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F1: Gp Abu Dhabi, Pagelle “finalmente Max!” di GM

Il campionato del mondo di Formula 1 più atipico di sempre è finito. Un evento che fino a Giugno non era certo che si potesse svolgere.

La Mercedes ha dominato in lungo ed in largo. Piazzare il suoi due piloti primo e secondo nel mondiale significa aver creato la vettura perfetta. Una monoposto che se fosse mancato il talento del campione del mondo avrebbe vinto anche con al volante il cameriere Bottas.

Questo non toglie un centesimo al talento di Verstappen. Nel caso della RedBull invece avere l’olandese al volante ha fatto la differenza. La monoposto Anglo-austriaca non era in grado da sola se mal condotta come successo con Albon di assicurare il secondo posto.

Il 2020 ha visto il ritorno della Mclaren nelle posizioni che contano. Una crescita che potrà solo continuare con un trend positivo con l’adozione dei motori Mercedes per la prossima stagione.

La Racing Point ha perso un occasione. Aver preso pari pari la Mercedes del 2019 non  serve se non si riesce a trovare una quadra per sfruttarne appieno le prestazioni con un team che sia all’altezza di farlo.

Per Renault una crescita incompleta. Alla fine sono giunti due podi, un risultato onorevole di crescita rispetto alla passata stagione, ma vedere la McLaren li sul podio deve essere veramente brutta da mandare giù. Alla fine se non è stata battuta dalla RedBull con i motori Renault ci ha pensato il team di Woking a ribadire che non si può costruire solo la power unit. Una monoposto è un sistema complesso che Alpine dovrà trovare il modo di far crescere.

La Ferrari è stata protagonista della peggiore annata della sua storia. Qualcuno ha provato a trovare analogie con altre annate nere come il 1973, il 1980, ed il 1992. In quelle occasioni per quanto la monoposto era carente non si è mai visto l’immobilismo incomprensibile della stagione 2020. Troppo brutta, troppo meschina. Alla fine questa gestione si è impegnata solo per avere un accordo sul patto della concordia che non togliesse un centesimo alla Ferrari anche arrivando sesta. Una mera consolazione solo per le casse. Una vergogna che speriamo non si debba più vedere.

Max Verstappen 10: Finalmente ha chiuso la stagione con una vittoria che meritava. Per il talento mostrato, per la voglia che ha messo in ogni Gp unico a resistere sempre alla corazzata tedesca.

Carlos Sainz Jr 8: Parte dietro recupera posizioni. Il passo è ottimo, riesce a sfruttare bene la giornata di forma della sua monoposto e subito alle spalle del veloce compagno partito avanti.  

Daniel Ricciardo 8: Saluta la Renault con un ottima prestazione. Non serve a recuperare posizioni nella classifica costruttori, ma una prestazione che mette in evidenza il talento dell’australiano che riesce a fare la differenza con il compagno nelle retrovie della zona punti.

Esteban Ocon 7: La Renault non è poi così male. Ma non riesce a far andare al livello del compagno. Almeno ha avuto il buon senso di obbedire ad un ordine di team che gli consente anche di poter portare il suo ritmo tranquillo e recuperare punti. Si matura anche in queste occasioni.

Valtteri Bottas 6: Manca il campione del mondo debilitato dal covid-19. Nel Gp dove doveva vincere facile ancora una volta un problema, la power unit depotenziata che lo relega al ruolo di comprimario. La beffa, arrivare secondo ed essere considerato un fortunato rispetto al terzo che vince ed avrebbe meritato il suo posto nel mondiale.

Lewis Hamilton 6: Debilitato ha fatto quello che poteva. Ha conservato il suo podio. Voleva anche una tattica diversa per raggiungere il secondo e marcare Vertappen. Mai domo anche non in perfetta forma. Resta il nodo sul suo futuro. Il mondiale è finito dovrà prendere una decisione.

Alexander Albon 6: L’ultima corsa lo vede svolgere il compito che avrebbe dovuto fare fin dall’inizio dell’anno. Invece troppi errori. Non è una gara svolta bene che può far cambiare un’opinione maturata negativamente in altre 15 trascorse.

Pierre Gasly 6: Fa il suo lavoro in modo buono ed affidabile. Prende punti importanti anche se il mondiale è finito. Una base importante per essere il capitano nella prossima stagione.

Lando Norris 6: Chiude regalando il terzo posto alla McLaren. Purtroppo però la gara è sottotono. Non riesce a fare la differenza considerando che il compagno Sainz gli arriva subito dietro.

Danijl Kvyat 5: Partiva con una ottima posizione dopo la bella qualifica del sabato. Poi in gara si è perso. Il suo posto è stato preso da compagno.

Lance stroll 5: Quando manca Perez ci si aspetta che i figlio di papà faccia la differenza al posto del capitano. Invece crolla completamente. Una prestazione mediocre non sarà facile tenere il passo di Vettel nella prossima stagione.

Liberty Media 10: Hanno trovato un modo per confezionare un mondiale che alla fine è stato divertente. Non si può fare altro che togliersi il cappello.

Sebastian Vettel 8: Dopo i fatti di Germania 2018, l’amore con i tifosi si era affievolito. Non siamo mai stati troppo benevoli con i suoi errori. Altri si sono innamorati troppo in fretta di predestinati che di errori nel fanno allo stesso modo. L’addio cantando le sue parole sulle note di Celentano, mette un po’ di nostalgia. Forse Binotto e company hanno messo alla porta l’unico uomo in rosso che ci teneva al team. L’unico che ha dimostrato un attaccamento alla Ferrari che Presidenza, amministrazione e direzione sportiva hanno dimenticato pensando di correre con la Williams abituandosi a perdere.

La Banda Binotto SV: L’ultima gara è stata la ciliegina sulla torta di una stagione malvagia. Binotto passerà alla storia come il team principal peggiore della storia Ferrari. Verrà ricordato come i grandi ma sarà solo per definire il parametro del fallimento. Il 2021 non promette nulla di buono. In teoria non si può fare peggio del 2020, ma per come ci ha abituato il muretto Ferrari a peggiorare ciò che sembrava non peggiorabile è sempre possibile.

Daniele Amore

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