Christian Horner ha ammesso che la Red Bull ha dovuto correggere un problema di correlazione tra i dati forniti dalla galleria del vento e quelli invece riscontrati nella monoposto 2020.
La RB16 già durante i test pre-stagionali a Barcellona si era resa protagonista di molti testacoda, un problema che si è riscontrato anche durante la stagione iniziata in ritardo a causa della pandemia.
Il team inizialmente attribuì i testacoda come una conseguenza del fatto che i piloti stessero girando veramente al limite, prima di rendersi conto che invece c’era qualcosa che non andava a livello aerodinamico.
Una continua e costante evoluzione della Red Bull RB16 per tutta la stagione, ha aiutato il team a colmare il divario con la Mercedes, oltre a correggere i “bug” aerodinamici e Horner spera che questo sia sufficiente per la RB16B di essere allo stesso livello della Mercedes.
Horner ammette il duro lavoro fatto soprattutto per risolvere le discrepanze tra i dati dei simulatori e quelli reali della pista, ma mette le mani avanti e frena gli entusiasmi poiché, secondo lui, è ancora presto per cantare vittoria e per vedere se veramente la Red Bull è competitiva bisognerà aspettare quando assaggerà la pista per la prima volta.
Avere una monoposto con aggiornamenti validi è un fattore determinante per la lotta al titolo, così come è fondamentale avere il giusto riscontro tra i dati ricavati in galleria del vento e simulatori e quelli che invece vengono forniti dalla pista.
Verstappen nella passata stagione si era lamentato a più riprese per quanto riguardava gli step evolutivi della macchina poiché, a detta del pilota olandese, molte volte non andavano nella giusta direzione o non erano sufficienti per migliorare la vettura e metterla nello stesso piano della Mercedes.
Se Red Bull vuole vincere e regalare alla Honda il Mondiale di addio alla Formula 1, non deve incorrere in questi errori.
