ha timore della sua ingombrante presenza nel team.
George Russel 9: Meritava la vittoria. Ma non ha perso la sua unica occasione. Chi doveva vedere ha visto. Il vero problema è se chi ha il potere di farlo voglia restituire giustizia al giovane britannico. Oppure resterà solo un mero stratagemma per costringere Hamilton a più miti consigli?
Estenban Ocon 9: Il francese completa il suo processo di maturazione. Tassello dopo tassello costruisce il suo primo podio stagionale. Non è un terzo ma addirittura un secondo. Aveva una sola pallottola nella sua pistola l’ha sfruttata al meglio capitalizzando il massimo.
Carlos Sainz Jr 8: Poteva conquistate un altro podio. Conquista punti importantissimi per il team mentre il predestinato Norris si affanna nelle retrovie della zona punti. Rimane l’amarezza di sapere che nella prossima stagione potrebbe essere ancora più dura arrivare sul podio.
Lance Stroll 8: Un bel podio rovinato dalla presunzione di poter vincere al posto di Perez. Avrebbe fatto più bella figura se si fosse semplicemente complimentato con il messicano per la vittoria.
Daniel Ricciardo 7: Una buona gara ma non abbastanza per completare la sua stagione e la sua permanenza in Renault con un secondo podio. Il primo conquistato a sui tempo è già dimenticato, ormai c’è il sostituto e Alonso ha già fatto sentire la sua presenza.
Alexander Albon 6: Manca il caposquadra e figuriamoci se conquista un podio. Conquista qualche punto ma non è abbastanza per confermarsi per la prossima stagione.
Max Verstappen 6: Parte bene, prova a stare lontano dai guai, ma i guai gli si appiccicano addosso come carta moschicida. Forse pensava che la via di fuga fosse tutta in asfalto. Fatto sta che perde la sua possibilità di vittoria per colpe non sue.
Danijl Kvyat 6: In questa gara non si trova coinvolto in nessun guaio. Conduce la sua gara con un buon passo raccogliendo ancora punti importanti. Meglio del suo considerato compagno.
Lando Norris 6: Magro punticino per uno che ha il talento dimostrato dal giovane britannico. Il contraltare è come sempre il suo compagno troppo lontano al quarto posto mentre lui annaspa al decimo. Deve crescere, la prossima stagione c’è Ricciardo.
Pierre Gasly 5: Una gara dove si smarrisce. Non riesce a portare il giusto passo. Non riesce a sfruttare al meglio le situazioni rimanendo fuori dai punti.
Charles Leclerc 4 : Stanno diventando troppi gli errori. Vettel è stato criticato per aver richiamato il monegasco, ma alla fine aveva ragione. La verità è che con quella macchina non ha altra scelta che rischiare tanto e pagarne il prezzo.
Valtteri Bottas 3 : Umiliato da Hamilton ci sta. Umiliato anche dalla riserva è troppo. Da maggiordomo a cameriere è riuscito a scendere ancora più in basso a sguattero.
Lewis Hamilton 6: La sensazione è che dovesse chiudere la trattativa con Mercedes a metà stagione. Ora deve giocare bene le sue carte. La vera corsa per il campione del mondo comincia adesso.
Mercedes 1: Hanno pensato ad un complotto. “Il tranello delle gomme“. Il problema è che era talmente improbabile ciò che è successo ai box che non può essere premeditato. Se fosse davvero un complotto, la mente che lo ha ordito ha seri problemi di stabilità psichica. La verità è che hanno prima usato e poi rovinato la gara di Russell. Sono in debito con lui, tutti a cominciare da Toto Wolff.
La Banda Binotto al completo SV: Si puntava tutto su Leclerc. Ma quando punti tutto su un talento e questo viene meno, ti rimane un pugno di mosche. Almeno le due safety car hanno evitato l’umiliazione del doppiaggio. Una caduta libere in un baratro senza fondo.
I Complottisti 0: Non ci può essere sempre del marcio ovunque. Ogni tanto sono semplicemente grossolani errori di gestione. La realtà supera la fantasia del peggiore dei cospiratori.
Daniele Amore
