Sebastian Vettel si prepara alla sua 118esima e ultima gara da pilota Ferrari, ma dopo aver segnato solo una delle sue 14 vittorie Ferrari nelle ultime due stagioni, il pilota tedesco ha individuato la stagione 2018 come il momento decisivo nella sua permanenza con il team più famoso della F1.
Il Gran Premio di Abu Dhabi 2020 sarà l’ultima gara di Vettel con la Ferrari e in vista della gara di domenica ha nominato elencato alcuni dei momenti più speciali della sua carriera con il Cavallino Rampante, approdato dopo la parentesi vittorioso con la Red Bull nel 2015.
“Penso che la prima vittoria con la Ferrari in Malesia nel 2015 sia stato uno dei momenti più speciali, assieme alla vittoria a Monaco nel 2017 e a quella del Canada nel 2018.” ammette il tedesco
Vettel ha nominato la sua vittoria a Monaco 2017 come una delle sue preferite con la Ferrari ma non ha nominato nessuna gara delle ultime due stagioni, facendo capire che la sua carriera da ferrarista ha iniziato ad dipanarsi dopo il fattaccio al Gran Premio di Germania nel 2018, quando finì contro le barriere mentre era al comando salutando una volta per tutte le speranze iridate.
Dopo Hockneheim Vettel ha trionfato solo in due occasioni con la Ferrari e ad Abu Dhabi gli è stato chiesto se riteneva che quell’episodio fosse stato davvero un punto di svolta nella sua carriera da ferrarista.
“La mia carriera in Ferrari è stata come un giro sulle montagne russe nel corso di questi anni e sono successe molte cose. Di sicuro quell’anno non è stato positivo per me e l’errore, anche se piccolo, ha compromesso l’esito della stagione. Quell’anno è stato segnato anche dalla scomparsa di Sergio Marchionne oltre all’arrivo di Binotto al posto di Arrivabene. Possiamo dire che quello è stato un anno decisivo per tante cose.”
Il tedesco poi continua: “Nel 2016 ci siamo separati da Allison (approdato poi in Mercedes) a causa di conflitti personali e guardando indietro penso che molte cose avremmo dovuto gestirle meglio.”
Alla domanda se ritiene che il team Ferrari del 2020 sia diverso da quello a cui si era unito nel 2015, Vettel ha risposto: “Molto diverso. Ovviamente abbiamo iniziato con persone diverse ai vertici e personale diverso. Penso che l’atmosfera nel garage sia sempre la stessa, lo spirito rimane uguale e penso che sia ovviamente un peccato che non abbiamo raggiunto ciò che ci eravamo prefissati di ottenere.”
“In alcune cose il team si è evoluto, in altre cose, forse c’è ancora margine”, ha aggiunto Vettel, che l’anno prossimo guiderà al fianco di Lance Stroll nel rinominato team Aston Martin. “Charles Leclerc ha molto tempo davanti a sé con il team ma per me il capitolo finisce qui e ne sto iniziando uno nuovo con una squadra diversa, di cui sono molto entusiasta.”
In parole povere Vettel ammette che la gestione Ferrari fa acqua da tutte le parti. Costa cacciato in malo modo perché ritenuto incapace, Allison che se ne va sbattendo la porta per delle questioni che Ferrari non ha voluto risolvere, due talenti come Alonso e Vettel (e il terzo sarà Leclerc se la politica maranelliana non cambia) bruciati come neve al sole. In pratica in questi ultimi 7 anni la Ferrari ha regalato alla concorrenza personaggi validi, che avrebbero portato a Maranello più di un titolo iridato.
