Vi ricordate la Formula 1, quella vera, dove i progettisti e i motoristi davano sfogo alle loro bizzarre idee per cercare di migliorare la prestazione? D’altronde la ricerca e lo sviluppo è nel DNA della Formula 1: ogni particolare, ogni componente veniva progettato, installato e fatto migliorare gara dopo gara. Sospensioni, telai, aerodinamica, motori…
Già, proprio i motori, quelli che sentivi già in uscita al casello di Imola e capivi, a km di distanza, se era un V8, un V10 o un V12. Poi sono arrivati dei “geni” incompresi e hanno iniziato una politica di distruzione della VERA Formula 1. Con una scusa: riduzione dei costi.
E allora via i V12, via i V10 e V8 per tutti. Ma con lo sviluppo bloccato. Poi via anche quelli a favore di una Power Unit (si, perchè si sono inventati questi nome), più efficiente, dal rumore di un tosaerba da giardino, ma componentistica contingentata, tanto da arrivare a percorrere una distanza superiore ad una 24 Ore di Le Mans con gli stessi pezzi. E se sforavi il numero massimo di parti che hai cambiato durante la stagione, giù di penalità, quasi a rimpiangere i tempi in cui si portavano motori a iosa ad ogni fine settimana.
Ma almeno lo sviluppo era ancora concesso. Dal 2022 non sarà più così e su pressione della Red Bull è passata l’ennesima assurda regola: stop allo sviluppo dei motori, quello che monti dal 2022 te lo dovrai cuccare fino al 2025. Motivo? La Red Bull, prendendosi carico dell’onere di sviluppare unba propria Power Unit rilevando le strutture della Honda, non avrebbe il tempo e le competenze per sviluppare il motore durante la stagione.
E visto che Helmut Marko possiede ben DUE team di F1 (Red Bull ed Alpha Tauri), in F1 hanno pensato bene ad accontentare il magnate austriaco, per non ritrovarsi una griglia senza 4 auto. E con nessun costruttore pronto ad entrare in tempi brevi in F1 sarebbe stato la fine dei giochi per tutti.
Oltre ai motori “congelati” molto probabilmente vedremo una gara sprint al sabato pomeriggio, al posto delle qualifiche, per determinare l’ordine di partenza della domenica. Lo stesso format che viene usato dal GT World Challenge Europe per la serie Sprint. Questa rimane ancora una proposta al vaglio dei team, i quali vogliono più spiegazioni da parte della F1. Se passasse l’idea, si avrebbero due sessioni di libere al venerdi, una qualifica al sabato mattina, la sprint race al sabato pomeriggio e la gara vera e propria la domenica.
Insomma, quando si pensa di aver toccato il fondo arriva sempre qualcuno che riesce a spostare più in basso il fondo del barile. Povera Formula 1, piange il cuore vedere come ti hanno ridotta.
